09:28 21 Novembre 2019

La democrazia dei manganelli

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Ovvero, la legge è valida solo per i poveracci!

Fasci siciliani 1891-1894. I lavoratori agricoli manifestavano per ottenere salari che potessero garantire almeno la sopravvivenza. Il Governo rispose con sollecitudine, mobilitando centomila uomini tra polizia e militari. La cosa finì a fucilate.

Poco più avanti, stessa risposta alle richieste popolari circa il rincaro del prezzo del pane.

E l'elenco accumulatosi in questi ultimi 160 anni è davvero lunghissimo. Ma il capitale continua a rispondere al populismo sempre con fucilate e manganellate.

  1. Non è democratico chiedere il rispetto dei propri diritti.
  2. Non è democratico pretendere che i beni pubblici non finiscano nelle mani dei soliti pochi.
  3. Non è democratico tentare di opporsi al proprio impoverimento a favore dell'arricchimento dell'uno percento della popolazione.
  4. Non è democratico pensare che uno straricco possa mai dover pagare per i suoi crimini come un pezzente qualsiasi.

Infatti, siamo arrivati all'assurdo che, come nel caso del ponte Morandi di Genova, in cui è stato appurato che la Società Autostrade non ha provveduto alla dovuta manutenzione fin da quando ha ricevuto il bene in concessione dallo Stato. Ovvero da 25 anni! Ma, anche se esiste la clausula in cui si specifica che la società deve gestire e curare il bene tanto da restituirlo integro alla fine della concessione, i “giuristi” (molto tra virgolette) del Ministero sentenziano: “Con revoca, alto rischio di contenzioso”.

Ma questi sono giuristi?

Chi prende in concessione un bene dallo Stato, se non ottempera ai suoi doveri di concessionario e produce deterioramento del bene per omessa manutenzione, ne deve rispondere e il contratto s'intende recesso e con le dovute penali e risarcimento dei danni prodotti per incuria.

In oltre, dal momento che ci sono state vittime, deve rispondere anche sotto l'aspetto penale.

Ma, ovviamente, di questo non se ne parla neanche! Quando mai un ricco va in galera?

A meno che non sia un ricco che si schiera di traverso alle tacite regole del liberismo.

Se io non faccio la regolare revisione alla mia autovettura e ho un guasto ai freni e investo e ammazzo qualcuno, finisco dritta in galera, senza più la patente e con l'auto sotto sequestro.

Invece, una coppia di fratelli miliardari procura una strage, perché per risparmiare sulle manutenzioni e arricchirsi sempre più, fa crollare un ponte, non vanno in galera. Non solo, possono persino chiedere i danni allo Stato, qualora qualcuno, giustamente, volesse applicare i termini contrattuali e la legge alla lettera.

Insomma, una volta si chiamava “dittatura”. Oggi, stranamente, la chiamano “DEMOCRAZIA”.

Una democrazia in cui il popolo deve garantire la propria sottomissione senza mai reclamare i propri diritti, lasciandosi passivamente impoverire sempre più, altrimenti scade nel “populismo” e viene preso a manganellate!

Insomma, hanno cambiato il nome alla dittatura, ma solo il nome. L'effetto, è rimasto sempre il medesimo.

Ma, c'è ancora Francesco Crispi a capo del Governo?

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