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22:41 19 Ottobre 2019
Modelle in posa con dei gioielli di lusso a Shangai

Vi ricordate la famosa frasetta: “Siamo vissuti troppo al di sopra delle nostre reali possibilità”?

© REUTERS / Nir Elias
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Frasetta idiota coniata per imbecilli disposti a credere alla truffa del DEBITO PUBBLICO.

Truffa sulla quale vive di rendita parassitaria il neoliberismo occidentale in virtù del quale la stragrande maggioranza dei nostri politici, a partire da Andreatta, Ciampi, Prodi e Amato, hanno venduto la propria anima e il corpo.

Truffa utile a Francia e Germania per imporre la nostra deindustrializzazione e in seguito ottenere la perdita di sovranità, con l'unico scopo di favorire quattro gatti di capitalisti, regalandogli i nostri beni nazionali.

A proposito, lo sapete che stanno provando, alla chetichella, di far passare una leggina per la quale i beni pubblici diventeranno privati? Tutti zitti, vero?

Tutti sempre incollati davanti ad un televisore, sempre pronti a credere a tutto ciò che vogliono farci credere. Per esempio, che siamo una nazione di scialacquatori improduttivi. Inefficaci sotto ogni punto di vista e non virtuosi come i tedeschi.

Vi ricordo che la “virtuosa Germania, dagli anni '50 fino agli anni '90, ha dichiarato fallimento per ben tre volte in meno di 40 anni. Ovviamente, non ha corrisposto i propri debiti a nessuno. Ma quando si tratta di noi, allora le “regole sono sacre”. Soprattutto in questo ultimo anno in cui la nostra Italietta, non sembra essere così tanto “Italietta” come si sforzano di farci credere.

Per rincarare la dose e cercare di arginare ogni possibilità di ripresa, si fa ricorso allo scandalo dei rubli che avrebbe forse avrebbe intascato la Lega, dimenticandosi di tutti i dollari che certamente sono stati intascati da tutti, nessuno escluso!

Ma proprio sul fatto che non siamo poi così tanto messi male, si sta per aprire un pessimo scenario contro di noi italiani.

Perché? Perché come tasso di crescita, abbiamo superato nientemeno che la Cina!

Ma vi lascio alla lettura di un ottimo articolo a firma Pasquale Cicalese da “Contropiano”:

L'Italia ha superato come tasso di crescita dell'export, la Cina

Oggi siamo alla rubrica “strano, ma vero”. L’Italietta, quella del debito pubblico insostenibile e delle riforme strutturali da fare per “essere competitivi”, ha superato come tasso di crescita dell’export la Cina.

Rispettivamente +4% nei primi 5 mesi di quest’anno dell’Italia contro +3.9% della Cina.

Poco fa sono usciti i dati: si stimava un surplus di 2.2 miliardi, il dato reale è 5.3 miliardi; mentre quello dell’Ue, stranamente – visto che abbiamo a che fare con i campioni del mercantilismo, Olanda e Germania – che passa da 0.9 miliardi a 2.2 miliardi.

Nei primi 5 mesi il surplus passa da 13.3 miliardi del 2018 ai 16.4 miliardi del 2019. Il surplus, al netto dell’energia passa da 29 a 33 miliardi.

Ebbene, data la vulgata per cui “non si è competitivi”, la settimana scorsa è uscito un dato dell’Unctad: l’Italia  è il quinto paese al mondo per surplus commerciale, con 107 miliardi di dollari.

A quanto pare quest’anno andrà ancora meglio con riflessi sulla bilancia dei pagamenti (il dato di maggio uscirà domani sul sito di Bankitalia), sulla posizione finanziaria estera netta, quasi in pareggio, come abbiamo rilevato qualche giorno fa e con un surplus dei redditi primari e della bilancia turistica ancora in aumento.

Morale: viviamo molto al di sotto delle nostre possibilità.

Per citare qualche dato: a maggio il settore farmaceutico ha avuto +49% di export.

Mancano farmaci in tutto il mondo, specie in Usa e Europa, e in più i prezzi italiani, a parità di prestazione, sono inferiori del 25%. Ne beneficia il Lazio, hub nazionale della farmaceutica, che nei primi mesi del 2018 ha avuto un boom dell’export del 15%, ma anche Toscana e Campania, dove vi sono siti produttivi di livello europeo.

E poi: boom di tessile e pelletteria (al servizio dei possidenti mondiali), dei macchinari (dove le performance da diversi anni superano quelli tedeschi), e agroalimentare.

La favola che “non siamo competitivi” serve solo a continuare a tener bassi i salari e precarizzare ancor di più il mercato del lavoro.

Di queste performance non ne parlano i media mainstream, altrimenti vedresti i forconi nelle strade.

Siamo diventati la Germania dell’Ovest del sud Europa, senza però avere il suo welfare.

Un giorno dovremmo presentare il conto.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione

 

 

 

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