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09:05 12 Novembre 2019

9 maggio a Tiraspol - Viaggio in Transnistria

© Foto: Matthias Jell
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Viaggio nella temibile e temuta Transnistria: la repubblica autoproclamatasi indipendente dalla Moldavia nel 1990. Ma è veramente così come dicono? La risposta nel racconto del blogger Luca Del Grosso.

Il 9 maggio, a Tiraspol, ho avuto il piacere di assistere alle celebrazioni per la vittoria di 74 anni fa dell'Unione Sovietica sulla Germania nazista. Approfittando di una vacanza in Moldavia, paese che merita di essere visitato per la bellezza dei suoi paesaggi, della sua gente dalle mille nazionalità, dei suoi cibi, dei suoi vini, ho oltrepassato il confine verso uno dei territori meno conosciuti d'Europa: la Transnistria, detta da molti "l'ultima repubblica sovietica".

Scendendo dal minibus proveniente da Chisinau, la capitale della Moldavia, dopo un breve viaggio in cui ho assaporato il gusto di sedere su una tipica Marshrutka, accanto a viaggiatori locali diretti per lavoro a Tiraspol, sono rimasto sorpreso per l’ordine e la pulizia dei viali della città, dei mercati all’aperto, delle case in cui ho avuto la fortuna di essere ospite.

La Transnistria è stata una sorpresa: basta dire, per catturare l’attenzione del lettore, che mi è capitato di essere servito in un piccolo bar di periferia da un ragazzino di 20 anni che studiava italiano per passione, il cui italiano era meglio del mio russo… imbarazzante...

Arrivando da Chisinau, si entra in questo speciale territorio attraverso una frontiera discretamente militarizzata, con doppio posto di blocco, soldati dai grandi cappelli verdi, imponente insegna verde-rossa con falce e martello, controllo passaporti e carta di ingresso obbligatoria, da non perdere: è meglio essere precisi nelle dichiarazioni riguardo alla durata del soggiorno per non incorrere in penali al momento della partenza.

Il confine tra Transnistria e Moldavia
Il confine tra Transnistria e Moldavia

In Transnistria si possono visitare luoghi come l’imponente fortezza di Bender, bastione anti-turco tra il 1700 e il 1800, dove è stata registrata persino la presenza del barone di Münchhausen, documentata da un simpatico monumento.

Sapere due parole di russo aiuta, anche perché gli abitanti sono disponibili e non disdegnano lo scambio di impressioni, senza esagerare, secondo il tipico contegno russo, che qui è di casa. Sicurezza ai massimi livelli, nessuno importuna nessuno. In quattro giorni non ho avuto contatti con i residenti che non fossero voluti da me stesso.

Cibo buonissimo, una meraviglia i panzerotti riempiti con carne e verdura, le zuppe, il pesce di fiume, le birre locali. Le mie conoscenze mi hanno portato in una dacia, per festeggiare il 9 maggio come probabilmente non mi capiterà mai più.

Non è facile per noi occidentali immaginare il radicamento dell’orgoglio per la vittoria contro Hitler che sopravvive persino nei canti dei bambini usciti da scuola, dopo le recite di rito, che portano a casa lo spirito della resistenza e del ricordo della lunga marcia verso Berlino.

Le mie orecchie non riuscivano a credere che da creature di otto, dieci anni, potesse essere rappresentato, riportato così perfettamente e consapevolmente il sentimento di rivalsa e appartenenza ad un passato invisibile, ma sempre presente.

Tiraspol, capitale della Transnistria: festeggiamenti del Giorno della Vittoria
© Sputnik . Sergey Mamontov
Tiraspol, capitale della Transnistria: festeggiamenti del Giorno della Vittoria

Più che le marce dei soldati, gli inni, il rumore delle salve di fucile, lo sferragliare del carro armato seguito dai passi cadenzati delle guardie rosse, ricorderò la marcia dei parenti delle vittime, la “marcia degli immortali”, che ha chiuso come da tradizione la parata sul viale principale.

Qui sta la Russia, qui è la Transnistria. Le montagne di fiori lasciate il 9 maggio sulle fredde pietre del memoriale per i caduti, inclusi quelli della guerra di indipendenza dalla Moldavia e del terribile Afghanistan, sono la testimonianza del dolore che ha attraversato questa terra e un monito a non dimenticare la passione per la propria appartenenza alla civiltà europea orientale.

Grazie a tutti gli abitanti di Tiraspol che hanno reso il mio viaggio più piacevole e sereno di quanto potessi augurarmi alla partenza.

 

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Tags:
viaggio, Turismo, Transnistria, Moldavia
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