11:01 16 Giugno 2019
Le bandiere dell'UE e degli USA

C'è un futuro per la UE?

© AFP 2019 / Thierry Charlier
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di Marinella Andrizzi
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Se c'è, forse, anzi, certamente, non è legato agli USA.

Stiamo assistendo ad un cambiamento epocale lento, ma costante, verso una nuova realtà economica e politica che vede il suo orizzonte volgere sempre più inevitabilmente ad oriente.

Una nuova realtà in cui, quella Russia che, con troppa superficialità, fu creduta finita dagli USA, a causa del tradimento di Gorbaciov prima e di Eltzin poi, con Putin si è intelligentemente, non solo rialzata, ma persino imposta in una nuova realtà mondiale. Anche se la propaganda cerca ancora disperatamente di far credere tutto l'opposto.

Una Russia che ormai, a dispetto delle ingenue previsioni USA, si colloca come prima potenza militare mondiale, perfettamente in grado, con i suoi nuovi armamenti, di distruggere in pochi minuti, se non secondi, tutta la NATO e gli USA (Kinzhal: un missile da crociera ipersonico aviolanciato, che vola a Mach 10 (12.348 km/h) e può distruggere bersagli sia terrestri che marini.

Avangard: un sistema per il trasporto sull’obbiettivo di un carico utile ipersonico manovrabile per missili balistici intercontinentali, che vola a più di Mach 20 (24.696 km/h). Ha un raggio d’azione di 1190 km. e può trasportare una carica nucleare fino a 300 chilotoni.

Poseidon: un siluro autonomo a propulsione nucleare, con un raggio d’azione illimitato, che può viaggiare ad una profondità di 900 m. e ad una velocità di 180 km/h.

Burevestnik: un missile da crociera a propulsione nucleare, che vola a circa 430 km/h e può rimanere in volo per 24 ore, con un raggio d’azione di 9600 km.

Peresvet: un complesso laser mobile che può accecare droni e satelliti, mettendo fuori uso i sistemi di ricognizione aerea e spaziale.

Sarmat: un nuovo missile intercontinentale pesante in grado di seguire traiettorie suborbitali arbitrarie (p.e. al di sopra del Polo Sud) e colpire obbiettivi scelti a caso in qualsiasi parte del pianeta. Dal momento che non segue una traiettoria balistica prevedibile, è impossibile intercettarlo. Tratto da: “La fine del Trattato INF: una vittoria della Russia, una Waterloo per l’America” di Dmitry Orlov).

Apparentemente, seguendo le attuali propagande imposte, potrebbe sembrare uno scenario decisamente minaccioso per la UE che ospita troppe basi USA sul proprio territorio ma, analizzando un pochino il tutto, è dato intravedere uno scenario completamente ribaltato.

Tralasciando le inutili storielle spicciole e prive di qualsiasi riscontro logico e sensato (ingerenza russa nelle elezioni USA, caso Skripal, ecc.), se una nazione come la Russia può annientare gli USA e affiliati NATO della UE, stando alla sua reale politica estera e alla sua storica lealtà (al contrario degli USA), può senz'altro ritenersi, per l'Europa, l'unico alleato affidabile e attendibile.

Uno Stato amico su cui poter seriamente contare e, per mezzo del quale, dormire sonni tranquilli.

A livello economico, assieme alla Cina, offrono l'unico futuro attualmente esistente.

Un futuro costruito su regole di rispetto reciproco ed esente da qualsiasi voglia insana di sfruttamento a senso unico stile USA neo-liberal.

Chiaro che tutto ciò, per una nazione come gli Stati Uniti, basata essenzialmente sul criterio di sfruttamento globale come risultato del conflitto eterno, costruito e incentrato sulla superiorità militare vantata per oltre 70 anni, tale capovolgimento, per ora solo ventilato, rappresenta una sconfitta irrecuperabile, oltre che un annientamento economico su tutti i fronti (da qui l'importanza di potersi accaparrare, con ogni mezzo, soprattutto illecito, l'immensa riserva petrolifera venezuelana, per potersi garantire la sopravvivenza per almeno i prossimi 20/30 anni).

Questo spiega il perché del cambio di rotta di Trump (o meglio, di chi lo dirige) nei confronti della UE. Infatti, costui, anche se non è una volpe, proprio stupido non è. Per cui, di sicuro, si chiederà quanto tempo ci vorrà ancora per rendere chiaro e palpabile tutto ciò ai politici europei. Specie dopo l'idiozia del ritiro dal trattato INF.

E, la cosa più tremenda per lo “Stato profondo”, è che comprendono perfettamente che un tale cambiamento epocale (abbandono del neo-liberismo), porterebbe l'Europa ad una forte ripresa economica, lavoro e maggiore benessere per i cittadini, sicurezza per le famiglie e, quindi, massimo riscontro e favore politico da parte delle popolazioni. Cosa che oggi, salvo rarissime eccezioni, non esiste.

Altro dramma per i pochi ricchissimi, sarà la fine dell'egemonia del dollaro, ormai non più soltanto nell'aria, ma già piazzata sul tavolo senza “se” e senza “ma”.

Insomma, una UEE e una “Via della seta” che affascina cittadini e politici, ingigantita da una Russia che, sulla quale sai di poterci contare, soprattutto senza doverti sottomettere senza alcuna speranza di reciprocità.

Certo, queste, per ora, sono solo mie congetture (e non solo mie). Di certo, però, per i politici europei (del tutto privi di gradimento da parte delle masse popolari), tra l'eterna e instabile corruzione e una certezza di consenso, serio, onesto e inattaccabile, dovuto e ricavato dall'aumento della sicurezza e del benessere dei cittadini, non credo che resteranno ancora a lungo agganciati ad una barca, sempre più isolata, e che fa ormai acqua (sporca) da tutte le parti.

Una barca che non ha più neanche una vera supremazia in alcun settore e di cui, tutti, ad eccezione dei soliti creduloni, conoscono le nefandezze. Anche se attualmente ancora fanno finta del contrario.

I potentati USA-sionisti, non vogliono ammettere la realizzazione del loro peggior incubo: fine dello sfruttamento e dell'usura. Quindi, a tutt'oggi, non intendono voltare pagina e scendere a miti consigli.

Ma la storia procede autonomamente, senza preferenze, né antipatie o simpatie e, quella pagina, l'ha già girata!

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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avangard, kinzhal, p-8a "poseidon", Trattato Inf, sistema missilistico, UEE, Unione Economica Eurasiatica, NATO, Donald Trump, UE, USA
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