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08:48 20 Ottobre 2019
La first lady Melania Trump insieme a degli scolari in una scuola del Malawi

Dallo schiavismo inglese dei corpi a quello anglofono delle menti

© AP Photo / Carolyn Kaster
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L'Inghilterra nel 1790 è la più grande nazione dedita al commercio degli schiavi africani, con l'Accordo Churchill- Roosevelt del 1943 lo schiavismo dei corpi diviene asservimento delle menti e l'imperialismo da inglese diviene anglofono.

Come qualcuno sa, l'Inghilterra al 1790 risulta essere la maggior nazione dedita al commercio degli schiavi prelevati dal continente africano, talmente grande da sorpassare come nazione schiavista tutte le altre messe insieme con i suoi 38.000 neri deportati dal continente africano dagli inglesi, contro i 20.000 dei francesi, i 4000 degli olandesi, i 10.000 dei portoghesi e 2000 dai danesi.

Con l'Accordo Churchill e Roosevelt, di cui lo stesso Churchill ci mette a conoscenza il 6 settembre 1943 ad Harvard, lo schiavismo dei corpi diviene asservimento delle menti, l'imperialismo da inglese diviene anglofono e il vecchio cede il passo al nuovo imperialismo che non si baserà più sulla conquista di territori e di popoli ossia di corpi messi sulla conquista delle menti e pertanto esso sarà un imperialismo linguistico perché, come dichiara Churchill, “il potere di dominare la lingua di un popolo offre guadagni di gran lunga superiori che non il togliergli province e territori o schiacciarlo con lo sfruttamento”.

Ovviamente il commercio delle menti o per meglio dire il commercio nelle menti deve avere dei “cavalli di Troia”, in questo caso come, per quanto riguarda il dopoguerra italiano e non solo, il cavallo di Troia stato il piano Marshall. Ed oggi assistiamo non solo all'obbligatorietà o, meglio, alle dittatura anglofona nelle nostre scuole fin dalla prima elementare per i nostri bambini ma, la stessa Europa asservita, non fa altro che promuovere consultazioni dei popoli europei, come fa la Commissione Europea, unicamente il lingua inglese là dove, teoricamente e praticamente, dovrebbe riguardare tutti i popoli della Unione Europea ma il 100% di queste consultazioni pubbliche è solo in inglese, le altre lingue trovano più o meno percentuale maggiore o minore ma che comunque non arriva mai e dico mai alla metà ossia al 50%.

La cosa è tanto più sconcertante nel momento in cui non solo la Gran Bretagna sta per uscire dall'Unione Europea ma dal momento in cui la Gran Bretagna ha preferito di rimanere estranea al rafforzamento europeo con l’Euro e dedicarsi alla difesa della propria moneta nazionale. Il risultato è che oggi gli europei vengono fatti comunicare tra loro non nella Lingua Internazionale (detta Esperanto) di cui ebbe a parlare bene anche Umberto Eco, bensì, come dire nel parallelo linguistico della Sterlina.

L’insegnamento “ti finanzio per colonizzarti meglio e di più” è stato ben appreso dalla Cina che l’ha messo in pratica con successo proprio in Africa, e anzitutto in Kenya, dove l'anno scorso è stata aperta la linea ferroviaria tra Nairobi e il porto di Mombasa con progetti finanziamenti dai cinesi per 3,2 miliardi di dollari e dove fu istituito il primo Istituto Confucio del continente africano. Ebbene proprio in Kenya s’inizierà dal prossimo anno, e fin dalla scuola elementare, l'insegnamento del cinese mandarino.

Secondo i kenioti la posizione che la Cina ha ormai raggiunto nell'economia mondiale è divenuta talmente importante e forte che il Kenia trarrà beneficio dal fatto che i suoi cittadini possono comprendere il cinese mandarino. Peraltro c'è anche da aggiungere che attraverso il sistema di borse di studio promosse dalla Cina in Kenia, sono andati ad approfondire la cultura cinese circa 2400 studenti kenioti che, a loro volta, diventeranno assai importanti, secondo le autorità keniote, per lo sviluppo del turismo cinese una volta tornati in patria.

L'espansione linguistica cinese in Kenia non è unica perché già in Uganda è in progetto un piano per introdurre il cinese mandarino nelle scuole superiori, inizialmente solo in una parte di esse, questo va detto, ma è anche vero che lo studio della lingua e della cultura cinese sono divenuti un vero e proprio corso universitario triennale lo scorso anno.

La posizione dell'autore può non coincidere con quella della redazione

Tags:
scuola, Africa, Gran Bretagna, USA
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