20:11 11 Dicembre 2018
Palazzo residenziale danneggiato da un missile, Donbass

Ucraina nega il diritto di voto agli emigrati dal Donbass

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Vittorio Nicola Rangeloni
di Vittorio Rangeloni
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Il conflitto armato scoppiato in Ucraina nel 2014 ha cambiato un paese, una regione e le persone. A distanza di oltre quattro anni dall'inizio della guerra in Donbass la situazione è ancora più che complicata. La popolazione tira avanti senza poter far troppi progetti a lungo termine, specialmente nelle zone a portata di tiro degli obici.

Sin dall'inizio della guerra sono iniziati esodi dalla regione colpita. La cifra degli sfollati si aggira attorno ai due milioni. C'è chi è stato costretto a fuggire nelle retrovie, in altre città della regione, simmetricamente da una e dall'altra parte della linea del fronte; c'è chi ha cercato riparo nella Federazione Russa e chi dal Donbass, ha deciso di trasferirsi in altri centri abitati in Ucraina.

Di norma si tratta di coloro che hanno parenti, una seconda casa o un lavoro garantito a Kiev, piuttosto che a Leopoli, Dnepr o Kharkov. Oltre a coloro che, pur vivendo appunto nella regione d'Ucraina più vicina culturalmente alla Russia, si ritengono “patrioti d'Ucraina”.

Tra l'altro pochi giorni fa il primo presidente dell'Ucraina post-sovietica – che si può definire tutt'altro che separatista – aveva proposto di dare l'autonomia alle regioni di Donetsk e Lugansk, affermando che “nel Donbass non c'è nulla di ucraino”. Autonomia senza la quale sarebbe impossibile una convivenza – ovviamente intendendo la regione comunque inquadrata all'interno del paese.

La beffa per i patrioti — Specialmente per coloro che hanno abbandonato le proprie case a Donetsk o a Lugansk, trasferendosi nei territori controllati dalle autorità di Kiev per non tradire la patria, ottenendo lo status di rifugiato interno al paese, la Corte Suprema d'Ucraina ha riservato una bella sorpresa. Chiunque si sia trasferito dal Donbass in altri luoghi in Ucraina non potrà esercitare il diritto di voto alle elezioni amministrative.

Anche se queste persone vivono da 4 anni in Ucraina per scelte politiche.

Anche se sono patrioti.

Anche se nelle loro case di Donetsk e Lugansk, probabilmente, non faranno mai più ritorno.

Le elezioni sono un tema toccato anche negli accordi di Minsk. Tema sul quale l'Ucraina non si è mai preoccupata di lavorare più di tanto, dimostrando disinteresse – o paura — verso le opinioni che possono avere le persone in Donbass. Allo stesso tempo le autorità di Kiev continuano a ritenere che i territori in questione spettino ancora a loro.

Fuga di massa — Mentre viene rifilato questo trattamento a chi scappa dalla guerra verso il cuore del paese, per cercare condizioni di vita migliori, un numero enorme di ucraini fugge all'estero. Secondo 1+1 – uno dei principali canali televisivi d'Ucraina – negli anni dell'indipendenza del Paese circa 8 milioni di ucraini hanno fatto le valigie, andandosene per sempre. La metà degli emigrati ha iniziato una nuova vita in Russia (circa 4 milioni). 1,2 milioni di persone si sono trasferite in Polonia e in Canada, mentre in minor quantità negli USA (940 mila). In Italia si stima la presenza di 231 mila ucraini.

Negli ultimi anni l'esodo si è fatto ancora più consistente. Ogni giorno sono 73 gli ucraini che prendono un aereo per trasferirsi all'estero. Ma a Kiev, nonostante questa situazione, si permettono pure di trattare gli sfollati interni come persone di serie B.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Donbass, Ucraina
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