02:00 22 Ottobre 2018
Bambini di uno dei villaggi del Donbass colpiti dall'artiglieria ucraina

Donbass: aumentano le temperature, aumentano le tensioni sul fronte

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Vittorio Nicola Rangeloni
di Vittorio Rangeloni
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Da un lungo e freddo inverno con una relativa calma sulla linea di contatto tra l’Ucraina e le repubbliche popolari di Donetsk e Lugansk, si è passati ad una calda primavera, caratterizzata da preoccupanti bombardamenti.

I bollettini di guerra della DNR in questi giorni parlano di 900, 1000, 1500 violazioni quotidiane del cessate il fuoco da parte dell’esercito ucraino. Nelle scorse settimane almeno una quindicina di civili residenti nei territori della Repubblica di Donetsk hanno riportato ferite a causa delle bombe ed ai proiettili. A sua volta anche l’Ucraina lamenta violazioni da parte delle repubbliche popolari, sebbene – stando ai dati ufficiali dei vertici militari di Kiev – con una frequenza nettamente minore e senza provocare vittime tra i civili.

Oggi, per l’ennesima volta, il villaggio Zaitsevo nella periferia di Gorlovka è stato pesantemente colpito dall’esercito ucraino. I militari di Kiev hanno aperto il fuoco da differenti tipi di armamenti concentrandosi soprattutto su uliza Mira (dal russo: via della pace), dove 6 case sono state completamente distrutte. Fino a pochi mesi fa qualche residente del posto ancora resisteva e continuava a vivere in queste casette a poche centinaia di metri dalle posizioni ucraine, mentre oggi nemmeno i vigili del fuoco hanno avuto modo di avvicinarsi per spegnere gli incendi causati dagli incessanti bombardamenti. Evidentemente l’intenzione dei militari di Kiev è quella di costringere i civili ad andarsene per occupare il centro abitato senza troppi intoppi.  A Zaitsevo prima della guerra vivevano 3500 persone, ora 1600 di cui circa 200 non raggiungono i 18 anni. Questo a loro non importa. La missione di Kiev è riconquistare il Donbass, inteso prettamente come territorio, senza alcun interesse per chi invece su questo territorio ci vive.

Un abitante di Zaytsevo vicino a quello che resta della sua abitazione
© Sputnik . Igor Maslov
Un abitante di Zaytsevo vicino a quello che resta della sua abitazione

La prima volta che misi piede a Zaitsevo fu nella primavera del 2016. Anche allora la situazione era parecchio tesa. Probabilmente, in questo villaggio diviso in due dalla linea del fronte, non ha mai smesso di esserlo. Ci recammo proprio in uliza Mira dove viveva una famiglia con una bimba di 4 anni. A farci da scorta c’era Arkhar, il comandante dei miliziani che tenevano le posizioni nei pressi del villaggio. Mentre camminavamo per le vie del villaggio mi raccontò di come un suo parente nel 2014 gli telefonò dall’Ucraina occidentale chiedendogli se fosse vero il fatto che venivano regalati alloggi ed appezzamenti di terreno ai partecipanti all’operazione anti terrorismo di Kiev contro gli insorti del Donbass. Lui rispose che si trovava in Donbass, ma dall’altra parte della trincea, e che nessuna delle persone a lui vicine era disposta a consegnare la propria casa ai militari ucraini. Per questo avrebbero resistito a costo della vita. Pochi mesi dopo la vita di Arkhar fu strappata dalle logiche della guerra. Al suo posto ora ci sono altri soldati che portano avanti le sue idee ed a distanza di due anni nessun militare ucraino non ha ancora messo piede in quella via.

Oltre al settore di Gorlovka, anche la zona tra Avdeevka e Yasinovataya nota come “promzona” rimane un punto caldo. Si fa fatica a tenere il conto delle esplosioni. Ieri, secondo Eduard Basurin, portavoce dell’esercito della DNR, degli istruttori della NATO giunti nei pressi di Avdeevka per impartire lezioni agli artiglieri ucraini in merito all’uso dei sistemi radar controfuoco AN/TPQ forniti dagli USA. Questi sistemi sarebbero stati installati sui diversi tetti di palazzine della cittadina, ed individuati dai militari di Donetsk nel corso di operazioni di ricognizione. I soldati della NATO, a detta di Basurin, non avrebbero usato i poligoni per le loro lezioni, ma sono passati direttamente alla pratica, aprendo il fuoco di mortaio contro le posizioni della DNR nella zona di Yasinovataya.

Poco distante dalla “promzona” si trova la non meno nota “DFS” (Donetskaja Filtrovaknaja Stanzija), la stazione di filtraggio dell’acqua, che alimenta buona parte della città di Donetsk, Yasinovataya ma anche di numerosi centri abitati controllati da Kiev, tra cui Avdeevka. Circa 400 mila persone ricevono l’acqua proprio grazie al funzionamento di questa infrastruttura. Nel corso delle trattative di Minsk, proprio per garantire questo servizio fondamentale, è stata dichiarata zona neutra. Lo scorso anno, in violazione di ogni accordo, i soldati ucraini la occuparono per pochi giorni, per poi arretrare. Ora si sono riportati a poche decine di metri dalla struttura. La scorsa settimana i militari ucraini hanno aperto il fuoco contro l’autobus utilizzato dagli operai per raggiungere la struttura. 5 persone hanno riportato ferite e la stazione è stata chiusa per 5 giorni. Ora l’infrastruttura è tornata operativa, ma i bombardamenti su di essa continuano a ripetersi. Le imponenti pareti della struttura ed il bunker presente sul territorio fanno gola ai soldati di Kiev, i quali, oltre a conquistare preziosi metri di territorio, si assicurerebbero una roccaforte. Nemmeno eventuali colpi di artiglieria desterebbero grandi preoccupazioni. Con buona pace delle centinaia di migliaia di persone che si ritroverebbero senza acqua.

Che tutte queste operazioni dell’esercito di Kiev siano solo un sondaggio del terreno preliminare in vista di un attacco più vasto non è da escludere. Magari proprio in vista dei mondiali di calcio che si terranno in Russia tra poche settimane.

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