08:07 16 Novembre 2018
Una bambina fotografa un leone

Abbi Fedez, Leone!

© AP Photo / Michael Probst
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di Mauro Lauretano
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Era tanto tempo che non entravo su questo blog e iniziavo davvero a sentirne la nostalgia. Così ho riletto i miei ultimi post e la mia mente ha trovato automaticamente delle connessioni con i fatti di cronaca di questi giorni.

Era tanto tempo che non entravo su questo blog e iniziavo davvero a sentirne la nostalgia. Così ho riletto i miei ultimi post e la mia mente ha trovato automaticamente delle connessioni con i fatti di cronaca rosa di questi giorni.

Parlare di Fedez e della Ferragni ultimamente significa parlare soprattutto di Leone e a me questo nome e Sanremo, a cui avevo dedicato il mio penultimo post, hanno fatto tornare in mente l'autografo forse più facile ottenuto in tutta la mia vita. Più di quello di Albertino portatomi da mio fratello, da cui iniziò il tutto.

Sanremo + Leone + radio, un'addizione che porta a quale risultato?

A Leone di Lernia, che non sarà stato certo una superstar di talento, ma che per un fan come me rappresenta l'ideale.

Dopo Gorbacev, esaltato per il colpaccio fatto, tornai sul "luogo del delitto", Sanremo. Era l'edizione del 2003 e per festeggiare le nozze di Smeraldo dei miei genitori, insieme a mio fratello decidemmo di regalargli una serata al festival, dove si esibivano nientepopòdimenoche Bobby Solo e Little Tony, con cui mio padre condivise qualche scorribanda adolescenziale negli anni '50 ai castelli romani.

Essendo mio fratello già sposato, con prole e regolare busta paga, lui si occupò di finanziare il viaggio, mentre a me, che ero sulla soglia del fuori corso all'Università, toccò l'incombenza di portare i genitori in Riviera.

Così, mentre loro erano dentro all'Ariston, io stazionavo fuori dal teatro e li aspettavo un po' come facevano loro con me fuori da scuola.

Per me era divertente vedere il rituale dell'arrivo dei cantanti, acclamati dalla folla, e tutto il circo che ne seguiva. Dentro di me pensavo a come qualche anno prima riuscii a prendermi gioco di tutto questo apparato ed arrivare a tu per tu con l'ospite più importante.

Tornando a Leone di Lernia, lui non faceva cose sensazionali, alla Stan Laurel tanto per intenderci, ma sapeva come prendersi gioco di tutto lo star system. E quale migliore vetrina di Sanremo?

Quando lavorava allo zoo di 105 Leone di Lernia andava sempre nella città dei fiori durante il festival per cazzeggiare. A me faceva simpatia perché mi ricordava gli anni delle medie e i primi del liceo, quando le sue parodie delle hit disco (che come sapete a me piacevano molto) spopolavano.

Quando lo vidi fuori dall'Ariston, lo chiamai e fu lui a venire da me, mi prese il telefono che avevo in mano e mi disse: "A chi vuoi che chiamo? A Pippo Baudo?".

Ammetto che mi spiazzò e mi fece ridere ne replicai con un:

"Chiamame ‘a soreta, Leo'!".

Mi diede un pizzicotto e mi abbracciò. Non appena tirai fuori penna e block notes fu lui a prenderli senza che io gli chiedessi niente e mi fece l'autografo.

Fu una sensazione molto bella, che mi diede un senso di gratitudine e sollievo. Cero, non era l'autografo di Ronaldo ma il fatto che fosse il vip quasi a venire verso di me e non il contrario fu bello. Fosse sempre così…

Публикация от @sandyorton 28 Фев 2017 в 9:51 PST

Quelli come Leone non vivevano di straordinario talento ma di popolarità e noi fan per questo tipo di personaggi non siamo una seccatura ma linfa vitale. Anche oggi in tempo di social network lo siamo; anzi, direi che lo siamo di più, molto di più. Ma c'è una grande differenza.

Di Fedez e la Ferragni oggi sappiamo tutto e pure il loro Leone è già una star mediatica. Ma tutto è appunto circoscritto al mondo della rete: non inizia soltanto da lì ma finisce anche lì. Insomma, mi sto forse un po' incartando, ok, ma penso mi abbiate capito.

Ho nostalgia di un contatto più reale e meno virtuale, di un'interazione tra idoli e fan che non sia così quotidiana ma reale, magica a causa della distanza che ci separava un tempo ma proprio per questo più appagante nel momento del suo annullamento.

Cari vip, tornate a essere distanti da noi ma veniteci incontro nella realtà. Non tutti i giorni come su Instagram ma solo una volta, quella magica volta che riusciamo a vedervi dal vivo. Vale per Fedez, vale per Chiara e forse varrà anche per te, Leone, se un giorno accenderai la fantasia delle persone a prescindere da mamma e papà.

Intanto questa sera io penso a un altro di Leone, a quella chiamata mai fatta a Pippo Baudo e a quel giorno in cui, quasi, il vero vip mi sono sentito io.

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