02:30 23 Ottobre 2018
Uomo pensieroso in piazza del Campo a Siena

Silenzio dei sondaggi in Italia: era ora!

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di Arnoldo Folino
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Non solo i media, anche i sondaggi influenzano pesantemente l'opinione pubblica.

Il 16 febbraio è stato l'ultimo giorno dei sondaggi per le Politiche 2018.

Era ora!

Se esiste infatti una cosa che più subdolamente influenza l'opinione pubblica della gente, questi sono i sondaggi.

È inutile girarci intorno, raccogliere le intenzioni di voto, non serve, come ci vogliono far credere, per avere il “polso della situazione”.

Serve, bensì, essenzialmente, per “indirizzare” e “plasmare” l'opinione pubblica.

Il vero andamento del consenso, infatti, i partiti lo custodiscono nelle loro “segrete stanze”.

Al pubblico si danno in pasto dati spesso non veritieri.

In pratica, la raccolta e la susseguente pubblicazione delle indicazioni di voto, servono praticamente solo per modificare le indicazioni di voto stesse dei cittadini.

Soprattutto in queste elezioni, con lo sbarramento al 3% e la famosa rincorsa al “voto utile”.

Ma il vero indirizzo dell'opinione pubblica lo si ha subdolamente.

Un partito vincente nei sondaggi, trascina ancor di più verso l'alto il proprio voto, come se avvenisse un circolo vizioso inconscio nelle menti degli elettori.

L'esatto contrario avviene per un partito perdente.

Ed in quest'ultimo caso si considerano, ripeto, pure il cosiddetto “voto utile” e la soglia di sbarramento.

Da questo si evince che sarei molto favorevole al “silenzio dei sondaggi” anche prima rispetto a quando è adesso.

A mio modesto parere, per correttezza, il silenzio dei sondaggi dovrebbe cominciare almeno 2 mesi prima di qualunque elezione.

Le intenzioni di voto influenzano troppo, “inconsciamente”, e “scientificamente”, gli elettori.

Senza considerare che vengono favoriti quei partiti che possono permettersi di commissionare i sondaggi dagli istituti demoscopici a loro vantaggio perché hanno più possibilità economiche.

I sondaggi sono parte integrante, tra i tanti, della “trasformazione” di queste presunte “democrazie”, in “plutocrazie”: si favoriscono cioè le lobby ed i partiti più ricchi.

Ma la cosa più triste, è che i sondaggi, oramai parte integrante della nostra società, non esistono soltanto a livello politico o elettorale.

Esistono sondaggi per ogni cosa.

Per ogni argomento.

Per ogni prodotto.

Per ogni marchio.

Ed anche in questo caso, non servono per tastare il polso della gente, ma per influenzare “scientificamente” ed “inconsciamente” le persone…

Alla faccia della “democrazia”…

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