12:54 20 Luglio 2018
Israele e Palestina

Israele e Palestina: una storia di odio. Prima parte

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di Rossana Carne
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Cos’è Israele? Come e perché fu creato questo stato e in base a quali accordi? Chi sono gli ebrei e chi sono i sionisti? Che differenza c’è tra questi due termini?

ISRAELE E PALESTINA: UNA STORIA DI ODIO – Parte 1

Cos’è Israele? Come e perché fu creato questo stato e in base a quali accordi? Chi sono gli ebrei e chi sono i sionisti? Che differenza c’è tra questi due termini?

Quando ci si affaccia sulla questione mediorientale sembra esserci, da parte nostra molta confusione; non sappiamo o non vogliamo capire, infatti, chi abbia ragione e chi abbia torto, sempre ammesso che nelle stragi di persone innocenti si possa distinguere davvero chi ha ragione e chi torto.

Come fare allora con questa parte di storia che, tutt’oggi, influenza le nostre vite e irrompe nei nostri telegiornali?

Personalmente non pretendo di avere la risposta e sicuramente non pretendo di possedere la ragione assoluta, ma quello che posso scrivere è una citazione su cui, ognuno di noi, dovrebbe riflettere:

“E’ come se in casa avessi 6.000 libri e li abbia letti tutti, ma se non li ho capiti … è come se non ne avessi letto nemmeno uno”. (Corrado Malanga)

È così che dobbiamo fare con la storia, non basta leggerla, è necessario capirla soffermandosi su ogni punto e ponendosi delle domande, anche quelle che ci sembrano elementari o stupide, perché spesso dietro a ciò che si considera stupido, si nasconde una parte importante di verità.

Tuttavia, è necessario procedere per gradi, partendo dai fatti riportati, ormai, nei testi scolastici per poi passare alle opinioni di studiosi e alle conclusioni che ognuno di noi può trarre, a prescindere dal fatto che siano giuste o sbagliate. Sono le nostre opinioni, infatti, che finiranno per distinguerci dalla massa e ci renderanno liberi.

Come tutti sappiamo gli ebrei sono conosciuti nella storia per essere un popolo senza terra, ma chi ha reclamato per il popolo ebraico uno stato in cui risiedere?

Fu il giornalista Theodor Herzl che, nel 1896 pubblicò sul Jewish Chronical un articolo in cui fece esplicita richiesta al Sultano dell’Impero Turco di cedere agli ebrei il territorio della Palestina in cambio del risanamento delle finanze dell’Impero.

Oltre ad essere un giornalista, chi era questo Herzl? Era il fondatore del Sionismo, un movimento politico che ha come obiettivo primario la creazione e il mantenimento dello Stato di Israele in Palestina, da sempre considerata la Terra Promessa dal sanguinario Yahweh al popolo di cui era il dominatore e signore.

Alla fine della Prima Guerra Mondiale, con lo smantellamento dell’Impero Ottomano, la società delle nazioni stabilì il Mandato per la Palestina, che permise al Regno Unito di governare sul territorio che includeva tutta la terra che ora è condivisa da Israele, la Cisgiordania, la Striscia di Gaza e l’intero territorio a est del fiume giordano, ora chiamato Regno di Giordania. L’area era grande tanto quanto la Siria, nonostante la popolazione fosse meno di un milione, di cui gli ebrei rappresentavano solo il 10%.

Proprio in quel territorio, gli inglesi, tramite la dichiarazione di Balfour del 1917, promisero al popolo ebraico pieno sostegno per la creazione di uno stato a loro dedicato.

La dichiarazione precisa, tra l’altro, che non sarebbe stato fatto nulla per minare la pacifica esistenza, i diritti civili e religiosi delle altre comunità residenti in Palestina.

L’immigrazione ebraica verso la Terra Santa ebbe così inizio, con l’insorgere del popolo palestinese che chiese immediatamente uno stop a questi flussi migratori.

Lo stop fu richiesto nei confronti dei sionisti in quanto pericolosi per l’equilibrio culturale e geopolitico dell’area dimostrato, tra l’altro, dai rifiuti di altri paesi ad ospitare il popolo ebraico ritenuto, senza mezzi termini, un vampiro pronto a succhiare il sangue di tutti.

La richiesta del popolo palestinese, purtroppo, non fu ascoltata con i risultati catastrofici che possiamo vedere ancora oggi. Quella terra desolata e scarsamente popolata è diventata, infatti, un fiume di sangue con continui attacchi alla popolazione sia palestinese sia ebraica.

Le cose peggiorarono ulteriormente dopo i primi scontri quando, gli inglesi e i loro alleati divisero la terra a est del fiume giordano creando, di fatto, gli emirati della transgiordania che riduceva ancora di più l’area che avrebbe dovuto ospitare pacificamente palestinesi ed ebrei secondo la dichiarazione Balfour.

Questo drastico ridimensionamento del territorio portò ancora più odio, che gli inglesi cercarono di mitigare inviando una missione di controllo che, nel 1937, propose un’ulteriore divisione dell’area con le seguenti modalità:

Agli ebrei fu offerto uno stato indipendente in una superficie che andava dal Tel Aviv al confine del paese, ovvero circa il 20% del territorio totale mentre, palestinesi e arabi avrebbero preso il restante 80%.

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© AFP 2018 / ROSLAN RAHMAN
Gli arabi guidati dal Gran Muftì decisero di rigettare l’accordo, mentre i sionisti lo accettarono controvoglia al fine di evitare le persecuzioni che, nel frattempo, stavano iniziando in Europa a causa dell’affacciarsi della Seconda Guerra Mondiale e di Hitler sulla scena.

A causa dei fatti e degli omicidi contro il popolo ebraico avvenuti durante l’epoca nazi-fascista, gli inglesi decisero di lasciare qualsiasi ulteriore negoziato, relativo alla questione del territorio palestinese, alle Nazioni Unite.

Venne creata, a questo punto, una nuova commissione che aveva lo scopo di capire come gestire e risolvere ogni problema relativo a questo territorio.

La commissione decise di ripartire nuovamente l’area in due stati proponendo, a loro avviso, una divisione più equa, ma che di fatto portò ad anni di guerra che videro non solo la vittoria di Israele, ma anche la loro espansione.

Il 14 maggio del 1948 venne ufficialmente proclamata la nascita di Medinat Israel, ovvero dello Stato di Israele.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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