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    Una ragazza in lacrime

    Lacrime al posto delle firme

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    di Mauro Lauretano
    233221

    Come ormai sapete, io sono un cacciatore di autografi. Ma le uniche firme che vorrei vedere adesso sono quelle di Ventura e Tavecchio sulle loro dimissioni e quelle dei nostri calciatori che dedicano una bella lettera al nostro paese, scusandosi per averne rovinato la reputazione nel mondo.

    Chiariamoci: io a Russia 2018 ci andrò comunque, per inseguire i miei sogni, le mie forse folli ma di sicuro vitali passioni, per vivere un'altra indimenticabile esperienza.

    Non mi interessano gli autografi di una nazionale che offende la nostra gloriosa tradizione, eccezion fatta per una leggenda come Gigi Buffon, il cui autografo — senza falsa modestia — mi sono assicurato più di un decennio fa.

    Se volessi quello di Immobile mi basterebbe andare a Formello — e non è detto che ci andrò, soprattutto se vincerà il titolo di capocannoniere del campionato — oppure a Castelvolturno per avere quello di Insigne. Ma non è questo il punto.

    ​Andrò in Russia per cercare di aggiungere l'autografo del Ronaldo attuale a quello del Fenomeno, per avere la firma di Messi, Iniesta, Sergio Ramos, Thomas Mueller e gli altri veri campioni del calcio attuale, tra cui ormai, dopo il ritiro appunto di Buffon e di Pirlo, non fa più parte nessun italiano.

    Il nostro è un movimento calcistico che castra sul nascere i sogni dei ragazzi di tutto il mondo, che non agogneranno certo fare un selfie con chi non è stato in grado di fare un gol alla Svezia in centottanta minuti.

    ​Quando sarà il momento, preparerò le valigie alla volta di Mosca. Ma c'è chi deve prepararle per andarsene da Coverciano e non tornarci mai più. Ora.

    Tags:
    calcio, Mondiali di calcio 2018, Italia, Russia
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