09:50 16 Ottobre 2018
La località di Taured indicata su un cartina geografica

Il mistero dell'uomo di Taured

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di Rossana Carne
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Uno dei misteri mai svelati dell'epoca moderna

Una storia misteriosa che continua ad essere un rompicapo per molte persone sul pianeta, perché, i fatti reali per come accaduti non sono mai stati chiariti definitivamente a causa della mancanza di una testimonianza ufficiale da parte dei protagonisti di questa vicenda.

Tutto inizia all’aeroporto Internazionale di Tokyo, in Giappone, un paese e un popolo che già di per sé non è incline a sbilanciarsi, specialmente su fatti bizzarri e misteriosi.

Tuttavia, proprio questa omertà ha lasciato cadere la questione dell’uomo di Taured nel più profondo alone di mistero che le cronache moderne ricordino.

In una giornata apparentemente normale di un’estate particolarmente torrida del 1954, all’Haneda Internatinal Airport tutto si svolgeva con regolarità fino a quando un aeromobile proveniente dal continente europeo fece le classiche manovre di scalo. Proprio su questo velivolo viaggiava un passeggero fuori dal comune.

Tutte le persone scese dall’aereo, infatti, si avvicinarono alla dogana per espletare tutte le formalità richieste dal governo nipponico, ma in mezzo a questo gruppo spiccò la figura di un uomo dai tratti caucasici di mezza età, particolarmente alto e vestito con abiti che lasciavano trasparire un lavoro nel business.

Una volta arrivato il suo turno alla dogana, l’uomo spiegò che si trovava in Giappone per un viaggio d’affari e che quello era il suo terzo viaggio.

Dobbiamo ricordare che il Giappone, in quel periodo storico, era uscito dalla II Guerra Mondiale da soli 9 anni e stava cercando di ricostruire non solo la propria economia, ma anche la propria identità sociale e politica, oltre che le relazioni a livello internazionale.

Per questo motivo, l’ufficio doganale preposto ad Haneda prestava particolare attenzione a tutti gli stranieri che arrivavano in Giappone dall’Europa.

Quando l’uomo prese in mano il suo passaporto, però, ebbe inizio il mistero…

Gli ispettori alla sicurezza, infatti, dopo aver letto il nome del Paese di provenienza del caucasico iniziarono a scambiarsi sguardi perplessi.

​Il passaporto, infatti, riportava stampato in lettere dorate la scritta TAURED PASSPORT e i funzionari che, ovviamente, non avevano mai sentito parlare di un paese dal nome simile iniziarono i controlli per stabilire se quel documento fosse stato contraffatto.

Controllando attentamente le pagine interne del passaporto, però, i funzionari notarono che l’uomo lo aveva usato in precedenza per altri viaggi in tutta Europa e poterono notare i timbri d’ingresso delle varie dogane che attestavano la veridicità del documento presentato dall’uomo.

Inoltre, i due ispettori notarono non solo altri timbri della dogana Giapponese che attestavano i diversi viaggi compiuti in terra nipponica, ma anche la presenza di molte banconote autentiche e di vari paesi che confermavano la veridicità delle informazioni fornite.

Il misterioso viaggiatore, inoltre, parlava un giapponese modesto mentre la sua lingua natia era il francese.

Per eseguire ulteriori controlli, l’uomo venne trasferito nella stanza degli interrogatori mentre il suo passaporto passò nelle mani di ispettori più esperti in materia di contraffazione.

All’uomo venne chiesto di fornire altra documentazione attestante la sua identità e per fare in modo di risolvere quanto prima questo intoppo, il viaggiatore collaborò senza creare il minimo problema e sotto tutti gli aspetti.

Tuttavia, nonostante il caucasico fornì tutti i documenti possibili e immaginabili comprovanti la sua identità, il mistero si infittì.

Carta di identità, patente ed ogni altro documento, infatti, risultavano emessi dalla Repubblica di Taured e lo stesso viaggiatore dichiarò tutto il suo stupore nel constatare questi problemi che non erano mai occorsi durante i suoi innumerevoli viaggi.

Giunti a un punto di non chiarezza, gli investigatori chiesero all’uomo di indicare sulla cartina geografica dove si trovasse Taured e con tono decisamente sorpreso l’uomo dichiarò che Taured si trovava esattamente tra la Francia e la Spagna.

Spazientiti da quella situazione assurda, i funzionari chiesero al viaggiatore di indicare sulla mappa il punto preciso in cui si trovava Taured, ma l’uomo guardando stupito la cartina scoprì che il punto su cui aveva appoggiato il dito corrispondeva ad Andorra.

Sentendosi preso in giro, l’uomo disse che secondo lui quella cartina era totalmente errata perché quel posto corrispondeva al suo luogo natale ovvero Taured e non Andorra.

I funzionari, però, cercarono di spiegare all’uomo che una nazione chiamata Taured, in realtà, non è mai esistita, ma nello stesso tempo il viaggiatore replicò il contrario sollevando la questione di come avesse fatto a compiere tutti quei viaggi e a salire su aeromobili in totale tranquillità.

​Dopo qualche ora di interrogatorio, arrivarono i risultati dagli esami effettuati sul passaporto e questi confermarono l’autenticità del documento in tutti i suoi dettagli, ma allo stesso tempo nessun aeroporto presso cui sarebbe transitato l’uomo poteva confermare di aver avuto a che fare con una nazione di nome Taured.

L’enigma principale, quindi, restava ancora irrisolto:

Che Paese è Taured e dove si trova di preciso?

A questo punto, i giapponesi decisero di telefonare all’azienda per cui l’uomo dichiarò di prestare servizio, ma anche questa soluzione si tradusse in un nulla di fatto perché l’azienda non solo dichiarò non avere nel proprio organico quell’uomo, ma anche di non essere a conoscenza di nessun luogo chiamato Taured, anche se il viaggiatore aveva con sé tutta una serie di documenti ufficiali che attestavano il contrario.

Inoltre, venne chiamata l’azienda giapponese con cui l’uomo avrebbe dovuto concludere un affare importante, ma anche loro affermarono di non avere nessuna idea sull’identità di quel viaggiatore.

Il soggetto, a questo punto, propose agli investigatori di chiamare l’hotel presso cui aveva prenotato la camera per il suo soggiorno, ma anche questo confermò di non avere nessuna stanza prenotata con il suo nome.

A questo punto, le autorità non poterono fare altro che chiedere l’intervento della polizia seguendo il protocollo sui viaggiatori di origine ignota.

L’uomo venne trasferito in una struttura apposita per consentirgli di trascorrere la notte con due guardie armate a tenere sotto controllo la sua stanza.

Il viaggiatore, senza mai opporre resistenza, seguì i poliziotti e chiese una pastiglia per il mal di testa. Il mattino seguente, una squadra di poliziotti speciali specializzati in spionaggio e agenti di sicurezza della PSIA, si recarono presso la struttura in cui era detenuto l’uomo di Taured.

Una volta arrivati gli agenti parlarono con i piantoni i quali riferirono che il soggetto non era mai uscito dalla stanza e non avevano avvertito nessun rumore particolare provenire dall’interno.

Quando la porta venne aperta, però, gli agenti non trovarono nessuno. L’uomo era sparito nel nulla!

Non vi era nessuna traccia né del viaggiatore né dei suoi effetti personali e la sola via d’uscita era una finestra che risultò chiusa e bloccata proprio per non consentire la fuga del detenuto.

L’incredulità lasciò il posto alla rabbia e le autorità competenti decisero di seppellire tutta la vicenda dell’uomo di Taured.

La storia emerse solo grazie agli operatori aeroportuali che, negli anni, chiamarono tutti gli aeroporti europei per chiedere l’autenticità dei timbri trovati sul documento di quel viaggiatore misterioso.

 

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