11:33 19 Agosto 2018
Un murales sul volo MH-370 a Kuala Lumpur in Malesia

Buonanotte MH370

© AP Photo / Joshua Paul
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di Rossana Carne
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Uno dei casi più strani e terribili dell’aviazione moderna, un caso che ha rimbalzato sulle testate giornalistiche del mondo e su tutti i canali TV e internet per intere settimane.

Uno dei casi più strani e terribili dell’aviazione moderna, un caso che ha rimbalzato sulle testate giornalistiche del mondo e su tutti i canali TV e internet per intere settimane…

Tutti noi per interesse o per caso abbiamo sentito al tg, letto sui giornali o su internet del caso dell’aereo fantasma della Malaysia Airline, ma cosa è successo veramente a quel velivolo? Ci è fatta chiarezza sui fatti? Iniziamo un percorso a ritroso che ci porta all’inizio di questa terribile vicenda e cerchiamo di capirci qualcosa di più, senza pretendere di avere la verità assoluta a portata di mano, ma semplicemente un insieme di informazioni che ci permetteranno di formarci un’opinione.

Tutto iniziò in data 8 marzo 2014 quando, un aereo della Malaysia Airline denominato con sigla MH370, era previsto decollare alle ore 00:41 dall’aeroporto di Kuala Lumpur, Malesia, per giungere poi a Pechino, Cina, alle ore 06:30.

La misteriosa rotta del volo MH-370
La misteriosa rotta del volo MH-370

Ma come tutti noi sappiamo, quell’aereo non giunse mai a destinazione…

L’MH370 era un Boeing 777, un vero e proprio gigante dei cieli, con a bordo ben 227 passeggeri e 12 membri dell’equipaggio per un totale di 239 persone.

Secondo quanto rivelato dai radar militari, però, questo aereo cambiò improvvisamente direzione rispetto alla rotta prevista, virando da Nord-Ovest a Ovest, ovvero al di sopra della penisola Malese, dirigendosi sullo stretto di Malacca.

A questo punto, tutti i sistemi di identificazione a bordo vennero spenti ed i soli segnali attivi furono quelli tra l’aeromobile e un satellite che si trovata a 35mila km di altezza.

Dopo soli quaranta minuti di volo, ovvero intorno alle ore 01:21, si perse ogni comunicazione con il Boeing 777 della Malaysia Airline… e da qui inizia il mistero!

Nelle ore successive a questa misteriosa sparizione, i soccorritori dovettero iniziare le ricerche basandosi esclusivamente sulle comunicazioni interscambiate tra l’aeromobile e il satellite, anche se queste non contenevano alcuna informazione sulla posizione dell’aereo al momento della sparizione o sulla rotta seguita dopo il cambio improvviso.

Basandosi, quindi, su calcoli che tenevano in considerazione le comunicazioni con le Torri di Controllo, il satellite e basandosi sulla quantità di carburante presente nel Boeing, i soccorritori delimitarono un’area di possibile ricerca che si rivelò, però, vastissima in quanto si estendeva dall’asia centrale fino al cuore dell’oceano indiano.

Inizialmente, quindi, si sperava di poter captare il segnale della scatola nera, ma questa si esaurì dopo pochissime settimane e da quel momento vennero perlustrati migliaia di km quadrati di acqua senza ottenere nessun risultato.

La vera svolta in questo caso, fin dall’inizio misterioso ed enigmatico, arrivò con la scoperta che l’aereo rimase in volo ben sette ore dopo l’ultima comunicazione con la Torre di Controllo.

Questa informazione venne ricavata grazie allo studio degli ultimi dati satellitari, che hanno rilevato la presenza dell’aeromobile fino alle ore 08:11, ora locale di Kuala Lumpur. Inoltre, venne scoperto che le ultime parole del Comandante a bordo furono: “Buonanotte MH370.”

Il volo, quindi, sembrerebbe essere stato dirottato proprio da una persona con grande esperienza di volo, che cambiò volontariamente la rotta del velivolo e interruppe, inoltre, tutte le comunicazioni tra l’aeromobile e le stazioni di terra.

Secondo un funzionario malese, portavoce delle indagini all’epoca dei fatti, questa poteva essere la sola spiegazione a un evento di così tale portata e mistero.

Il Primo Ministro malese Najib Razak confermò, tra l’altro, tale ipotesi andando a specificare che il dirottamento del volo MH370 era stato non solo un’azione intenzionale, ma che non sussistevano prove dell’implicazione di organizzazioni terroristiche in un tale avvenimento.

Questa svolta e queste dichiarazioni, portarono a un ulteriore allargamento dell’area di ricerca tanto che si arrivò a ipotizzare una sorta di corridoio di controllo tra la Repubblica Popolare Cinese e il Kirghizistan.

​Questa nuova ipotesi, inoltre, venne supportata non solo dalle sette ore di volo dell’MH370, ma anche dal fatto che l’aeromobile avrebbe non solo cambiato rotta, ma anche altitudine passando continuamente da 45.000 piedi a 23.000 piedi, rendendo l’ipotesi di un dirottamento da parte di un pilota esperto sempre più attendibile.

I primi indagati, ovviamente, furono il Pilota Zaharie Ahmad Shah e il suo Copilota Fariq Abdul Hamid. Le loro vite vennero scandagliate e minuziosamente controllate, ma nessuna pista lasciò intendere a un possibile coinvolgimento da parte di queste due persone nella sparizione dell’aereo. Venne diffusa, inoltre, la notizia che l’MH370 non lanciò nessun segnale di SOS, anche se non è chiaro tutt’oggi se i piloti tentarono una comunicazione oppure non furono in grado di chiedere aiuto.

Il caso del volo MH370, con il passare del tempo e con l’infittirsi del mistero, si rivelò molto difficile da gestire anche da un punto di vista diplomatico, perché le ricerche portarono a una cooperazione internazionale senza eguali nella storia dell’aviazione civile moderna, arrivando a coinvolgere ben 27 nazioni nella ricerca di questo Boeing 777 scomparso nel nulla.

Nel tentativo di scoprire chi fosse il responsabile della sparizione dell’aereo, vennero scandagliate le vite non solo dei membri dell’equipaggio, ma anche dei passeggeri e le autorità scoprirono la presenza di due individui di origine iraniana a bordo del volo che, viaggiavano con documenti falsi: Pouria Nour Mohammad e Seyed Mohammed Rezar che utilizzarono rispettivamente il passaporto di un italiano, Luigi Meraldi, e il passaporto di un austriaco, Christian Kozel.

Queste rivelazioni, ovviamente, fecero scattare l’allerta e posero le agenzie mondiali contro il terrorismo in stato di massimo allarme, ma il portavoce dell’Interpol chiarì che, con molta probabilità, non si trattava di terroristi, ma di immigrazione clandestina.

Da qui in poi si scatenarono diverse teorie, specialmente online, sulla misteriosa sparizione di questo gigante dei cieli. La più interessante è quella che vede coinvolta la Freescale Semiconductor Inc.

Come suggerito dal nome, la Freescale Semiconductor è una società statunitense che produce, appunto, semiconduttori ad altissima tecnologia. Creata nel 2004 da Motorola, la società si staccò poi dalla Mother Company per dedicarsi al mercato delle telecomunicazioni tanto da diventare, nel tempo, una delle maggiori società a livello mondiale nel settore dei semiconduttori.

Freescale fornisce materuale, quindi, non solo per pc o cellulari, ma anche per aerei, navi e satelliti lavorando, tra l’altro, in strettissima relazione con aziende leader nel settore high-tech come Apple.

Inoltre, questa società fornisce la tecnologia più sofisticata che esista per il sistema di sicurezza nazionale americano ottenendo, quindi, dei fatturati ultra milionari.

Mitch Haws, vicepresidente e responsabile delle comunicazioni globali dell’azienda dal febbraio 2004, dichiarò che tra i passeggeri del volo MH370 erano presenti ben 20 suoi dipendenti e che questi erano per lo più ingegneri e personale esperto, che avrebbero dovuto occuparsi di rendere più efficienti i chip delle sedi Freescale a Tianjin, Cina, e a Kuala Lumpur, Malesia.

La presenza di questi super esperti fece nascere immediatamente diverse teorie sulla possibile sparizione dell’aereo. Una di queste si basa sul fatto che tra i 20 dipendenti della Freescale, quattro possedevano il brevetto di un nuovo sistema per ottimizzare il numero di perdite prodotte in un wafer di silicio denominato KL03, e la loro scomparsa avrebbe reso il miliardario Jacob Rothschild l’unico proprietario di questo importantissimo brevetto:

“Brevetto numero US 8,671,381 B1 di Freescale Semiconductor Inc., Austin (TX), depositato da Peidong Wang, Zhijun Chen, Zhihong Cheng e Li Ying in data 11 marzo 2014”.

Il brevetto incriminato
Il brevetto incriminato

Questa scoperta fece un enorme scalpore, specialmente su internet, in quanto Jacob Rothschild è ritenuto il più grande esponente della massoneria a livello mondiale.

Il 29 gennaio del 2015, dopo quasi un anno di ricerche a vuoto, la scomparsa del volo MH370 venne dichiarata ufficialmente un incidente dalle autorità della Malesia e venne proposto, tra l’altro, un risarcimento ai parenti più stretti delle vittime.

Nonostante la cifra del risarcimento fosse ingente, ovvero circa 50 mila Dollari, quasi nessuno la accettò e molti istituirono scioperi e inneggiarono alla ricerca della verità rifiutando il denaro, ma ancora oggi non si sa nulla del volo MH370 e del tragico destino delle persone a bordo il giorno della scomparsa.

Un particolare agghiacciante, però, ci viene riportato dai parenti delle vittime.

Molti di loro infatti, presi dalla disperazione, cercarono più volte di chiamare i famigliari a bordo dell’aereo, ma i cellulari invece di risultare senza linea, squillarono a vuoto…

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aereo, catastrofe, Malesia
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