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    In mezzo alla folla al concerto dei Depeche Mode a Mosca

    “Godersi un concerto a Mosca”

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    di Marco M
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    Due cose, principalmente, colpiscono un italiano che partecipa ad un evento di interesse pubblico, con alta affluenza di spettatori, organizzato in Russia.

    Due cose, principalmente, colpiscono un italiano che partecipa ad un evento di interesse pubblico, con alta affluenza di spettatori, organizzato in Russia. La prima, è la precisa organizzazione, quasi militare, dell'area che ospita l'evento. Parlo delle vie d'accesso, dei percorsi temporanei creati con transenne d'acciaio per canalizzare i flussi degli spettatori. Parlo dell'accurata tempistica con cui i fan vengono bloccati in più punti e fatti entrare a scaglioni, per rendere i controlli di sicurezza finali più efficienti. La seconda cosa che lascia piacevolmente colpito, è il tacito accordo tra le forze dell'ordine ed il cittadino russo. Tutta la prassi dei controlli, dagli ingressi alle uscite, è eseguita con semplicità, rapidità e consenso. Non ho assistito a polemiche, umorismo sul come fosse organizzato l'evento, soluzioni alternative tipiche del tuttologo italiano che avrebbe detto: “mah, io lì avrei fatto così, non capiscono proprio niente”!. I russi hanno rispetto per l'autorità. Fanno, non perdono tempo in polemiche. Le file scorrono fluidamente. I poliziotti/militari restano appoggiati alle transenne, quasi annoiati da tanta tranquillità e prevedibilità, osservando con relativo interesse i fan in fila.

    Ho avuto la fortuna di partecipare all'ultimo concerto dei Depeche Mode, tenutosi il 15 luglio 2017, allo “Spartak Moscow Stadium”, un bell' impianto sportivo di ultima generazione. Partiamo dall'acquisto del biglietto. E' stato acquistato in un centro commerciale, presso uno degli innumerevoli rivenditori autorizzati. Il dettaglio è la presenza di un bollino olografico anti-contraffazione stampato sul biglietto, con numero di serie. Agli ingressi, questo viene inserito nel lettore ottico dei tornelli dall'addetto alla sicurezza. Questo rende assai difficile l'ingresso con biglietti replica. Come sono arrivato allo stadio? Esclusivamente con mezzi pubblici. In particolare, lo stadio che ha ospitato l'evento, è situato in un'area riservata, lontana dal traffico e con una nuova stazione metro localizzata a breve distanza dagli ingressi. I treni sono frequenti, per cui sia all'arrivo che dopo l'evento, non c'è stato disagio nell'attesa di un vagone libero.

     

    Terminata l'attesa, relativamente breve considerando la vistosa ma composta lunghezza delle code (separate in base al tipo di biglietto acquistato), sono arrivato ai controlli di sicurezza. Ai tornelli di ingresso dello stadio, uno steward inserisce il biglietto nel lettore ottico e lascia passare uno ad uno gli spettatori. Mi ha messo al polso un braccialetto di carta colorato, che ha garantito in seguito l'accesso al settore riservato. Il passo successivo è stato un rapido controllo di sicurezza ma quasi più accurato di un controllo aeroportuale. Si passa sotto un “wall” (metal detector). La differenza che mi ha colpito (vista l'estrema fatica che tale procedura richiede, se prolungata nel tempo), è che l'addetto alla sicurezza, al contrario dei controlli aeroportuali, non ha eseguito il controllo a mano (dalla testa ai piedi) solo nel caso in cui il portale abbia segnalato un allarme. Ogni addetto alla sicurezza ha “perquisito” ogni persona della fila. A prescindere dagli allarmi. Quindi, tutte le persone che sono entrate nello stadio, nessuno escluso, hanno attraversato il metal detector e sono state controllate a mano. Ovviamente, controlli separati: agente uomo – spettatore uomo e lo stesso per le donne. La procedura è durata pochi secondi. Dopo di questo, sono entrato ufficialmente nell'area al di sotto dello stadio e mi sono diretto nel settore prenotato. Un ultimo rapido controllo al colore del bracciale effettuato da un altro steward, ennesimo rapido controllo di sicurezza sugli effetti personali (un piccolo marsupio) e sono dentro allo stadio. In campo, non sugli spalti. La surreale tranquillità delle persone sedute a terra nell'attesa dell'inizio del concerto, l'ordine e la pulizia degli spazi, mi colpiscono dopo pochi secondi. I russi sono persone miti. Sociali. Cordiali. Non noto spintoni per accaparrarsi i posti in prima fila. Al contrario, nonostante abbia assistito al concerto dal parterre, ho notato che i russi lasciano un minimo spazio di “sopravvivenza” tra una persona e l'altra. Nessuno scontro, spallate, fumate di tabacco/cannabis in faccia dal vicino. Niente. Ballano, saltano, si divertono. Pur mantenendo una piacevole compostezza.

     

    Particolarmente apprezzabile il divieto di fumo all'interno della struttura dove si tiene il concerto. Lo stadio è aperto? Non cambia niente. Tra la folla, tra migliaia di spettatori, non ho visto una sigaretta. Stesso discorso per le bibite. Non ho visto bicchieroni di birra nè valanghe di plastica gettata a terra (scenari post-apocalittici tipici dei concerti tradizionali). Attenzione, questo non è un inno al proibizionismo. Per bere o mangiare, c'erano diversi fast-food nel corridoio che perimetra l'ingresso al parterre. Vai, mangi e rientri. Ogni spazio ha le sue regole e sembrano cordialmente accettate dai russi. Durante il concerto, durato due ore, ho apprezzato la variegata partecipazione all'evento. Ho notato un range di età che andava dal bambino di pochi anni seduto sulle spalle del padre (foto allegata), alla signora sessantenne, ai classici gruppi di teenager. Da sottolineare anche l'efficienza dei soccorsi medici. All'incirca a metà concerto, una ragazza ha avuto un mancamento. Il personale medico ha raggiunto la ragazza, sostenendola ed accompagnandola al di fuori della folla in non più di 2 minuti. Presumo che fossero a disposizione degli spettatori anche delle bottiglie d'acqua, avendone vista una notevole quantità stoccata nei perimetri del parterre. Non so se fossero a disposizione per emergenza o libere su richiesta.

     

    A fine concerto, dopo un'eccellente performance dei Depeche Mode, particolarmente gradita anche dal pubblico, autore di prolungati applausi, ho apprezzato l'ordine e la rapidità del deflusso degli spettatori. Veloci, per non restare tappati nelle code, ma con ordine. Durante il percorso d'uscita, piacevolmente scorrevole, non ho incontrato ubriachi, agitati, venditori ambulanti sui marciapiedi a vendere gadget o bottiglie d'acqua. Nulla. Semplicemente, una folta massa di persone mature e soddisfatte, di ogni età, che percorrendo una vasta area pedonale (ad accesso strettamente riservato), ha raggiunto la fermata metropolitana dello stadio per tornare velocemente a casa (o a cena). Assistere ad un concerto di tale portata, con tanta semplicità, mi ha sorpreso. Sottolineo la qualità dell'organizzazione, dei controlli di sicurezza, dei trasporti e la civiltà e cordialità dei russi con cui ho condiviso l'esperienza. 

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