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    A man wearing Pokemon's character Pikachu costume poses to a camera prior to a parade by performers wearing Pikachu costumes in Yokohama

    Lo spettro dell'Unità 731

    © REUTERS/ Kim Kyung-Hoon
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    di Rossana Carne
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    La famigerata Unità 731 è, oggi, tristemente nota per essere stata la più grande fabbrica di morte dell’estremo oriente durante la II Guerra Mondiale. La sua storia, però, può considerarsi conclusa? Ci sono tutt'oggi misteri che avvolgono questo campo di sterminio giapponese, misteri ancora in attesa di essere svelati ...

    La famigerata Unità 731 è, oggi, tristemente nota per essere stata la più grande fabbrica di morte dell’estremo oriente durante la II Guerra Mondiale.

    Operativa fino al 1945, anno della resa incondizionata del Giappone, venne poi fatta esplodere con tutto il suo contenuto macabro mentre, gli scienziati rientrarono in patria cercando di sfuggire alla cattura e al processo che sarebbe seguito.

    Molti ex membri dell’Unità riuscirono, effettivamente, a sottrarsi alla giustizia e a morire da liberi cittadini. È il caso, per esempio, di Shiro Ishii creatore materiale ed ideologico dell’Unità che morì negli Stati Uniti da libero cittadino. Ma cosa possiamo dire degli altri? Cosa possiamo dire di ciò che il loro background ideologico ha lasciato a questa generazione?

    Esistono, infatti, degli spettri della famigerata Unità 731 che, pur restando sempre nel campo delle ipotesi, lasciano pochi dubbi sulla reale complicità degli eredi di questa fabbrica di morte.

    Uno di questi sopravvive anche nelle storie dei marinai, grazie alla famigerata nave SS OURANG MEDAN (da Ourang parola indonesiana che significa uomo e Medan città più grande di Sumatra), nave mercantile olandese che, secondo varie fonti, sarebbe naufragata nello stretto di Malacca insieme al suo intero equipaggio morto in circostanze misteriose.

    Molti studiosi dubitano dell’esistenza di questa nave a causa delle poche tracce che la riguardano, tuttavia, il primo riferimento relativo all’incidente della Medan è scritto negli Atti del Consiglio della Marina Mercantile, pubblicato nel 1952. Inoltre, prove dell’esistenza della nave si hanno in altri documenti come il quotidiano De Locomotief del febbraio 1948, nell’Handels-en del febbraio 1948 e nell’Advertentie-blad del marzo 1948.

    Come mai tutto questo mistero intorno ad una nave mercantile? Pensandoci attentamente, sembrerebbe di trovarci di fronte a un mezzo che avrebbe potuto trasportare qualcosa di illecito, come fanno oggi gli aerei senza livrea di riconoscimento, ma proseguiamo con le testimonianze arrivate fino a noi.

    Secondo la storia, nel mese di febbraio del 1948, due navi americane “Baltimora City” e “Silver Star” stavano navigando nello stretto di Malacca quando, improvvisamente, gli arrivarono dei messaggi SOS proprio dal mercantile olandese Ourang Medan. Il messaggio, in alfabeto Morse, era il seguente:

    “Tutti gli ufficiali, tra cui il capitano della nave e l'equipaggio intero, giacciono morti in sala nautica e sul ponte… Forse su tutta la nave non restano superstiti";

    Dopo una serie di lettere in codice Morse indecifrabile, ci fu un ulteriore messaggio decisamente sinistro:

     "… Anche io sento arrivare il mio momento, aiutatemi!".

    Il Comandante della “Silver Star”, una volta verificata la posizione del mercantile e capito che era il solo a poterla raggiungere in tempi brevi, decise di intervenire immediatamente e raggiunse la SS Ourang Medan. Una volta salito a bordo, però, si trovò di fronte a uno spettacolo orribile perché, pur trovando tutto in ordine, vide il ponte disseminato di cadaveri dell’equipaggio deceduti con una espressione di puro terrore sul viso e con le mani alzate come a chiedere aiuto. Il Comandante della nave americana, allora, decise di rimorchiare la Medan per portarla al porto più vicino al fine di effettuare indagini più accurate, tuttavia, prima di poter salpare un incendio improvviso divampò dalla stiva. Per timore che questo potesse compromettere anche la “Silver Star”, il Comandante diede l’ordine di tagliare la corda che univa le due navi. Appena tagliata, la stiva del mercantile olandese esplose violentemente provocando una falla che fece affondare la nave.

    Cosa potrebbe aver provocato questa esplosione così violenta?

    Gli articoli dell’Handels-en e dell’Advertentie-blad parlano di un unico superstite della Medan che, scampato dal pericolo, venne soccorso da un missionario italiano e dai nativi dell’Isola di Taongi nelle Isole Marshall. L’uomo tedesco, di cui non conosciamo il nome, prima di morire raccontò al missionario che il mercantile olandese aveva lo scopo di trasportare un carico clandestino di agenti pericolosi e veleni da un piccolo porto cinese verso la Costa Rica.

    Operazioni di contrabbando quindi? Ma per conto di chi?

    Come sappiamo, il territorio cinese durante la II Guerra Mondiale era sotto il dominio nipponico ed, in particolare, dell’Armata Giapponese del Kanto, la stessa che creò insieme ad Ishii l’Unità 731. Non dobbiamo dimenticare, inoltre, che il Giappone ha sempre avuto mire espansionistiche incredibilmente alte, basti ricordare, per esempio, l’attacco di Pearl Harbor oppure l’uso di palloni aerostatici che avrebbero dovuto diffondere la peste in America.

    La storia della SS Ourang Medan, quindi, potrebbe essere intimamente legata a quella dell’Unità 731 per tutta una serie di ragioni, ad esempio il fatto che fosse una nave “invisibile”, il fatto che l’unico superstite riferì di un trasporto illegale prima di morire, il fatto che questa si sarebbe dovuta dirigere dalla Cina al Costa Rica, il fatto che la Cina ospitava tutta una serie di Unità insomma, tutta una serie di questioni che lasciano intendere un legame stretto tra l’Unità 731 e il mercantile olandese.

    Vennero fatte molte ipotesi sul possibile contenuto della stiva della Medan, ma quella più accreditata parla di trasporto di agenti nervini, di cianuro di potassio, usato in tutte le operazioni dell’Unità 731, e di nitroglicerina. Probabilmente, a causa dello stivaggio non conforme, ci fu una reazione e, quindi, una liberazione di questi gas che uccisero tutto l’equipaggio della nave per asfissia o avvelenamento. Successivamente, a causa di una possibile infiltrazione di acqua marina nella stiva ci sarebbe stata una seconda reazione con la nitroglicerina che avrebbe causato prima l’incendio e poi l’esplosione.

    La storia della SS Ourang Medan, oggi, viene tramandata come una leggenda da marinai. Ma siamo proprio sicuri di poterla archiviare in questo modo? Sicuramente non possiamo ignorare i legami logici e storici che legano questo mercantile a uno dei fatti più oscuri della Seconda Guerra Mondiale, ovvero l’Unità di Ishii.

    L’apparente leggenda della Medan però, non è il solo spettro della fabbrica di morte 731. Esiste, infatti, un evento dell’era moderna che, a causa della sua scabrosità e di alcuni dettagli, ci fa ripiombare negli anni bui dell’operatività di Ishii e dei suoi medici e scienziati, stiamo parlando della famosa Sindrome di Lavandonia.

    La città di Lavandonia è legata al mondo dei Pokemon e della Nintendo, ma con risvolti sinistri anche nella vita quotidiana di molti bambini giapponesi compresi tra i 7 e i 12 anni. A partire dal 1996, infatti, venne studiata una nuova sindrome che prese il nome di Lavandonia che, nel mondo Pokemon, identifica una località in cui è possibile trovare una torre-cimitero contente gli spiriti dei Pokemon deceduti e alcuni altri molto particolari, tra cui il Pokemon 731. La prima testimonianza relativa a questa “malattia” risale ad una relazione della Game Freak Inc., portata alla luce dalla dipendete Sato Harue, nella quale si potevano leggere una serie di nomi, date e sintomi comuni che colpirono molti bambini giapponesi.

    Il misterioso Pokemon 731
    © Foto del blogger Rossana Carne Carne
    Il misterioso Pokemon 731

    Ma cosa c’entra un gioco Pokemon con l’Unità 731?

    La fabbrica di morte, come sappiamo, era divisa in molti settori e blocchi, alcuni dedicati alla sperimentazione, mentre altri, legati alla vita e svago degli scienziati. Negli spazi dedicati alle sperimentazioni, infatti, oltre a testare virus di peste e colera sulle persona ed oltre a testare il congelamento e decongelamento del corpo umano, esisteva un laboratorio particolare destinato ai test di “guerra acustica” e manipolazione cerebrale tramite l’uso di onde bineurali e altri suoni.

    Questo laboratorio sperimentale era il “Regno” del Dottor Hoshu Nakamura, anche lui come Ishii, grande sostenitore dell’impero dell’Imperatore. Tutto questo macabro scheletro di laboratori si intreccia, a questo punto, proprio con il gioco dei Pokemon e con la sindrome di Lavandonia perché, solo per quella porzione di gioco, è stata studiata una melodia decisamente sinistra e molto particolare. È la sola musica, infatti, a creare un vero e proprio fastidio nell’ascoltatore e grazie ad alcuni studi condotti dopo il manifestarsi della sindrome, si scoprì che questa fu composta con toni bineurali capaci, quindi, di interagire e interferire con il cervello, in particolare nei soggetti giovani e soprattutto in coloro che usavano costantemente gli auricolari per giocare.

    Vi starete chiedendo cosa c’entra Nakamura con i Pokemon e per rispondere a questa domanda, dobbiamo fare una piccola considerazione, l’ideatore e il compositore della musica di Lavandonia fu Shin Nakamura, figlio dello scienziato Hoshu Nakamura, aiutato dalla moglie, esperta compositrice, Sato Harue, colei che portò alla luce questo fatto.

    Ecco, quindi, emergere l’intrecciarsi di alcuni dettagli strani che legano la fabbrica di morte della II Guerra Mondiale ai Pokemon: il tema di Lavandonia in cui vennero aggiunti toni bineurali e il Pokemon 731, ma queste non sono le sole coincidenze.

    Analizziamo per un momento il misterioso Pokemon 731. Anche questo si trova a Lavandonia e più precisamente nel percorso 7, zolla d’erba nr. 31. L’immagine sembrerebbe quella di un fantasma della torre cimitero, ma insieme ad essa appaiono alcuni frames statici contenenti una ventina di fotogrammi alquanto singolari.

    In uno appare chiaramente il Dottor Shiro Ishii seduto sulla sedia, in un altro appare sempre Ishii intento a operare un’autopsia su un corpo ancora in vita, in un altro ancora appare l’edificio dell’Unità 731, in un altro fotogramma appare, invece, la bandiera imperiale giapponese recante la scritta in Kanji Imperatore.

    Quando il giocatore combatte con questa creatura la musica è accelerata di 3 volte, mentre, se si tenta di catturare il Pokemon, improvvisamente, il gioco si blocca per riavviarsi con la musica accelerata di ben 10 volte. A questo punto, vale la pena analizzare i sintomi della sindrome di cui stiamo parlando.

    I misteriosi fotogrammi del gioco dei Pokemon
    © Foto del blogger Rossana Carne Carne
    I misteriosi fotogrammi del gioco dei Pokemon

    I sintomi predominanti legati alla musica di Lavandonia erano: mal di testa, perdita di sangue da naso e bocca, fortissime emicranie, aumento dell’aggressività, sanguinamento dagli occhi, sbalzi di umore, isolamento e inattività oltre che, nel 70% dei casi, tendenze suicide. Questi sintomi, però, colpirono solo soggetti dai 7 ai 12 anni ed, inizialmente, non si riusciva ad avere una spiegazione esauriente in merito.

    A questo punto entra ancora in gioco la coppia di compositori della musica insieme al loro figlioletto Ken Nakamura di 7 anni. Quando Shin Nakamura chiese alla moglie di comporre la musica per il gioco, decise di farla appositamente fastidiosa agli orecchi dell’ascoltatore ed inoltre, vi inserì i famosi toni bineurali che potevano essere uditi, secondo quanto testimoniato dalla Signora Harue, solo da bambini di età compresa tra i 7 e i 12 anni. Al fine di testare questi toni particolari, il signor Nakamura decise di far sentire la musica di Lavandonia al figlio Ken durante la notte con degli auricolari. Il piccolo, però, si svegliò improvvisamente a causa degli effetti del tono e immediatamente si incise sulla pelle con un coltello i kanji di Imperatore, proprio gli stessi che compaiono nei frame del Pokemon 731, poi uscì in strada tentando di attaccare qualsiasi passante gli capitasse a tiro fino ad arrivare a togliersi la vita. Il suo cadavere insanguinato venne ritrovato la mattina seguente. Inoltre, il giorno dopo il rilascio del gioco sul mercato, il signor Nakamura si recò nella foresta di Aokigahara, la foresta dei suicidi, dove si tolse la vita.

    Una famiglia distrutta, quindi, dove rimane in vita solo la vedova Sato Harue che, a distanza di tempo, decise di rendere pubblica una lettera lasciatagli dal marito in cui vi era scritto:

    “Cara Sato… stasera è la vigilia di una nuova era per il Giappone, e di un nuovo impero, di cui sono responsabile. Non posso, tuttavia, soffermarmi a vedere la mia creazione dispiegarsi nei prossimi mesi, poiché le visioni del lavoro di mio padre mi perseguitano… Il nostro caro Ken sarà il primo martire per l'impero, seguito da molti altri bambini che mostreranno come la nostra società crollerà vergognosamente, sradicata dalla propria gioventù. Una fenice sorgerà dalle ceneri, il secondo Grande Impero Giapponese… “

    Ecco quindi un’ennesima prova della connessione tra l’Unità 731 e il gioco dei Pokemon, un’ammissione formale da parte di uno dei programmatori del gioco che non ha esitato a sperimentare gli effetti dei toni bineurali su suo figlio per creare, nuovamente, l’Impero Giapponese del XXI secolo.

    Fortunatamente, gli effetti sperati da Nakamura non furono così estesi anche se provocarono moltissime vittime in Giappone, e questo lo dobbiamo alla vedova Harue che, dopo aver letto la lettera del marito, si affrettò, insieme ad altri programmatori, a togliere il tono bineurale presente nella versione originale della musica di Lavandonia, così come vennero eliminate tutte le immagini frames inneggianti all’Unità 731 di Ishii.

    Oggi come allora, il governo nipponico non ammette quanto portato avanti dall’Unità 731, così come non ammette nessun tipo di collegamento tra gli “incidenti” capitati dopo la sua distruzione e gli scienziati che, guarda caso, si trovano sempre coinvolti in queste sinistre vicende.

    Così come la Ourang Medan, oggi declassata a leggenda per i marinai, la storia del Pokemon 731 e la testimonianza di Harue Sato sono state cancellate e insabbiate oppure sono state dichiarate false.

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