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    Donald Trump alla CNN

    Scandalo sulla “CNN”

    © AFP 2017/ Robyn Beck
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    di Marco M
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    Un produttore confessa le “fake news” sulla Russia.

    Da pochi giorni, si è scatenata una vera e propria tempesta mediatica sull'emittente televisiva statunitense “CNN”. L'azienda, diretta da Jeff Zucker (direttamente coinvolto nello scandalo), è da mesi schierata in prima linea sul fronte dello scontro tra i liberal/democratici americani e le presunte ingerenze da parte della Russia nelle ultime elezioni presidenziali. Ma non solo. La CNN, da molti italiani esterofili ritenuta una fonte informativa affidabile, è tra i principali artefici del rinnovo della tensione — in stile guerra fredda — basato sul continuo attacco e discredito nei confronti della Russia.

    Il concreto sospetto che questo incessante martellamento mediatico — perpetrato senza alcuna prova degna di nota — fosse in realtà un continuum dello scontro politico (e geo-politico) travestito da informazione, era venuto a molti. Sospetto che si è trasformato, pochi giorni fa, in una scandalosa quanto inconfutabile realtà, grazie ad una confessione strappata direttamente a John Bonifield (CNN Supervising Producer).

    Il protagonista di questa preziosa prova di giornalismo investigativo è James Edward O'Keefe, un attivista politico conservatore americano, impegnato in una lotta contro la disinformazione di cui sono protagonisti i Corporate Media statunitensi. O'Keefe gestisce un progetto chiamato “Project Veritas”, con sede a New York. Tramite l'omonima pagina Facebook, l'attivista O'Keefe sta condividendo numerosi video, parte di una rubrica chiamata “American Pravda”, che smascherano clamorosamente l'emittente televisiva “CNN”, colpevole di una vera e propria campagna di “fake news” contro la Russia. I video di O'Keefe sono delle confessioni, strappate ad insaputa degli interlocutori grazie all'uso di una piccola telecamera nascosta. Con questa tecnica ha strappato una confessione non solo a John Bonifield ma anche a Van Jones, un attivista politico del partito democratico che ha servito nell'amministrazione Obama come consigliere speciale (e che è stato inserito nel 2009 dalla rivista “Time” nella lista delle 100 personalità più influenti al mondo).

    Veniamo ai fatti. Durante una lunga discussione con John Bonifield (CNN Supervising Producer), iniziata durante un incontro all'aperto e terminata addirittura all'interno della sede stessa della “CNN”, O'Keefe è riuscito a strappare al Supervising Producer queste precise parole: “all the Russia shit it's mostly bullshit right now (…) we don't have any big giant proof”. Ovvero: tutte le storie sulla Russia, al momento, sono menzogne, non abbiamo alcuna prova. E prosegue dicendo che pur non avendo prove, è nel loro interesse continuare a marciare sull'argomento. Si aggrava la posizione della “CNN” quando Bonifield riferisce che durante un meeting interno, il CEO Jeff Zucker ha dichiarato che la copertura informativa sull'uscita di Trump dagli accordi climatici era durata a sufficienza (1 giorno e mezzo) ed era quindi il momento di ritornare a martellare l'opinione pubblica sulla Russia. Bonifield sostiene che Zucker sia costantemente focalizzato solo ed esclusivamente sulla produzione di “fake news” russofobe:

    Il dialogo prosegue con l'ammissione da parte di Bonifield di un certo risentimento personale e da parte di altri colleghi, circa l'uso strumentale e senza alcuna etica professionale della “CNN”, che userebbe, a suo dire, la questione “russa” solo per innalzare ulteriormente il rating dei followers, particolarmente attratti dalle “fake news” sulla Russia. Aggiungo che la motivazione politica non è di secondaria importanza.

    In un secondo “episodio” della rubrica “American Pravda”, l'attivista O'Keefe chiama addirittura in questione un ex consigliere speciale dell'amministrazione Obama: Van Jones. Il politico (ed opinionista televisivo CNN, più volte autore di dichiarazioni “russofobe”), avvicinato in strada durante un momento di pausa e colto di sorpresa, alla domanda di O'keefe su cosa ne pensasse di tutta la questione russa, ha risposto con un chiaro e sintetico: “the Russia thing is just a big nothing burger”. Che tradotto, significa: “la questione russa è una storia basata sul nulla”:

    Lo scandalo che ha travolto l'emittente televisiva “CNN”, innescato dalla rubrica “American Pravda”, è in corso di evoluzione. O'Keefe, tramite la sua pagina Facebook “Project Veritas”, continua a pubblicare, a distanza di giorni dal primo video, scottanti rivelazioni che aggiungono ulteriori vergognosi dettagli sull'uso strumentale dell'informazione da parte della “CNN”.

    Piccola nota a margine: non resto affatto sorpreso dal fatto che questo scandalo, che ha infervorato una larga parte dell'opinione pubblica americana, impegnata in un acceso dibattito sulla vicenda, non abbia trovato neanche un piccolo spazio in alcuna delle principali testate giornalistiche italiane (ricordiamo: la “CNN”, in Italia, è partner ufficiale del Gruppo Espresso). Davvero un peccato, visto che la “CNN”, con quell'ingenuità tipica degli italiani esterofili, viene dagli stessi (troppi) considerata come la sola ed unica fonte informativa affidabile sulla scena internazionale. Status che dopo le rivelazioni di John Bonifield, si è dimostrato inconfutabilmente falso ed anzi ha mostrato la vera natura disinformante e bugiarda dell'emittente americana.

     

     

     

     

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