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    Macron: il nuovo inquilino dell’Eliseo, costruito dai poteri forti della finanza

    © Foto: Francis Marrash
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    di Francis Marrash
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    Sputnik informa che secondo una dichiarazione rilasciata a RIA Novosti Ziad Majid della American University of Paris, Macron, il vincitore delle presidenziali francesi, potrebbe sulla scia di Holland, peggiorare i rapporti con Mosca, se non addirittura renderli ostili.

    Per Majid, esperto di politica estera, il nuovo presidente, si concentrerebbe sui rapporti con la Germania, soprattutto dopo l'uscita del Regno Unito dall'Unione Europea, ad opera della Brexit. Di conseguenza, anche la politica sulla Siria e nel resto de Medio Oriente, subirebbe un ulteriore deterioramento. L’allora candidato alla presidenza, ospite lo scorso 6 aprile, a France 2, aveva dichiarato di essere favorevole ad un eventuale “un intervento militare” in Siria, dopo il presunto attacco chimico che ha colpito la piccola città di Khan Cheikhoun. Macron, ritiene che “l'intervento internazionale sotto l'egida delle Nazioni Unite” è essenziale se sarà confermata la responsabilità del governo siriano.

    Durante i festeggiamenti all’Esplanade del museo del Louvre, e nelle vie adiacenti, accanto alle bandiere francesi (come potete vedere dalle foto), sono spuntate le insegne dei gruppi armati che combattono in Siria, i quali hanno favorito l'avanzata del terrorismo islamico; provocando centinaia di migliaia di morti nell'area mediorientale e in Europa. Avete dimenticato gli attacchi terroristici in Francia? Avete capito chi è Macron? Vi rendete conto cosa accadrà in Siria? Insomma ci attendono anni funesti di guerre; di cambiamenti sociali epocali, di cui il nuovo inquilino dell’Eliseo, è l'alfiere indiscusso.

    Intanto in Siria, la lotta al terrorismo islamico non si ferma. Le unità militari comandate dal colonnello Al Hassan, reduci dalle operazioni su larga scala a nord di Hama, sono a ridosso di Al Sukhnah, città a 50 km a est di Palmira e a circa 130 dalla martire Deir Ezzor. Al Sukhnah è l’ultima città del governatorato di Homs e introduce alle aridità del governatorato di Deir Ezzor, lembo orientale della Siria e ultima roccaforte in mano allo Stato Islamico. Nel pomeriggio di venerdì 5 maggio, alcuni reparti della 137a brigata, e della 17a divisione hanno ripreso il controllo dei monti Thardeh, nell’area occidentale della città assediata. I rilievi di Thardeh furono al centro della polemica di settembre, quando aerei della Coalizione USA bombardarono (ufficialmente per sbaglio) unità siriane, causando circa 80 morti tra i soldati dell’esercito arabo siriano.

    Emmanuel Macron
    © Sputnik. Alexey Vitvitsky
    La vittoria di Macron (ricordiamo che i maggiori finanziatori della campagna elettorale sono stati: Soros con 2 365 910,16 €; David Rothschild con 976 126,87 €; Goldman-Sachs con 2 145 100 €; Obama con 10 654 €); deve spingere a riflettere, quanti hanno a cuore la democrazia e il futuro dell'Europa. Gli oppositori del politicamente corretto, (cioè le lobby finanziarie e globaliste che hanno sostenuto il nuovo presidente della Francia); devono avere chiaro che se si continuano ad ideologizziare le categorie del novecento (destra, sinistra, centro) si diventa automaticamente minoritari. Solo un soggetto identitario forte, autenticamente popolare e non ideologico può sconfiggere i nuovi dittatori politici travestiti da pacifinti di facciata, partoriti dalla perdita dei valori. Bisogna comprendere che il fascismo e il comunismo non esistono più: il primo è morto il 28 aprile 1945, il secondo il 9 novembre 1989. Parlare oggi di queste ideologie distruttive, significa non avere alcun contatto con la realtà.

    Il neo-fascismo (di cui vengono accusati gli avversari, per abbatterli; non ha nulla in comune con il fascismo storico. É solo un pretesto per mettere paura alla gente. Esso è una evoluzione estremista di stampo liquido, che si scaglia contro l'identità dei popoli; non è incarnato da Marine Len — che ha un programma molto simile a quello della sinistra di Melénchon — bensì dal nuovo corso politico europeo, espressione del neo-nazismo finanziario e globalista (a sua volta anni luce distante dal nazismo tedesco); che vuole a tutti i costi elevare a profitto ogni scelta, rendendo la cultura priva di ogni connotato che parte dal benessere dell'uomo. La manipolazione di massa ha trasformato Macron in Napoleone e Le Pen nel dittatore senza scrupoli. Ma è l’esatto contrario.

    Il giovane rampollo, si è presentato alle elezioni presidenziali con un programma di stampo chiaramente social-liberale. In economia propone un mix fatto di tradizionali politiche di austerità draconiana e misure che invece puntano ad irrobustire gli investimenti pubblici. Infatti promette da una parte di imporre enormi tagli al bilancio statale: ben 60 miliardi di euro nel corso del quinquennio, il che si tradurrà, tra le altre cose, nella soppressione di 120mila posti nella funzione pubblica francese (50mila a livello statale, 70mila negli enti locali). La sforbiciata non risparmierà neppure i fondi per la disoccupazione (-10 miliardi): il tutto dovrebbe portare la spesa pubblica a scendere dal 54,6 per cento del Pil al 52 per cento entro il 2022.

    Sul fronte nucleare la posizione appare in linea con quella adottata finora dai governi di Parigi: nessun piano di abbandono definitivo dell’energia atomica; anzi sostegno pieno al nuovo reattore in costruzione a Flamanville. Quando era ministro dell’Economia, aveva appoggiato con convinzione l’investimento del colosso pubblico Edf nei cantieri nucleari di Hinkley Point, nel Regno Unito, pari a 16 miliardi di euro per la sola “quota” francese. Ciò nonostante, la promessa è di diminuire al 50 per cento il peso del nucleare nel mix energetico transalpino, entro il 2025 (contro l’attuale 75 per cento). Ma per le ong la strategia non è compatibile con un vero sostegno alle fonti rinnovabili. E di conseguenza non è in linea con l’ideologia ambientalista che ha spinto per la sua ascesa al potere.

    Un altro campanello d’allarme è stato lanciato, alcuni giorni prima del voto. Alcuni hacker, hanno pubblicato in rete una serie di documenti riservati sulla campagna elettorale del candidato alla presidenza. Come ci si poteva aspettare, la Commissione Nazionale per il Controllo della campagna elettorale ha proibito la pubblicazione di questi documenti nei media ufficiali. Nei documenti si suggerisce come procedere: 1)creare testi scolastici comuni fra i paesi come Spagna, Marocco, Algeria, Tunisia, Francia, Italia, per mettere in prospettiva i contributi storici e le convergenze religiose tra le due sponde del Mediterraneo; 2)creare una Commissione di storici in comune per realizzare quanto sopra; 3)sviluppare negli scolari un senso di appartenenza ad una Storia comune; 4)ridurre le fantasie di vittimismo da una parte e di superiorità di civilizzazione dall’altro. Il documento raccomanda anche l’introduzione dell’insegnamento della lingua araba nelle scuole francesi. La soluzione prospettata si inquadra nell’idea che, se vivi in una società già islamizzata, non potrà esistere una paura verso l’islamizzazione. Il contagio della jihad — molto di moda in Europa — ha ottenuto i suoi risultati. Gli unici che avranno beneficio di questo saranno i personaggi della Elite al governo per causare disordini civili, scontri nelle piazze, per dividere e conquistare le masse. Tutto in nome della democrazia. In nome della fraternità, dell'uguaglianza e della libertà!

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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