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    Geert Wilders

    I populisti in Olanda non hanno perso

    © AP Photo/ Phil Nijhuis
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    di Arnoldo Folino
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    La visione che danno i media internazionali dei risultati delle elezioni olandesi non è esatta: i populisti di Geert Wilders non hanno perso (purtroppo!)!

    Secondo i media europei il partito populista PVV di Geert Wilders avrebbe perso. E Mark Rutte ed il suo Partito Popolare VVD avrebbero vinto.

    Niente di più falso.

    Andiamo per ordine.

    Gli unici che si possono definire sconfitti al 100% sono i laburisti, con un —19% e con 29 seggi in meno.

    Gli unici che si possono definire vincenti al 100% sono i verdi, con un +6,6% e 10 seggi in più.

    Altri buoni vincitori sono i cristiani democratici ed i liberali del D66 che guadagnano, rispettivamente, 6 e 7 seggi.

    Anche i populisti del PVV di Wilders hanno aumentato il loro consenso: hanno aumentato i loro voti del 33% e guadagnato 5 seggi.

    Paradossalmente, è proprio il partito, ancora di maggioranza relativa, che ha perso voti, cioè il Partito Popolare di Rutte: —5,2% e —8 seggi.

    Come si può vedere la situazione è ben più complessa di quello che lasciano immaginare i media europei.

    Analizziamo il voto.

    I populisti, checché se ne dica, sono in ascesa.

    E se a questo si aggiunge che Mark Rutte, per non calare troppo nel suo consenso, come è avvenuto, si sia avvicinato alle posizioni di Wilders, il quadro risulta chiaro.

    Il braccio di ferro diplomatico che i Paesi Bassi hanno intrapreso con la Turchia, ha scongiurato al premier uscente un'emorragia superiore. Pur tuttavia l'ha avvicinato alle posizioni dei populisti.

    Quindi chi crede che il populismo in Olanda sia oramai “out” è nel falso più totale: la loro avanzata è incessante.

    Purtroppo.

    Non solo, a causa del ribasso in termini di consenso dei Popolari, questi ultimi saranno costretti ad una ALLEANZA-AMMUCCHIATA con cristiano-democratici, liberali, e uno a scelta tra i verdi ed i laburisti.

    E se i populisti non sono il massimo, lo stesso si potrebbe tranquillamente dire di questo “inciucione in salsa olandese”.

    E se si considera che gli “inciucioni” in questione proseguiranno le scellerate scelte europee dell'ultimo decennio e più, la situazione è oltremodo FOSCA.

    La mia paura è che gli “inciucianti”, continuando imperterriti le scelte nefaste della Commissione europea, alimentino sempre più il “fuoco populista”.

    Finché l'Ue non capisce che tale modo di intendere l'Europa è destinato a fallire, e, che, parlando da europeista convinto, serva una “sterzata vera” e non proclami fini a se stessi, il vento populista soffierà sempre più forte.

    Le cause del populismo sono proprio l'Europa e l'occidente tutto, Stati Uniti compresi, con le loro politiche ultra-neo-liberiste, figlie di una globalizzazione che hanno creato solo diseguaglianze, allargamento della forbice dei redditi, perdita dei posti di lavoro, l'alta finanza non più collegata all'economia reale e politiche aggressive nei confronti di tutto ciò che non fa parte del mondo occidentale, Russia per prima.

    Il populismo non è una causa, ma l'effetto.

    E la dissoluzione delle SINISTRE VERE e delle loro POLITICHE VERE a livello mondiale, così come in Olanda, toglie un grande argine all'avanzata di questi movimenti.

    Europa, finché non cambi, il populismo sarà sempre in auge.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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