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    Donald Trump

    Trump, ti stiamo ancora aspettando...

    © AP Photo/ Pablo Martinez Monsivais
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    di Arnoldo Folino
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    Quando Trump darà luogo alle sue promesse di una politica estera distensiva nei confronti della Russia?

    Ancora non sono un fan di Trump, e non credo che mai lo diventerò.

    Tuttavia, sostengo, non l'accettazione di politiche a me estranee, ma il superamento di politiche, quelle di Obama, ancor più estranee alle mie di quelle di Trump, e, soprattutto, intrise di una profonda ipocrisia, a causa della quale sono apparse l'opposto di quelle che in realtà siano state.

    Donald Trump
    © REUTERS/ Jonathan Ernst
    Ho sempre esplicitamente scritto (nel mio Blog personale) che Trump sarebbe stato il primo presidente USA di cui si sarebbe saputo il meno possibile sulla sua linea politica, il più indecifrabile, che comunque avrebbe segnato un distacco con la politica di Obama, che per emettere le prime “sentenze” avremmo dovuto aspettare almeno aprile/maggio, ed, infine, soprattutto, essendo io abbastanza poco interessato alle “beghe” interne degli Stati Uniti ed alle loro politiche economiche, che mi sarei aspettato la realizzazione di parte (e non tutto!) il programma di politica estera!

    Ed è proprio l'ultimo punto di cui sopra che ha dato il titolo a quest'ultimo post: sto infatti ancora aspettando delle novità in politica estera…

    Le politiche economiche e sociali, infatti, sembrano, al momento, in netto distacco con quelle di Obama.

    Le prime sembrerebbero una vera e propria svolta epocale per gli USA: via la globalizzazione e sì al protezionismo.

    La cosa mi lascia del tutto indifferente.

    Anzi, se si esaminano alcuni risvolti del protezionismo trumpiano (ma solo alcuni), che danno luogo anche a dei miglioramenti etici, sembrerebbe addirittura una buona svolta: le industrie statunitensi smettendo di delocalizzare al di fuori dei propri confini, non solo danno lavoro a cittadini americani ed aumentano l'occupazione, ma smettono anche di sfruttare i paesi in via di sviluppo.

    Con questo non vorrei essere tacciato di “protezionista”, visto che tale non sono.

    Ma non sono neanche un fan della globalizzazione… sono un fan di quello che in Italia si è soliti chiamare “buon senso”…

    Per quanto riguarda le politiche sociali, sono assolutamente contrario al rinforzamento di muri già esistenti (costruiti da IPOCRITI simili a quello sopracitato!), sono contrario a bandi di musulmani di 7 nazioni (le stesse 7 nazioni indicate dall'IPOCRITA di cui sopra sul finire del proprio mandato!), e sono contrario anche alla maggior parte di ciò che sta proponendo in politica interna, ma anche all'Obama Care, altra grande IPOCRISIA, messa su dal suo predecessore che non ha risolto e NON VOLEVA RISOLVERE i VERI problemi della sanità americana.

    Sostenitrice di Donald Trump alla cerimonia del suo insediamento
    © Sputnik. Владимир Астапкович
    Ma tralasciando tutto ciò, il vero problema che interessa noi italiani è la politica estera. E qui, a parte i rapporti, rispettivamente con Iran e Israele, tornati purtroppo alle origini, vi si evidenziava, nel programma, una vera e propria nuova visione del mondo rispetto alle nefaste politiche di Obama: ridimensionamento della NATO, e nuovi rapporti bilaterali di amicizia con la Russia.

    Ecco perché, pur essendo Trump lontano abbastanza dalle mie concezioni politiche, come del resto lo era l'IPOCRITA suo predecessore, sono stato felice della sconfitta della Clinton e della fine del loro modo AGGRESSIVO di fare politica estera, che, tra le altre cose, risultava AI PROFANI persino pacifista (?!) …

    Ebbene, io, come miliardi di persone su questa terra, stiamo ancora aspettando, dopo 70 anni, una svolta nella politica estera americana: il primo vero “ramoscello d'ulivo” dall'ultimo dopoguerra.

    E quale migliore occasione di VERA PACE (e non d'ipocrisia!) sarebbe lo smantellamento progressivo della NATO e il superamento definitivo di una Guerra Fredda riacuitasi proprio grazie al Premio Nobel per la Pace del 2009 (mai ossimoro fu più grande!)?

    Tralasciando le vere e proprie “PANZANE” su interventi ed interferenze della Russia nella campagna presidenziale USA tirate ad arte dagli sconfitti, ed in ogni caso la storia ha dimostrato che, purtroppo, è sempre stato l'esatto contrario, in quasi tutti i paesi del mondo, Russia per prima, non vorrei che Trump, in campagna elettorale avesse promesso la svolta suddetta, per poi fare l'esatto contrario.

    Sono ancora a tutt'oggi altresì rimaste le sanzioni a Mosca, e le truppe nell'Europa dell'Est lungo il confine con la Russia. Tutti lasciti del “pacifista” Obama. Vedremo se, anche in questo caso, quanto promesso da Trump, sarà rispettato.

    Staremo a vedere.

    Come ho già scritto sopra, capiremo bene tutto ciò almeno a maggio.

    Speriamo bene. Anche se non ci ho mai sperato molto: l'arroganza statunitense è dura a morire…

    Trump, ti stiamo aspettando…

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    politica estera, Sanzioni, Donald Trump, Barack Obama, Italia, USA, Russia
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