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    Peshmerga curdi in Iran

    Curdi in Iran: Un'identità negata

    © AFP 2017/ SAFIN HAMED
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    di Shorsh Surme Surme
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    Dopo quindici anni , al suo ritorno,veniva accolto in trionfo da milioni di persiani. L’Imam Khomeini,dopo essere tornato in patria, si rese conto di quanto precaria fosse la posizione di preminenza e la sua stessa reputazione.

    Trenta sette anni fa Ayatollah Ruhollah Mostafavi Mosavi Khomeyni, all’eta di settantotto anni ritornò in Iran dove un tempo la polizia dello scià lo aveva arrestato e poi costretto all’esilio prima in Turchia. in Iraq, nella città santa  sciita di Nejaf, che viene considerata la Mecca per gli Sciiti.

    Dopo quindici anni, al suo ritorno,veniva accolto in trionfo da milioni di persiani. L’Imam Khomeini,dopo essere tornato in patria, si rese conto di quanto precaria fosse la posizione di preminenza e la sua stessa reputazione.

    Lo stesso Khomeini per riuscire a mantanere il potere e per battere I’opposizione non esitò a ricorrere alla forza;i pltoni di esecuzione cominciarono ad eliminare i prigionieri politici,la tortura si fece più brutale come testimoniano i vari rapporti di Amnesty Internationa! Infatti, nel dicembre 1982 i pasdaran (Guardiani della rivoluzione) iniziarono la loro offensiva contro le minoranze etniche(tra questi il popolo curdo, nonostante i movimenti di liberazione del Kurdistan lo avesse aiutato e sostenuto nella sua rivolta contro lo Scià.

    Khomeini durante il suo esilio a Parigi aveva promesso ai Curdi che gli avrebbe dato l'autonomia come il loro diritto di vivere in pace e in libertà, invece dopo poco tempo dal suo arrivo dichiarò guerra ai Curdi e disse testualmente "uccidere un Curdo non è peccaminoso". Perché secondo Komeini i Curdi erano degli infedeli, in quanto erano tolleranti, e soprattutto non erano fanatici.

    Durante la presidenza di Mohammad Khatami, i Curdi avevano sperato in una soluzione pacifica al loro problema in Iran, come aveva promesso lo stesso Khatami nelle sue campagna elettorale — sia quella dal 1999 sia quella del 2001 — promesse non mantenute, per il semplice motivo che i falchi del regime non lo volevano.

    I 36 anni di potere del clero  hanno portato la popolazione iraniana alla disperazione, sia dal punto di vista sociale che economico.

    Ora,gli ayatollah sono divisi tra qulli cosiddetti (puri e duri), e i veri moderati come Ayatollah Mehdi Karroubi, 79 anni, è uno dei più importanti e conosciuti leader del fronte riformista in Iran, cioè una parte delle forze politiche di opposizione agli ultraconservatori, molto potenti nel paese.

    Nel febbraio 2011,  Ayatollah Karroubi e Mir-Hossein Mousavi, l’altro leader dell’Onda Verde, organizzarono una manifestazione a Teheran contro il governo sulla scia della Rivoluzione dei Gelsomini in Tunisia e della rivolta contro Hosni Mubarak in Egitto. Ma le autorità risposero mettendo entrambi agli arresti domiciliari che tuttora sono gli arresti,  questo nonostante le promesse del cosidetto il presidente “moderato” Hassan Rohani che nella sua campagna elettorale aveva detto se fosse stato eletto, si sarebbe attivato per il rilascio dei prigionieri politici, sottolineando come l’isolamento internazionale della Repubblica Islamica fosse in parte dovuto alla repressione politica, cosa che non è mai stato fatto, anzi nell’era di Rohani le esecuzioni sono aumentate in maniera esponenziale, e non solo, nei ultime settimane il regime degli Ayatollah sta cercando di fomentare un altro  conflitto tra gli sciiti dell’Iraq e i curdi.

    Non dimentichiamo che dopo la caduta di Saddam nel 2003 Teheran ha investito notevoli risorse finanziarie, politiche e militari per garantirsi un Iraq forte stato sciita e partner strategico.

     

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    Kurdistan, Iran
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