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    Givi

    Chi ha ucciso il comandante Givi, leggenda del Donbass?

    © Sputnik. Ирина Геращенко
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    Vittorio Nicola Rangeloni
    di Vittorio Rangeloni
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    Come ormai noto a tutti quelli che seguono le vicende riguardanti la guerra in Donbass, questa mattina a Donetsk è stato ucciso il leggendario comandante del battaglione “Somali” Mikhail Tolstykh, meglio noto col nome di battaglia “Givi”.

    E' l’ennesimo personaggio “famoso” della Novorossya morto lontano dal campo di battaglia, ucciso alle spalle senza vedere il nemico. Se n’è andato in seguito ad un’esplosione mentre era in ufficio. 

    Ho seguito la reazione su internet, oltre che quella della gente di Donetsk e del presidente Zakharchenko che ha rilasciato una dichiarazione alla stampa qualche ora dopo l’attentato.

    Yulia Tymoshenko
    © Sputnik. Alexandr Prokopenko
    Vorrei innanzitutto evidenziare che col lungo elenco di attentati indicati poco sopra, ci sono netti distingo da fare, sia per modalità di esecuzione, sia per il contesto. Tanti sono stati uccisi da “vicino” in modo troppo sospetto per poter additare la colpa all’intelligence d’Ucraina, seppur abbiano un ottimo addestramento ricevuto (senza alcun mistero) dai servizi segreti USA: morire in un’imboscata uscendo da una strada secondaria, a poca distanza da un checkpoint “amico” e lontano dal fronte, non avendo trope simpatie per il governo di Lugansk, oltre ad avere diversi dissidi interni nella propria brigata, è sospetto; morire il giorno dopo il matrimonio in seguito all’esplosione della propria auto donata proprio in occasione di quell’evento e dopo aver ripetutamente accusato l’operato del governo della Repubblica Popolare di Lugansk è sospetto; morire nell’ascensore di casa per l’esplosione di una bomba fa venire sospetti, anche se di altro tipo, senza portare a pensare lontano: Motorola era sicuramente un fedele alleato dei vertici della Repubblica di Donetsk, (che a sua volta andrebbe distinta da quella di Lugansk) senza ambizioni politiche, nel business o militari. Era proprio quell tipo di comandante che serviva tenersi vicino ed intatti nel suo caso molti pensano a traditori nella sua cerchia, che hanno agito per mano di Kiev.

    Ed ora Givi, che sarebbe stato ucciso dall’esplosione di un missile anticarro spalleggiabile (“shmel”) che dall’esterno, ha raggiunto il suo ufficio procandone poi l’incendio. L’arma in questione spara granate termobariche che in seguito all’esplosione, disperdono idrocarburi i quali miscelati nell’aria consumano l’ossigeno presente nella zona colpita, creando uno sbalzo di pressione per poi esplodere e disintegrare un’area di circa un’ottantina di metri cubi.

    Davvero quindi la DNR avrebbe fatto troppo poco per proteggerlo? La stessa Europa ha dimostrato una estrema fragilità nel prevenire attentati terroristici, non troppo diversi da questo. A maggior ragione in uno Stato in guerra nato meno di tre anni fa, l’esperienza nel contrastare la guerra al fronte è stata acquisita, ma per quanto riguarda la lotta al terrorismo ci sono ancora enormi passi avanti da fare. Nonostante la guerra, nelle strade lontane dal fronte, si vedono meno soldati armati di quanti se ne possano vedere a Roma.

    La gente a Donetsk non crede che Givi possa essere stato liquidato dall’alto perchè scomodo, come magari qualcuno pensa per i morti di Lugansk. Givi, insieme appunto a Motorola, si è sempre dimostrato una Colonna portante della DNR, fedelmente al servizio della repubblica, lontanto dalla politica, dal business o da quant’altro. Non ha mai nemmeno protestato piu’ di tanto per l’obbligo di attenersi agli accordi di Minsk, come invece fanno in molti tra soldati ed ufficiali. Un commando è un commando e non si discute.

    Givi è diventato famoso grazie ai video su youtube dove nei pressi dell’aeroporto rimane impassibile alla pioggia di missili che gli cade non troppo lontano, oppure ancora per il filmato del duro faccia a faccia con gli gli ufficiali militari ucraini presi in ostaggio, responsabili dei bombardamenti sui quartieri civili di Donetsk a cui fece mangiare la bandiera ucraina cucita sulla manica delle loro uniformi.

    Da diversi giorni Givi era impegnato nella “promzona” tra Avdeevka e Yasinovataya, al commando del suo battaglione. Aveva riportato una leggera ferita ma ha continuato a fare il suo mestiere.

    Non si contano le volte che era stato dato per morto o per ferito. Molti in Ucraina ci hanno sperato davvero a lungo ed oggi, mentre molti su facebook lanciano odiose insinuazioni di un complotto, finalmente possono gioire.

    Chi provoca il conflitto in Donbass?
    © Sputnik. Vitaly Podvitsky
    Chi provoca il conflitto in Donbass?

    A Donetsk invece è stato dichiarato lutto nazionale. La gente gli voleva bene a questo ragazzotto di Illovaisk, non distante da Donetsk: i social sono pieni di foto dove Givi viene taggato nei selfie di tanti ragazzi, o appare nelle foto di tanti residenti di Donetsk. Non era difficile incontrarlo in piazza Lenin, specialmente la sera quando con regolarita’ lo incontravo fuori dal minimarket “”Obzhora”, dove arrivava a prendere qualcosa da mangiare accompagnato da 3-4 uomini di scorta che comunque non erano mai invasivi, a malapena si notava che stessero coprendo le spalle a lui.

    Oggi era prevista la conferenza stampa del Presidente della DNR Alexandr Zakharchenko ma in seguito a questo attentato, l’incontro coi giornalisti che solitamente darebbe sembra essere una lunga chiaccherarata tra amici (ovviamente parlando di temi seri, è solo per dare l’idea dell’atmosfera per nulla rituale o distaccata tra il Capo dello Stato ed semplici giornalisti), è diventata una dichiarazione stampa dove Zakharchenko è arrivato visibilmente colpito, carico di sete di vendetta, ed in un minuto o poco più ha detto quell che gli doveva dire, ha sbattuto i pugni sul tavolo e se n’è andato. Era un amico, aveva condiviso molti momenti difficili con lui nel corso di questa guerra.

    Come è avvenuto con “Sparta”, il battaglione di Motorola, dove ora al vertice c’è un nuovo comandante, ora anche i “Somali” avranno una nuova guida. Come non è cambiato assolutamente nulla a livello interno e militare nel battaglione di Motorola, allo stesso modo non cambiera’ nel battaglione di Givi. O perlomento, finchè i combattenti continueranno a seguire il cammino tracciato da loro.

    Per questo motivo voglio far notare sia ai complottisti di Facebook sia agli ucraini, che eliminando un comandante si abbatte certamente il morale, ma non cambia assolutamente nulla a livello interno a Donetsk. Anzi, il dolore prima o poi viene assorbito e si trasforma in voglia di vendetta. Non per forza scatenando subito la guerra, come probabilmente si aspetterebbero a Kiev, ma su piatto freddo, come successo in occasione del massacro di Elenovka quando i military ucraini bombardarono la colonna di auto dei civili che attendevano di passare il checkpoint per fare ingresso in Ucraina: i responsabili sono stati identificati ed eliminati.

    Mentre in Italia si insinua che Givi sia stato ucciso per un regolamento di conti interno o per levare una figura scomoda da Donetsk litigando con chi la pensa diversamente, ricordiamo contro chi combatteva: contro coloro che ora stanno gioendo per la morte di un simbolo. Per loro è una vittoria, quando invece non è altro che un vile attacco alla schiena, visto che non sono in grado di farlo guardando l’avversario negli occhi.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Tags:
    Michail Tolstich (Givi), Donbass
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