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    palazzo della consulta

    Una camera di nominati...

    © Foto: Richard Mortel
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    di Arnoldo Folino
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    Ancora una volta avremo una camera perlopiù di nominati! Non potremo scegliere i nostri rappresentanti... purtroppo...

    La decisione della consulta tanto attesa è arrivata.

    L'Italicum è stato dichiarato anticostituzionale. Pur tuttavia rimane quasi tutto l'impianto legislativo. A scomparire sono solo il ballottaggio e la possibilità, per il capolista, di scegliersi il seggio. Quest'ultimo infatti sarà assegnato a sorteggio (!!).

    La decisione lascia sbigottiti. Sono infatti venuti meno quei presupposti che avevano portato alla cancellazione dei capilista bloccati e delle candidature plurime nel Porcellum.

    Come mai, infatti, per la precedente legge elettorale, le due caratterizzazioni di cui sopra sono state eliminate, mentre per l'Italicum tutto ciò non è avvenuto?

    È evidente che la Corte Costituzionale abbia preso, in parte, una decisione politica.

    È evidente che la Corte Costituzionale abbia favorito in qualche maniera l'ex premier.

    Ma non dovrebbe essere super partes?

    Tralasciando per il momento l'ultimo interrogativo, guardiamo la cosa dal punto di vista più “tecnico”.

    La legge elettorale venuta fuori dalla “sforbiciata” dell'Italicum presuppone una Camera di nominati.

    Purtroppo si va da un 60% circa di nominati, qualora una lista dovesse raggiungere il fatidico 40% dei voti e quindi avere il premio di maggioranza, fino addirittura al 70-75% circa se nessuna lista dovesse raggiungere tale soglia.

    Da circa 360 nominati nel primo caso, a circa 425-460 nel secondo caso.

    Alla faccia della democrazia!

    A volte mi chiedo se i nostri politici, ed in questo caso i nostri giudici della Consulta vogliano prenderci in giro: non l'hanno ancora capito, forse, come dice a chiare lettere la nostra Costituzione, che VOGLIAMO SCEGLIERE I NOSTRI RAPPRESENTANTI?

    Non hanno forse ancora capito che non vogliamo una Camera perlopiù di nominati?

    Paolo Gentiloni
    © AFP 2017/ AL-WATAN DOHA / KARIM JAAFAR
    Per questa ragione la cosa più giusta in assoluto sarebbe fare una “sintesi” delle leggi di Camera, Italicum modificato, e Senato, Consultellum, cioè Porcellum modificato.

    Innanzitutto togliere i capilista bloccati e le candidature multiple dell'Italicum.

    Mettere poi la preferenza singola del Consultellum, in maniera tale da essere padroni della scelta del candidato da votare, ed evitare, al contempo, il cosiddetto “mercato delle preferenze”, visto che quest'ultima è una sola.

    Ed infine armonizzare le soglie di sbarramento dei due sistemi elettorali, mettendo l'asticella al 3% per entrambe.

    Sono contrario a qualsiasi premio di maggioranza al Senato. Se è vero che ce n'è uno alla Camera (e la qual cosa non mi rende molto felice) e se è vero che si raggiunge, avere la possibilità di un altro premio di maggioranza al Senato ci potrebbe portare al rischio di una deriva autoritaria.

    È giusto, infatti, che una delle due camere sia un po' di contrappeso all'altra, come un buon sistema DEMOCRATICO dovrebbe garantire.

    Tornando invece alla decisione in sé della Consulta, è evidente quanto quest'ultima abbia aiutato il “giovane (vecchio!) Renzi”!

    Con questa legge infatti, l'emulo di Fonzie, potrà scegliersi i propri deputati ed epurare i componenti piddini della minoranza dem.

    Per questa ragione, mi auguro, finalmente, la scissione del Pd, che metterebbe la parola fine a 3 anni di convivenza tra separati in casa.

    "La Ditta”, infatti, non potrà accettare di essere esclusa dal partito a priori.

    E la scissione del Pd sarà, definitivamente, la Waterloo di Renzi!

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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    Tags:
    politica, Referendum costituzionale in Italia, Paolo Gentiloni, Matteo Renzi, Italia
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