15:28 19 Settembre 2017
Roma+ 22°C
Mosca+ 13°C
    La parrocchia di Snezhnoe, città della Repubblica Popolare di Donetsk

    Konstantin, il parroco dei «pirozhki» al fronte coi miliziani in Donbass

    © Foto: Vittorio Rangeloni
    URL abbreviato
    Vittorio Nicola Rangeloni
    di Vittorio Rangeloni
    1331121

    Con la solita frenesia che ciclicamente si ripete ogni anno, tra mille lucine scintillanti, festeggiamenti, riti ed incontri, sono passate anche le festività natalizie. La vita prosegue coi i ritmi di sempre anche nel sudest dell'Ucraina e nelle ormai completamente emancipate regioni di Donetsk e di Lugansk.

    Nuovi negozi dalle attraenti merci accuratamente sistemate in vetrina hanno riaperto un po' ovunque. Volantini con fresche offerte di lavoro vengono immancabilmente affissi sui lampioni, alle fermate dei filobus o all'ingresso dei palazzoni residenziali. Gli stipendi non sono dei migliori, ma l'importante è portare a casa almeno qualcosa, quel tanto che basta per mandare avanti la famiglia.

    Invece la guerra, le bombe.. No, quelle continuano ad esserci. Solo che la gente ha imparato a farci caso un pochino meno, cercando di andare a ricercare qualsiasi traccia di quel che può avere la parvenza di una vita normale.

    Anche Donetsk si prepara per le feste
    © Sputnik. Sergey Averin
    Come nel caso della comunità della parrocchia di Snezhnoe, città della Repubblica Popolare di Donetsk a ridosso dei confini della Madre Russia, dove nel 2014 si tennero feroci battaglie tra l'esercito ucraino e gli insorti filorussi. 

    Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin, vero e proprio riferimento della comunità grazie al suo carisma, sin dai momenti più difficili è stato accanto alla sua gente mettendo a disposizione gli spazi della chiesa, ricavata da quel che un tempo era un night club.

    Nel corso dei combattimenti a Saur Mogyla, un colle ad una manciata di chilometri da Snezhnoe, insieme ad una squadra di coraggiosi operai, egli ha realizzato la copertura di quel che ora è diventata una palestra. Nonostante la guerra, secondo il batyushka, i bambini del luogo dovevano avere un luogo dove praticare sano sport e svagarsi, allontanandosi dall'orrore provocato dalla guerra.

    Dopo la copertura è arrivato anche un rudimentale impianto di riscaldamento a legna per contrastare il rigido inverno. Congegno che però a distanza di un paio d'anni, con un poco di imbarazzo da parte di padre Konstantin viene scherzosamente ricordato come un incubo!

    «Entravo in palestra e c'era sempre la nebbia provocata dal fumo della caldaia a legna, occorreva tenere la porta apera se si voleva vedere dove andava a cadere il pallone durante le partite di pallavolo», ricorda con il sorriso di chi ha provato a fare una buona cosa, ma non è andato tutto secondo i piani.

    • A Snezhnoye
      A Snezhnoye
      © Foto: Vittorio Rangeloni
    • Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin e bambini
      Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin e bambini
      © Foto: Vittorio Rangeloni
    • Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin e bambini
      Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin e bambini
      © Foto: Vittorio Rangeloni
    • Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin e bambini
      Batyushka («Padre», parroco in russo) Konstantin e bambini
      © Foto: Vittorio Rangeloni
    1 / 4
    © Foto: Vittorio Rangeloni
    A Snezhnoye
    Ora però l'impianto di riscaldamento rudimentale, dopo aver fatto il suo corso in quella situazione di emergenza è stato sostituito da una caldaia moderna, consentendo a diverse decine bambini e ragazzi di praticare il loro sport preferito in qualsiasi stagione ed in condizioni sempre confortevoli. La parrocchia offre dei corsi gratuiti di pallavolo, arti marziali e ping pong pagando degli istruttori professionisti che animano la vita della cittadina. Con il batyushka entriamo a vedere la palestra proprio mentre è in corso un allenamento di ping pong dove una decina di bamini concentratissimi, racchetta in mano, seguono con attenzione le disposizioni dell'istruttore.

    «E' forse anche troppo fissato con il suo sport ma i bambini non sembrano lamentarsi, da qui partono e vanno ad affrontare diverse gare nella repubblica e tutti quanti tornano indietro con coppe e medaglie», dice orgogliosamente padre Konstantin.

    «Pensa che una volta — proseguì nel discorso — gli diedi dei biglietti per il circo da distribuire ai bambini. La rappresentazione circense coincideva con un allenamento di ping pong e nessuno dei bimbi ci andò. L'allenatore disse che il circo non interessava a nessuno e che agli allenamenti non si può rinunciare».

    «Ma come, bimbi non interessati al circo? Mi sembra strano..», sospettai io fissando i movimenti delle racchette dei bambini che sembravano non essersi nemmeno accorti del nostro arrivo, talmente erano concentrati.

    Il batyushka sorrise. «Infatti poi andai a chiedere ai bambini, ed indovina? Nessuno di loro sapeva che ci fosse la possibilità di andare al circo. Provai a chiedere spiegazione all'allenatore ma liquidò la vicenda affermando che i ragazzi avevano delle gare il weekend successuvo, non potevano permettersi di perdere la rifinitura», raccontò il parroco tirando un sospiro, aggiungendo poi che l'istruttore «è fatto così, ma i bambini lo rispettano e gli vogliono bene».

    Bambini a Gorlovka
    © Foto: di Eliseo Bertolasi
    Dall'autunno del 2014, dopo il «calderone di Illovaisk» e dure battaglie che hanno coinvolto la città, la guerra con la sua linea del fronte si è allontanata da Snezhnoe. Ma non per questo il conflitto è diventato affare di altri. Specialmente le donne della comunità della parrocchia, almeno una volta al mese si ritrovano e preparano un quantitativo enorme di insalate di vario tipo e di «pirozhki», delle frittelle di carne, patate o di funghi. Una volta preparate tutte le borse contenenti il cibo fatto in casa, (sovra)caricano l'auto del batyushka che senza alcun timore si dirigerà verso la linea del fronte. Dai villaggi sperduti lungo le coste del freddo mare d'Azov, fino allo spettrale villaggio di Zaitsevo, sono centinaia i bambini che hanno ricevuto la visita e le borse con le prelibatezze di padre Konstantin. Ma non solo loro: anche i soldati in prima linea hanno più volte accolto il sacerdote che ha poi consegnato loro i «piroshki» ancora tiepidi, calze calde per contrastare il freddo, frutta e dolci.

    «Quando è cominciata la guerra, molti dei nostri figli sono andati a costituire le milizie ed a combattere. Anche se la nostra città non viene più toccata dalle bombe, molti di loro continuano a combattere su altri fronti. Portando a loro cibo e aiuti, è anche un modo per ricordare a loro che non sono dimenticati e che siamo una comunità unita, lasciando loro fede e speranza», spiegò padre Konstantin mentre scaricava l'auto carica di sacchetti nella piazzola di quel che resta della scuola di Zaitsevo, ad un paio di centinaia di metri dai cambi di battaglia.

    Si, la guerra ha portato distruzione, sparso tanto sangue e chiunque vorrebbe che finisse al più presto. Nel frattempo le persone provono a ritrovare una vita normale, a lavorare, a ricostruire. Ma non per questo, anche laddove non giungono più gli echi delle esplosioni, le genti del Donbass chiudono gli occhi su quel che accade sul fronte, dimenticandosi quel che era stato sofferto in precedenza. Sono molte le comunità come quelle di Snezhnoe che rimangono unite condividendo momenti di sport, ricreativi e supportando chi continua a soffrire gli orrori dei bombardamenti.

    La forza di una microscopica repubblica che a fatica si riconoscerebbe sul planisfero, continua a resistere proprio grazie alla forza del legame tra persone tanto semplici, quanto straordinare come padre Konstantin, i membri della comunità della sua parrocchia, i bambini od i soldati che si trovano sulla linea del fronte.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Correlati:

    Repubblica Popolare Donetsk: militari usano armi pesanti in Donbass
    Repubblica Donetsk: a Debaltsevo schierati 200 cecchini ucraini
    Intelligence della DNR: carri armati delle forze armate ucraine lungo la linea di contatto
    DNR e LNR decidono di liberare e trasferire a Kiev via Savchenko due prigioniere
    Ucciso comandante militare filorusso a Donetsk. Forze Kiev all'attacco nel Donbass
    Tags:
    sport, religione, guerra civile, Repubblica Popolare di Lugansk, Repubblica popolare di Donetsk, Ucraina
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik