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    Paolo Gentiloni durante la conferenza stampa con il suo omologo russo Sergei Lavrov a Roma.

    Gentiloni? Non pervenuto!

    © Sputnik. Максим Блинов
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    di Eva B
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    E sarebbe lui che ci rappresenta a livello internazionale?

    Un pesce fuor d'acqua.

    Questa è stata la prima impressione che ho avuto durante la conferenza stampa a Roma del Ministro degli Affari Esteri italiano Paolo Gentiloni, assieme al suo omologo russo Sergej Lavrov, a cui ho assistito in diretta lo scorso 2 dicembre.

    Il Ministro italiano infatti, pareva tutto tranne che a proprio agio… impacciato, insicuro, le sue mani continuavano a sfarfallare nervosamente a vuoto attorno al leggio senza trovare la giusta collocazione, sulle labbra un timido sorrisetto che pareva un tic… era chiaramente in imbarazzo, avrebbe fatto quasi pena, se non fosse che gli italiani (almeno quelli che seguono la politica estera) hanno provato grande disagio nell'essere rappresentati da tale "inconsistenza".

    Paolo Gentiloni alla conferenza stampa con il suo omologo russo Sergei Lavrov.
    © Sputnik. Максим Блинов
    Paolo Gentiloni alla conferenza stampa con il suo omologo russo Sergei Lavrov.
    Quando gli veniva rivolta una domanda, il suo sguardo confuso dava l'impressione di un uomo chiaramente in difficoltà, senza ragionamenti validi oltre ai soliti triti e ritriti pensierini, imparati a memoria nelle scuole politiche di quartiere. Ma un discorso più impegnato e di spessore, l'Italia non lo meritava? Gli mancavano forse le argomentazioni?

    Tutto ciò nonostante il suo background politico nelle file della sinistra, dalla più estrema di Mario Capanna a quella più moderata di Francesco Rutelli. Insomma, uno che da anni sta sempre lì, passa da una poltrona all'altra, ma non si schioda.

    La sua utilità al Paese non ci è ancora chiara, ma tant'è… noi continuiamo a pagarlo per… cosa? Boh! Io, sinceramente, non lo so.

    Da un personaggio con una certa esperienza (a questo punto oserei dire sprecata) e che ricopre tale ruolo, ci si aspetta come minimo che regga lo stress e sappia affrontare decentemente un evento di importanza mondiale come quello di Roma, rappresentando il proprio Paese a testa alta.

    Aspettative evidentemente deluse, ma se pensiamo che per lui le azioni contro la Russia, come le sanzioni UE o i soldati schierati dalla Nato al confine, non sono da considerarsi atti aggressivi e provocatori… possiamo forse capire il suo stato d'animo, all'apparenza insicuro, ma anche poco convinto.

    Ammetto che sarei stata ben felice di sentirlo affermare con persuasione che l'Italia ha perso enormi quantitativi di denaro, oltre che posti di lavoro, in seguito alle irrazionali sanzioni, volute da altri. Ma anche stavolta ha perso l'occasione…

    Sergei Lavrov e Palolo Gentiloni alla conferenza stampa dopo i colloqui a Roma.
    © Sputnik. Максим Блинов
    Sergei Lavrov e Palolo Gentiloni alla conferenza stampa dopo i colloqui a Roma.
    Comunque, al di là dei contenuti politici, la mia riflessione volge alla differenza tra i due Ministri omologhi, nel senso strettamente fisico, inteso come linguaggio del corpo, cioè come si pongono nello svolgimento del proprio, importantissimo, lavoro.

    Non è una questione così banale come può apparire, perché da questo si capisce come una persona affronta le incombenze del ruolo che occupa, ne dimostra la preparazione, la sicurezza, il rispetto che incute.

    Spiace molto, in quanto italiana, appurare che davvero non c'è storia e confesso che ci ho anche provato a dare qualche chance a Gentiloni, ma lui non mi è proprio venuto incontro… sinceramente non ispira la minima fiducia e, se dovessi affidarmi ad uno due, sceglierei senza esitazione la sua controparte.

    Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Roma.
    © Sputnik. Максим Блинов
    Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov a Roma.
    Sarà stata certamente anche la grande personalità del collega russo, il diplomatico per eccellenza Sergej Viktorovič Lavrov, che con il suo carisma e sicurezza da grande politico ha saputo catturare tutti gli sguardi e l'attenzione dei presenti, ma se metto a confronto la levatura e il prestigio in politica estera dei due Paesi, a mio parere, la grande Russia in trasferta ha letteralmente "asfaltato" l'Italietta sottotono, che pur giocava in casa.

    L'opinione dell'autore può non coincidere a quella della redazione.

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    Tags:
    Conferenza stampa, colloqui, fiducia, Paolo Gentiloni, il ministro degli Esteri, Sergej Lavrov, Italia, Russia
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