21:08 25 Maggio 2019
Il 12enne Kirill

Kirill, un 12enne di Donetsk che non scappa dalla guerra

© Foto : Vittorio Rangeloni
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Vittorio Nicola Rangeloni
di Vittorio Rangeloni
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Come ogni mattino a Donetsk, da buona abitudine del mestiere, ci si sveglia e prima ancora di bere il caffè si butta un rapido sguardo alla chat del del Ministero della Difesa di Donetsk per aggiornarsi sui bombardamenti verificatisi la notte.

La sera precedente, attorno alle 11 avevo già letto un post di Prihodko, l'amministratore del distretto Kuibishevskij di Donetsk, quello di fronte al tristemente famoso aeroporto della capitale. Veniva riportato un colpo di mortaio che ha colpito un minibus, ferendo 2 civili.

Altri bombardamenti si sono verificati in altri centri abitati, ormai sarei addrittura in grado di nominare tutti i villaggi coinvolti quotidiani senza dover leggere i report ufficiali o la chat su Viber.

Un paio di telefonate ai colleghi e partiamo verso la via Stepanenko del distretto di Prihodko per svolgere il reportage. Non dobbiamo fare troppa strada, la zona si trova a 10 minuti d'auto dal centro di Donetsk, dove la città sembra vivere tranquilla di vita propria senza troppo turbamento.

Arriviamo all'altezza del civico 20 dove il colpo di mortaio da 120mm ucraino, vietato dagli accordi di Minsk, ha centrato il bus e scalfito la palazzina a due piani a pochi passi. Alla nostra auto si avvicina un ragazzino biondo con la sua bicicletta, proponendo di farci da accompagnatore.

Conseguenze di bombardamenti a Donetsk
© Foto del blogger Vittorio Rangeloni
Conseguenze di bombardamenti a Donetsk

L'aspetto di Kirill, questo è il nome del ragazzo, non è quello dei suoi coetanei dodicenni. Lo si vede dalle espressioni sul volto, dal modo di parlare e da come si muove sicuro. La vita gli ha già insegnato parecchio e ne porta addosso pesanti segni: una cicatrice di una ventina di centimetri sulla coscia, un'altra più piccola sul bicipite ed una sulla schiena. Il 5 novembre del 2014 mentre giocava a calcio in pieno giorno nel campetto del suo quartiere, a pochi passi da dove ora giace la carcassa dell'autobus colpita dal bombardamento serale, un colpo di mortaio ucraino è caduto ed esploso a poche decine di metri da lui. Gli è andata bene e ne è consapevole. Davanti a lui sono morti due suoi compagni di giochi.

Ci conduce nel giardino dove attorno l'autobus ci sono già gli operatori dell'Osce che stanno svolgendo i rilievi del bombardamento spiegandoci la direzione di provenienza del colpo che è caduto ad una cinquantina di metri dalla sua abitazione. Da lui un paio di colpi erano già caduti lo scorso anno sfondando il tetto.

Scattiamo le fotografie e filmiamo la zona del bombardamento e appena finiamo compare anche un gruppo di persone con addosso un giubbotto antiproiettile azzurro, di tonalità molto più chiara rispetto a quelli blu dell'Osce, non li avevo mai visti prima. Con gran sorpresa scopriamo che il gruppo di avventurieri non sono altri che rappresentanti della missione ONU, che a dir la verità in città si possono scovare solo nei ristoranti. Anche Kirill rimane stupito dicendo che da quelle parti non si vedono quasi mai pattuglie di questo tipo e che quando è stata colpita casa sua non è arrivato nessuno, se non i miliziani a prestare soccorso.

Vittorio Nicola Rangeloni e Kirill
© Foto del blogger Vittorio Rangeloni
Vittorio Nicola Rangeloni e Kirill

Ma è ora di andare avanti, a visitare gli altri luoghi colpiti dai bombardamenti non lontano da via Stepanenko e Kirill si offre come guida, lui conosce tutti quanti i militari che stanno sulle posizioni al fronte a qualche centinaia di metri da lì e conosce bene tutta la zona. Scopriamo che lui è un piccolo collega e che il suo sogno è diventare un corrispondente di guerra, mostrandoci una vecchia fotocamera digitale che porta sempre con sé, ma sprovvista di memory card. E' un regalo di Graham Phillips, ma purtroppo non ha soldi per comprare la SD da inserire. Come altri suoi coetanei usano fare, anche lui raccoglie i resti delle bombe per poi rivenderle e raccimolare qualche rublo per comprare quel che gli serve.

La sua famiglia sopravvive grazie agli aiuti umanitari che di tanto in tanto gli vengono consegnati dalla Croce Rossa Internazionale, o dal fondo umanitario di Akhmetov. Scherzando mi dice che anche lui è ormai diventato italiano visto l'enorme quantitativo di pasta che mangia: Pasta con conserve di carne quando va bene; pasta con le cipolle; pasta con le patate; pasta in bianco o frittata di pasta, ossia facendo cuocere la pasta in padella aggiungendoci le uova sopra in fase di cottura.

Dopo bombardamenti a Donetsk
© Foto del blogger Vittorio Rangeloni
Dopo bombardamenti a Donetsk

Decidiamo di ampliare lo staff, lavorando per un giorno con un nuovo piccolo collega e dirigendoci verso il quartiere successivo dove l'artiglieria ucraina ha colpito la casa di un anziano distruggendogli l'abitazione e la collezione d'auto d'epoca a cui aveva dedicato tutta la vita.

Durante il viaggio chiacchieriamo con Kirill che ci racconta la sua vita. Anche lui, come i giornalisti che hanno ricevuto l'accreditamento dalla DNR, è finito sul sito Mirotvorets dove gli ucraini raccolgono e diffondono dati personali di persone ritenute terroristi o loro collaboratori. A 12 anni il suo dovrebbe essere un record. E' successo dopo che è stato intervistato da Graham Phillips, successivamente al primo bombardamento della sua casa. La sua colpa sarebbe quella di aver detto che la sua abitazione è stata bombardata dall'esercito ucraino, condendo le sue frasi con qualche espressione colorita nei confronti delle autorità di Kiev.

Per tutto il giorno abbiamo girato i dintorni della città col piccolo collega condividendo il pranzo offerto dai soldati al checkpoint di Staromikhailovka in occasione della visita del villaggio, un rapido thé al fronte dagli amici della Guardia Repubblicana ed un tuffo nel laghetto in un villaggio vicino, in compagnia degli Spetsnaz.

Realizzare i sogni del ragazzino seppur per un giorno è stata davvero una bella esperienza che insegnato tanto anche a noi. Le caratteristiche di questa generazione come la forza interiore nonostante le avversità, la fiducia nel futuro e la voglia di pace conoscendo bene cosa siano gli orrori di un conflitto armato, sono la migliore speranza per il futuro.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Crisi in Ucraina, Repubblica popolare di Donetsk
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