09:31 18 Ottobre 2018
La ferrovia Transiberiana sopra il fiume Enisej a Krasnojarsk, una città della Siberia centrale.

Ricordi del viaggio transiberiano

© REUTERS / Ilya Naymushin
URL abbreviato
Ele
di E le
1121

Esprimere qualsiasi bellezza in parole è difficile, ma descrivere la bellezza siberiana d’inverno è ancora più complicato, ci vuole tanto colore bianco purissimo.

Immaginate il treno che si ferma nel cuore della notte in qualche stazione sperduta della Siberia, il silenzio incredibile attorno, e allora si crea una sensazione unica, quella di trovarsi nello spazio cosmico.    

Ho fatto la Transiberiana due volte, andata e ritorno, e posso affermare che non mi sono pentita, ne annoiata. Qualcuno possa pensare, che in una settimana (esattamente tanto dura il viaggio) si potrebbe impazzire dalla noia e impossibilità di muoversi, ma io dico, che per un viaggio del genere bisogna armarsi di pazienza, e allora si potrà scoprire il fascino della Russia orientale e ricevere emozioni uniche.

Tanti immaginano, che durante il tragitto, i russi dalla mattina fino la sera bevono vodka, un componente indispensabile, che in un certo senso contribuisce alla magia dei giorni, quando il tempo scorre distaccato e ci si ritrova spiazzati e offuscati nel mondo parallelo alla realtà abitudinale. Beh, devo ammettere che qualcuno passa tempo bevendo, però la maggior parte dei viaggiatori, almeno quella che ho conosciuto io, non beveva, e durante il viaggio era emozionante di scoprire e ascoltare i racconti di persone diverse, incrociate per caso e sparite per sempre nelle loro vite in tante stazioni sparse per la ferrovia più lunga del mondo. Non so perché, ma nella mia memoria sono rimasti impressi alcuni incontri. Se anche si trattava delle persone semplici e ordinarie, qualcuno di loro è riuscito a lasciare un’impronta nella mia memoria, impronta leggera e insignificante, ma che rimane per sempre e arricchisce un altro viaggio, che noi chiamiamo Vita.

Ricordo una coppia di giovani sposini, che ardevano dal desiderio di rimanere soli, Oxana e Dmitry. Il difficile approccio tra Dmitry e Sashenyka, piccolo figlio di Oxana, avuto molto presto dall’altro uomo li portava ai continui litigi. Da una parte Sashenyka di appena 3 anni, tanto bello, quanto sveglio, essendo geloso della sua mamma e non riuscendo ad accettare la comparsa del papà sconosciuto, faceva infiniti dispetti, e dall’altra parte c’era Dmitry, che provava il difficile ruolo di padre e discuteva del comportamento di Sashenyka con Oxana, la quale difendeva il suo piccino con tutto l’amore, che soltanto una madre possa provare. Questi litigi a volte finivano con le parole brusche di Dmitry e lacrime di Oxana, lacrime che svanivano con la riconciliazione, che seguiva subito dopo. Ancora oggi penso a questo bimbo birbantello, che appena veniva lavato, subito si buttava nella sporcizia per esprimere il suo disaccordo con la scelta di mamma e farle un dispetto. Immagino, come possa essere ora, e chissà se Dmitry sia riuscito a diventare un vero padre per lui…

I giovani di sera sul lungomare dell'isola Russkij a Vladivostok sullo sfondo del ponte strallato sullo stretto del Bosforo orientale
© Sputnik . Alexandr Kryazhev
Poi ricordo un gruppo di militari, ragazzi giovani che tornavano dalla guerra cecena. Suonavano la chitarra ogni sera e cantavano le canzoni nostalgiche, avvolte dai ricordi di guerra e speranze per il futuro ignoto. Loro bevevano, tanto. 

Ricordo anche un uomo, che stava andando a Krasnoyarsk, quest’ultimo ci aveva offerto di assaggiare samogon (vodka casereccia), che faceva lui in casa. All’inizio mi rifiutai, ma dopo il suo insistere, accettai di bere un goccetto. Non senti nulla subito, non sembrava neanche di aver bevuto la vodka, in quanto il gusto era delicato e morbido, ma dopo qualche minuto, mi senti paralizzata. Era una sensazione talmente strana, la testa rimaneva lucida, ma nello stesso tempo non riuscivo a muovere nessuna parte del mio corpo. Ero abbastanza spaventata, e lui invece rideva all’impazzata. 

Ho viaggiato d’estate, e già ad agosto in Siberia la temperatura potrebbe scendere sotto lo zero. Penso ai certi viaggiatori coraggiosi, che intraprendono quest’avventura d’inverno, malgrado il freddo. Secondo me loro ammirano un paesaggio alieno, paragonabile forse a quello, che si gode quando si riesce ad arrivare in cima ad una montagna che sembra irraggiungibile. Esprimere qualsiasi bellezza in parole è difficile, ma descrivere la bellezza siberiana d’inverno è ancora più complicato, ci vuole tanto colore bianco purissimo. Immaginate il treno che si ferma nel cuore della notte in qualche stazione sperduta della Siberia, il silenzio incredibile attorno, e allora si crea una sensazione unica, quella di trovarsi nello spazio cosmico.

Durante il viaggio ho sentito l'immensità della Russia, ho sentito la nostra appartenenza sia all’ovest, che all’est, la potenza siberiana, che si riflette anche nel carattere russo. Quando sono tornata a casa, i miei amici chiedevano: allora hai visto tutta la Russia? Io risposi di aver avuto soltanto un piccolo assaggio del nostro paese. E adesso, a distanza di molti anni sento sempre più forte il richiamo di tornare almeno per un po’ nella mia patria, per sentirmi di nuovo a casa, caricarmii di energia e forza, che soltanto la terra natale può dare.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

Tags:
Siberia
RegolamentoDiscussione
Commenta via FacebookCommenta via Sputnik