02:00 26 Settembre 2017
Roma+ 16°C
Mosca+ 11°C
    Iraqi Kurdish youths wave a national flag as they stand above a giant flag of Kurdistan during celebrations of Flag Day on December 17, 2015

    I curdi dell’Iraq verso referendum per l’indipendenza

    © AFP 2017/ SAFIN HAMED
    URL abbreviato
    di Shorsh Surme Surme
    0 81441

    I curdi verso il referendum per l'indipendenza forse in settembre o ottobre 2016. Il sogno di ogni curdo è quello di un Kurdistan libero e indipendente.

    I curdi verso il referendum per l'indipendenza forse in settembre o ottobre 2016. Il sogno di ogni curdo è quello di un Kurdistan libero e indipendente, anche perché i curdi hanno tutti i requisiti e le caratteristiche che hanno gli altri popoli indipendenti, cioè possiedono una terra, sono un popolo ed hanno una Costituzione.

    Fino ad oggi i curdi hanno fatto tutto ciò che potevano per assicurarsi l’autonomia nell’ordinamento statale di carattere federale dell’Iraq, come pure hanno cercato di far valere il proprio diritto di co-decisione. Tuttavia tutti i governi che si sono succeduti in Iraq dopo la caduta di Saddam Hussein non hanno voluto sentire ragione, tanto che il governo di al-Maliki ha cercato in tutti modi ad ostacolare le proposte presentate dal governo regionale curdo fino ad arrivare a bloccare gli stipendi degli impiegati pubblici della Regione del Kurdistan; quest’ultimo fatto ha avuto conseguenze disastrose dal punto di vista economico in una regione che, dopo la caduta del regime di Hussein, stava cercando di diventare un motore economico non solo per se stessa, ma per tutto l’Iraq.

    Storicamente l’Iraq è un paese inventato a tavolino dagli inglesi, e del trattato di Sykes – Picot e per la precisione dall’allora ministro delle Colonie Winston Churchill e dall’archeologa Gertrude Bell, esperta di affari arabi e proconsole inglese a Baghdad: i due stabilirono nel 1921 che la terra tra il Tigri e l’Eufrate, la mitica Mesopotamia, sarebbe diventata il regno dell’Iraq. Fatto il regno, bisognava fare il re. Il quale doveva essere disegnato sul modello della Giordania, altro regno creato da Churchill: la figura del sovrano fu individuata nell’emiro Feisal della famiglia hashemita che era stata alleata di Lawrence d’Arabia nella guerra contro gli ottomani. Nell’agosto 1921 Feisal divenne re, consacrato degli inglesi.

    L’Iraq allora doveva servire da bastione per bloccare la penetrazione turco-tedesca (paesi alleati nella Grande Guerra) verso l’India, il più prezioso gioiello della corona britannica. Ma nel 1927, a Kirkuk, si scoprì un grande giacimento di petrolio che accrebbe l’importanza dell’Iraq, e da subito il paese si rivelò difficilmente controllabile.

    Infatti da allora si sono susseguiti rivolte e rivoluzioni per la libertà che hanno lasciato profonde ferite difficilmente rimarginabili.

    Ben venga, quindi, un Kurdistan indipendente.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

    Correlati:

    Il sogno di un Kurdistan indipendente si scontra con la prudenza politica
    Tags:
    Curdi, Indipendenza, Referendum, Winston Churchill, Saddam Hussein, Kurdistan, Iraq
    RegolamentoDiscussione
    Commenta via FacebookCommenta via Sputnik