09:35 31 Ottobre 2020
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Tutt’oggi tante persone, specialmente anziane, sono nostalgiche dei tempi passati, loro associano la figura di Stalin all’ordine e giustizia. Se anche qualcuno dei loro famigliari abbia vissuto gli orrori dei GULAG, il lontano ricordo si è sbiadito e ha lasciato spazio alle orrende memorie degli anni 90, umiliazioni subite e pericoli trascorsi.

Abbastanza spesso si sente dai media occidentali, che nella Russia di oggi c’è una certa nostalgia nei confronti del passato. Si dice che i russi amano il potere forte e a qualcuno tutt’ora non dispiacerebbe avere come punto di riferimento politico una figura, come quella di Stalin. Io posso dire, che da quando era partita la corsa alla democrazia in Russia con tutte le sue conseguenze drammatiche, la mia nonna non si stancava mai a ripeterlo, che all’ora c’era un’urgente bisogno di uno come Stalin. Beh, questo suo desiderio avrà avuto le sue ragioni, che comunque gli occidentali non riescono a comprendere, perché non hanno vissuto nel periodo della cosiddetta “democratizzazione” in Russia.

Era il periodo della sfrenata corsa al profitto, del depredamento delle eredità sovietiche e ricchezze naturali, dove il Dio denaro regnava libero e incontrastato, e gli oligarchi spuntavano come i funghi dopo la pioggia. Praticamente i cittadini russi si sono divisi in due categorie: quelli, che si sono adattati al cambiamento e hanno aderito alla corsa, e altri, che lottavano per la sopravvivenza, perché non sono riusciti ad inserirsi in questo nuovo sistema del capitalismo ferino. Per la sfortuna, i miei facevano parte della seconda categoria. Essendo tutti e due intellettuali, non erano capaci di rivendere la roba cinese da due soldi per poter accumulare il primo capitale e mettere in piedi l’attività di compravendite, unico “business” post sovietico, con la quale potevi sopravvivere. Lascio alla fantasia del lettore i tempi duri, che abbiamo dovuto passare, mi limito soltanto a dire, che alla fine degli anni 90, anch’io pensavo che Stalin probabilmente sarebbe servito per mettere il guinzaglio a tutti questi scagnozzi criminali, che derubavano e distruggevano il mio paese.

Tutt’oggi tante persone, specialmente anziane, sono nostalgiche dei tempi passati, loro associano la figura di Stalin all’ordine e giustizia. Se anche qualcuno dei loro famigliari abbia vissuto gli orrori dei GULAG, il lontano ricordo si è sbiadito e ha lasciato spazio alle orrende memorie degli anni 90, umiliazioni subite e pericoli trascorsi. Per questo motivo all’occidente piace pensare, che noi vogliamo il ritorno della dittatura. Non si riesce a comprendere, che il processo distruttivo al quale è stata sottoposta la Russia negli anni seguenti alla Perestroika, avrà segnato per sempre le anime russe e ha fatto perdere la fiducia nei valori democratici importati dall’occidente. Nonostante ciò, la crudeltà dei lager staliniani rimarrà impressa per sempre nella memoria, però non possiamo del tutto incolpare solamente Stalin, non dobbiamo dimenticare, che in quel sistema di macello umano, hanno preso parte tantissimi individui, che erano seduti dietro le scrivanie e decidevano sulla vita e sulla morte dei semplici cittadini. Tanti paragonano il nazismo al comunismo, ma non è possibile mettere sullo stesso piatto due ideologie diverse. Il nazismo fin dal principio è una ideologia criminale e disumana, invece i fondamenti del comunismo sono completamente diversi. Ma se invece dobbiamo rivedere i risultati, che hanno prodotto entrambe le ideologie, i crimini del comunismo non sono tanto meno di quelli del nazismo, la differenza è che le vittime principali del regime comunista, erano i russi stessi. Ma Chi c’era dietro le quinte all’epoca? Chi aveva dato il via al macello? Forse gli agnelli di oggi erano i lupi di ieri? 

Ecco le parole del presidente Putin alla cerimonia della consegna della famosa biblioteca di Schneerson al Museo ebraico di Mosca.

Putin dice: “La decisione di nazionalizzare la biblioteca Schneerson è stata presa dal primo governo dell’Unione Sovietica. E l’80-85 per cento dei membri del primo governo dell’Unione Sovietica erano ebrei. E questi ebrei, guidati da falsi principii ideologici, hanno arrestato e represso membri del giudaismo, del cristianesimo, dell’Islam e delle altre religioni. Non hanno fatto differenza. Grazie a Dio questi paraocchi ideologici e falsi pensieri sono crollati”. 

Io dico, che nel nostro mondo “libero” noi rimaniamo ignari e vergini, abbiamo briciole di verità e con queste briciole non riusciremo mai a pulire la coscienza e insegnare ai nostri figli di vivere nell’onestà.

L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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Tags:
GULAG, Iosif Stalin, Vladimir Putin
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