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    Le proteste di Pegida a Colonia, Germania, il 9 gennaio, 2016.

    Crudeltà tedesca e complicità europea

    © REUTERS/ /Wolfgang Rattay
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    Davvero il popolo poteva essere ignaro di tutti gli orrori o soltanto preferiva chiudere gli occhi, di far finta di non capire, che cosa accadeva appena fuori dalla porta di casa? Se domani spariscono i tuoi vicini, ti domandi, che cosa gli sarà successo, in quanto si tratta dei tuoi colleghi, amici, insegnanti, alunni, inquilini?

    La Germania è responsabile dei peggiori crimini contro l'umanità nella storia europea. Spesso mi domando come poteva accadere tutto ciò, e non intendo soltanto gli ebrei sterminati nei campi di concentramento, ma scrivo di una crudeltà infinita nei confronti dei civili e prigionieri dei paesi occupati nell’est europeo, zingari e disabili.

    I tedeschi hanno preferito e tutt’ora preferiscono non vedere i crimini dell’epoca del nazismo. Si, hanno riconosciuto l’Olocausto con gran fatica, scaricando comunque la colpa principale sui vertici del partito e ricordando molto bene le sofferenze dei tedeschi stessi, dimenticando però dell’altro olocausto, causato ai popoli dell’URSS. Di questo si cerca di non parlare, si cerca di dimenticare, riconoscendo lo sterminio dei 6 milioni di ebrei e rigettando la responsabilità degli omicidi di massa nei confronti dei popoli slavi (russi, bielorussi, polacchi, ucraini). Si cerca di cancellare dalla storia il termine dello “schiavo slavo”, dimenticare il generalplan “Ost”. Con l’approvazione silenziosa dell’Europa, i soldati sovietici liberatori vengono rappresentati come bande di assassini e stupratori per influenzare e sovvertire l’opinione pubblica.  Certamente i fatti di violenza accadevano, è inutile negarlo, ma non come li presentano alcuni autori occidentali, incolpando il soldato sovietico, che magari aveva perso i suoi cari, ammazzati dai tedeschi in qualche fosso o nel campo di morte, e paragonandolo al nazista, quale eseguiva i comandi diretti e disumani dei vertici del terzo Reich.

    I complici diretti di questa politica sono i paesi occidentali, che cercano in ogni modo di riscrivere gli esiti del secondo conflitto mondiale, di annullare l'atto eroico compiuto dal popolo sovietico. Tutto ciò è talmente raccapricciante, visto che l'enorme sacrificio dell’URSS per salvare l’Europa dal nazismo e il costo pagato in vite umane non è paragonabile a nessun’altra nazione. Certamente il soldato sovietico non poteva dare la completa liberazione all’Europa, perché anche lui non era libero, ma mettere in discussione il merito e lo spirito nell’abbattimento del regime nazista, lo trovo irreverente. 

    Gli europei non amano trattare l’argomento della collaborazione con la Germania durante l’occupazione tedesca. Hanno dimenticato abbastanza in fretta il loro contributo, il quale ha permesso a Hitler di acquisire una potenza inimmaginabile. Rimangono chiusi gli archivi delle corporazioni americane e europei, il loro rifiuto di parlare degli affari con la Germania nazista si spiega come essi possano diventare sconvenienti e dannosi non soltanto per le corporazioni stesse, ma anche per l’occidente in generale. Senza giri di troppe parole, si può affermare, che tutta l’Europa, escludendo l'Inghilterra, lavorava per aumentare la potenza bellica e industriale della Germania. In quanti milioni di vite sovietiche si può quantificare l’acciaio svedese, gli aerei francesi e le armi belghe, solo alcuni degli aiuti europei al regime nazista?

    Tornando ai giorni nostri, si può dire che nulla è cambiato, come negli anni 30-40, si cerca di isolare la Russia. L'Europa dimentica che prezzo ha dovuto pagare una volta per la stessa politica stupida, cercando di togliere ai russi il loro ruolo storico nella ricerca degli equilibri mondiali. Come negli anni 30, la Russia venne considerata come il pericolo maggiore per la stabilità europea, dando credito alle voci isteriche dell' odierna classe politica. Questi pigmei della politica moderna, da parecchio hanno messo nell’archivio della coscienza le lezioni amare del passato, loro continuano a condurre l’Europa in un vicolo cieco, uscire dal quale sarà impossibile.  E come nel passato, quando la Francia e Inghilterra, due paesi, due garanti di pace nell’Europa, accecati dalla paura e odio verso la Russia sovietica, hanno ceduto davanti alla crescente minaccia della Germania nazista, oggi, nelle condizioni di instabilità globale e con la permanente minaccia del terrorismo islamico, si dà il credito ai paesi come la Turchia con la sua islamizzazione strisciante e l'Ucraina nazionalista, rinunciando al dialogo costruttivo e importantissimo con la Russia. I russi si girano sempre di più verso l’est, si allontanano dall’Europa ambigua e indecisa, tutto questo accade sotto i nostri occhi, oggi, adesso, e i popoli europei, come tanti anni fa, guardano immobili e paralizzati, incapaci di reagire e difendersi.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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