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    Rublo russo

    Il Rublo è la prova inconfutabile della lotta mediatica alla Russia

    © Sputnik. Iliya Pitalev
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    Antonio Campa
    di Antonio Kampa
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    Cosa mai può avere in comune il Rublo e l’informazione occidentale spassionatamente anti russa? Vivendo in Russia devi essere aggiornato sul cambio Euro/Rublo, quindi per forza di cose ti ritrovi a leggere articoli scritti in occidente riguardante la moneta russa.

    L’opinione su una persona è sempre soggettiva, figuriamoci quindi quante idee diverse possono esserci riguardo un Capo di Stato e il suo operato, ma quando si parla di numeri, di matematica ed economia allora il discorso cambia, perché i numeri non possono essere soggetti a libera interpretazione, in quanto sono già il risultato di un processo avvenuto.

    Vivo a Chelyabinsk da un anno e mezzo, e come ogni Europeo l’interesse per l’andamento del rublo è costante, quasi come il risultato di una partità di serie A che inizia il Lunedi mattina e finisce il Venerdì sera. Arrivai in Russia il 26 Settembre del 2014, e di li a novembre, iniziai a leggere da un giorno all’altro che il Rublo stesse crollando, il 16 Dicembre 2015, con il cambio Euro/Rublo a 91 iniziai a pensare che in Europa avevano previsto tutto, la Russia ritorna alla crisi del 1998. Era difficile farsi una idea propria; da un lato giornali popolarissimi e soprattutto TECNICI, ossia del settore, senza mezzi termini parlavano di code di sovietica memoria ai supermercati per comprare prodotti a prezzi che sarebbero rimasti solo nei nostri ricordi.

    Io in effetti mi ricordo che il 26 Dicembre andai al supermercato e caricammo il carrello di cibo in vista dell’anno nuovo, e in effetti in tutti i negozi c’era un via vai di consumatori pronti ad acquistare di tutto; però a differenza mia erano molto calmi, ridevano e si preparavano con serenità all’anno nuovo; bisogna considerare che in Russia il 25 Dicembre è lavorativo quindi l’anno nuovo è la prima grande festa in ordine cronologico in questo periodo e posso assicurare che si cucina l’impossibile. In effetti il cambio Euro/Rublo dopo solo 8 giorni dal fatidico 16 Dicembre 2015, si attestò a quota 66,88, un recupero record da quelli che una nazione europa può solo sognare, in primo luogo per il semplice fatto che non è padrona del suo sistema monetario. In ogni caso, dall’inizio del 2016 molti di questi giornali europei, scartate le code di sovietica memoria, inizarono a battere sulla povertà crescente, l’inflazione a doppie cifre e il PIL in calo. Vi dirò, questa volta, complice anche una comprensione maggiore del russo, ho ragionato su quello che stava accadendo e sono giunto ad una conclusione. Più il corso Euro/Rublo scendeva e più i giornali nostrani smettavano di parlare dell’argomento, ad Aprile il cambio raggiunge i 53 Rubli per 1 euro, e a fine Luglio il cambio si riattestava ai valori di fine anno, ossia 65/66 Rubli per 1 Euro.

    Mi resi conto che un argomento toccato da tutti i giornali, amplificato fino a al punto che anche i miei genitori iniziarono a preoccuparsi, ad un tratto sparì nel nulla; magari il fatto che la Russia riesce a risolvere una crisi valutaria in tre mesi perché pienamente padrona dei suoi poteri non fa scoop, non saprei cosa dire, fatto sta che ad Agosto il dubbio divenne certezza: i giornali occidentali amano parlare male della Russia e darne una visione fiacca e piena di problemi, il cambio iniziò ad aumentare nuovamente e di colpo ia di nuovo con articolo sulla crisi del Rublo. Come si suol dire, sbagliare è umano ma perserverare è diabolico.

    Come ho già detto i numeri non mentono, quindi vorrei che qualcuno mi spiegasse perché, se il corso Euro/Rublo inizia a salire allora tutti i giornali, economici e non, si occupano dell’affare spiegandone le cause, quasi sempre frutto di una malagestione russa e di una economia che dipende troppo dalle materie prime; viceversa se il cambio scende la notizia passa inosservata, anonima senza nessun riferimento. Il mio lavoro qui in Russia, nonché il mio modo di vivere e di pensare, mi ha sempre imposto di non dare sentenze se non si hanno prove inconfutabili e certe; però insomma vedere come i media italiani ed europei seguono l’andamento del Rublo non lascia spazio all’immaginazione. Sono sempre più convinto che in molti vogliono trasmettere informazioni faziose e tendenziose, e che la verità, o meglio l’interpretazione oggettiva dei fatti stiano diventando un lusso molto più costoso di i-phone e tecnologie varie.

    Per carità ognuno può avere le sue idee e le può esprimere, anzi deve farlo perchè il dibattito, la dialettica è alla base del nostro essere umano, però qui la mia denuncia muove su un altro binario, nel caso della trattazione del cambio Euro/Rublo il vizio è stato oggettivo; molti media hanno volutamente deciso di seguire una notizia a fasi alterne, o per meglio dire quando faceva comodo a creare una determinata idea di Russia e dello stato della sua economia; e quel che più fa scalpore è che il cambio Euro/Rublo è di per se una notizia oggettiva poiché fatta di cifre. Quindi qui l’opinione, l’interpretazione centra poco, qui si parla di vera e propria distorsione della realtà. Vorrei concludere dicendo che la soddisfazione che provo nel lavoro che faccio, ossia il ricercatore, nasce dal fatto che mi è stata data l’opportunità di spiegare realmente la situazione economica italiana ed europea, inoltre mi sono stati dati gli strumenti (studio e lingua) per poter comprendere meglio il sistema Russo; da questi due presupposti nasce una analisi oggettiva che vuole sempre raffiugare una situazione economica vera, reale e non distorta. Adesso, come potete intuire non guadagno fortune col lavoro che faccio, ma posso dire a gran voce di essere fiero del lavoro che faccio, perché è volto a raffiguare dati autentici e reali.

    L'opinione dell'autore può non coincidere con la posizione della redazione.

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