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Un'esplosione ha devastato Beirut martedì, provocando decine di morti e migliaia di feriti, in aggiunta alcune zone della città sono rimaste completamente distrutte.


Al momento gli investigatori stanno cercando di ricostruire le circostanze ed i motivi della potente esplosione, ma dalle analisi preliminari emergerebbe che 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, un materiale chimico altamente esplosivo, siano state immagazzinate in un deposito portuale senza le dovute misure di sicurezza.

 

Il porto di Beirut è devastato a seguito dell'esplosione del 4 agosto. Almeno 100 persone sono morte e migliaia sono rimaste ferite. Quasi 300mila abitanti sono rimasti senza casa poiché vaste parti della capitale libanese sono state completamente distrutte dall'esplosione e dalla conseguente onda d'urto.

 

Il primo ministro libanese Hassan Diab ha ipotizzato che la devastante esplosione sia avvenuta per colpa di un enorme deposito di nitrato di ammonio, un materiale chimico altamente esplosivo, rimasto in un magazzino per sei anni senza le dovute misure di sicurezza.

 

Il Presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte in una telefonata con Diab "ha espresso profonda solidarietà del Governo italiano per la tragica esplosione avvenuta a Beirut". L'Italia ha provveduto all'invio di personale e materiali, e secondo Conte "è pronta a fornire ogni ulteriore assistenza richiesta".

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