A Singapore mischiano il petrolio russo con quello di altre fonti per l'export

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L'auto presidenziale del capo di stato della Repubblica di Singapore - Sputnik Italia, 1920, 19.01.2023
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La domanda di serbatoi per petrolio cresce esponenzialmente a Singapore, con l'aiuto di questi contenitori viene mischiato il petrolio russo con una certa quantità di petrolio da altre fonti per poi essere riesportato. A riferirlo è Bloomberg, che cita alcune fonti.
"La domanda di serbatoi a Singapore è salita alle stelle a causa dell'aumento dell'interesse e dei guadagni dal mischiare petrolio economico dalla Russia con quello di altre fonti", riporta Bloomberg le parole di un operatore dei serbatoi e specialista in logistica. Secondo questi, questo processo potrebbe aiutare a nascondere la provenianza russa del petrolio.
Secondo William Tana, vice-presidente della compagnia di consulting di Singapore Miyabi Industries, i trader e i fornitori di carburante sono ora impegnati a conservare e mischiare il petrolio russo per via dei "guadagni molto buoni" derivanti da quest'attività.
"Una parte di questo carburante mescolato può venire conservata a Singapore o essere venduta ai paesi vicini, quali Indonesia e Vietnam", ha affermato Tana.
I flussi di petrolio russo in Asia e nel Medio Oriente sono cresciuti, dopo che i compratori occidentali hanno rifiutato i carburanti provenienti dalla Russia a causa della situazione in Ucraina. Secondo Bloomberg, la tendenza all'aumento delle forniture dalla Russia in Asia e il ruolo crescente degli snodi di smistamento potrebbe intensificarsi ancora di più nelle prossime settimane, poiché l'Europa si sta preparando ad imporre nuove sanzioni contro i prodotti petroliferi russi dal 5 febbraio.
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Singapore non ha vietato l'importazione di petrolio russo o prodotti petroliferi derivati, sebbene sia vietato agli enti finanziari dell'isola-stato di fare affari con i prodotti e le compagnie russe.
Il presidente di Trasneft, Nikolay Tokarev, a fine dicembre ha detto che la potenza di versamento di petrolio al porto di Kozmino, Russia, dal quale viene scaricato il petrolio che verrà poi esportato soprattutto verso i paesi dell'Asia-Pacifico, è cresciuta in un anno di 12 milioni di tonnellate, arrivando a 42 milioni. Al giorno d'oggi il porto lavora a pieno regime.
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