- Sputnik Italia, 1920
La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Un segno ucraino. Anatomia dello scontro militare moderno

© AFP 2023 / LMARS ZNOTINSMilitari lettoni e la bandiera della Nato
Militari lettoni e la bandiera della Nato - Sputnik Italia, 1920, 16.01.2023
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A dar retta ai molti politici d'occidente, diventa assolutamente impossibile da comprendere il significato ed i meccanismi del conflitto nell'Ucraina moderna.
Ecco qua, il presidente degli Stati Uniti Biden il quale cerca di disfarsi a tutti i costi della partecipazione diretta dei militari americani nel conflitto, ma, allo stesso tempo, riferisce ad ogni passo che gli Stati Uniti stanno fornendo armi per miliardi di dollari USA. Se miliardi sono spesi ai bisogni militari dell'Ucraina, ne segue che gli interessi ucraini sono straordinariamente importanti per gli Stati Uniti. Ma se l'esercito americano non vuole combattere lì, allora probabilmente non sono così importanti. Ma cosa sono questi qua rifornimenti di molti milliardi? Aiuto non rimborsabile? Business vantaggioso? Investimenti? Una tale macchinazione politica? Non ci sono risposte, c'è una foschia cieca.
Oppure ecco le rivelazioni ultime dell'ex-cancelliera tedesca Merkel secondo i quali i protocolli di Minsk erano solo una dilazione per l'Ucraina, dalla quale ne consegue che nessuno avrebbe stabilito la pace. Allora si ha che la Russia è stata raggirata. Ma a che fine? Proteggere l'Ucraina od attaccarci di per sé stessi? Allora perché c'era un necessità da raggirare, se era possibile da semplicemente fare ciò che la stessa Germania raccomandava? Oppure la Germania raccomandava a priori ciò che era impossibile da realizzare? Così si può arrivare alla domanda se i bari politici possono incassare un colpo di candelabro, ma oggi sembra molto più importante da iniziare a dissipare la foschia attorno alla situazione attuale. Dopotutto, la situazione si è sviluppata in questo modo, e non in modo diverso. Cosa ha portato a questo, quali sono i motivi? E come è possibile uscire da questa situazione, perché sta diventando sempre più pericolosa? Quindi, iniziamo l'analisi con le origini degli eventi.
Soledar - Sputnik Italia, 1920, 15.01.2023
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Qual è stato il risultato della Guerra Fredda?
L'inizio di ogni nuova guerra si trova ordinariamente alla fine di quell'ultima. Il conflitto ucraino è stato preceduto dalla Guerra Fredda. La risposta, con quale risultato si è appunto concluso, ci avvicinerà alla comprensione del midollo dell'attuale conflitto, che non si limita all'Ucraina, ma offende molti paesi. Sta di fatto che i paesi dell'Occidente ed i paesi dello spazio post-sovietico, in prima fila la Russia, percepiscono diversamente i risultati di questa guerra.
L'Occidente si attribuisce inequivocabilmente della vittoria in questa guerra e considera la Russia come la perdente. E poiché la Russia è apparentemente la parte perdente, allora il territorio dell'ex-URSS e del blocco socialista è un bottino ottimo per gli Stati Uniti e la NATO, che, secondo il principio di "Guai ai vinti", passano sotto il controllo dell'Occidente. Dunque l'Ucraina è un territorio di influenza degli Stati Uniti, della NATO ma non della Russia. Quindi, tutti i pretensioni della Russia per almeno una influenza qualsiasa sulla politica ucraina, la protezione dei suoi interessi in questa regione, sono "ingiustificati", un attentato chiaro agli interessi americani e quelli della NATO. “Non abbiamo più bisogno di guardare il mondo attraverso il prisma delle relazioni tra l'Oriente e l'Occidente. La Guerra Fredda è finita”, dichiarò Margaret Thatcher all'inizio degli anni '90. Vuoi dire, la posizione dell'Oriente, della Russia non è già importante. C'è un vettore, un padrone del mondo, un vincitore.
La Russia considera questo processo in modo assolutamente diverso. In nessun modo si considera la parte soccombente. L'uscita dalla Guerra Fredda è stata causata dalle riforme democratiche nella politica e nell'economia, e il confronto militare è stato sostituito dal commercio e dall'integrazione con l'Occidente. Vuoi dire, se il tuo antagonista di ieri è diventato un amico di oggi, davvero non è una vittoria? A tale riguardo, l'URSS, e poi la Federazione Russa, non si prefissava a vincere la Guerra Fredda, ma a uscire dal confronto militare tra l'Oriente e l'Occidente, che poteva finire in un disastro nucleare. Mosca, in abbinamento con a Washington, hanno trovato questa via d'uscita, avendo raggiunto non tanto obiettivi per sé personalmente, ma per il mondo intero in somma.
Questa via d'uscita non implicava punto un assorbimento dell'Oriente da parte dell'Occidente, un vassallaggio dello spazio post-sovietico economico, giuridico e culturale. Si trattava di una cooperazione paritetica e una costruzione congiunta della realtà politica ed economica nuova. Sicché vediamo chiaramente due approcci alla fine della Guerra Fredda: il trionfo dei vincitori da un lato e la costruzione di un mondo nuovo, una civilizzazione nuova dall'altro. E sulla base di questi approcci che gli eventi si sviluppino in futuro.
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Un mondo nuovo o le colonie nuove dell'Occidente?
L'Unione Sovietica sgretolò nell'anno di 1991, ma nell'anno di 1992 fu creata l'Unione Europea, con la quale lo spazio post-sovietico, ivi compresa la Russia, riponeva grandi speranze. Sembrava che qui fosse un mondo nuovo, una formazione sovranazionale nuova, una svolta nuova nella storia della civilizzazione europea. La Russia, come altri stati dell'ex blocco socialista e dell'URSS, si considera in futuro come un membro paritetico di questa Unione. Si schiera la dottrina "L'Europa da Lisbona a Vladivostok".
In questa situazione, la Russia saluta non solo la riunificazione della Germania, ma anche l'ingresso nell'UE dei suoi ex alleati e anche delle ex repubbliche dell'URSS. L'integrazione economica con l'Occidente negli anni '90 fu in primo luogo per la Russia; Mosca ne vede la chiave del suo successo come uno stato moderno. Intanto il governo della Russia non sente alcun particolare desiderio di trarre a se le ex repubbliche sovietiche, ivi compresa l'Ucraina. La maggioranza delle repubbliche sovietiche esisteva grazie ai sussidi dal centro, va letto come dalla Russia. I governi di questi paesi percepiscono pacche sulla spalla in modo amichevole, ma cercano di sbarazzarsi del loro fardello economico il più presto possibile.
La Russia, più velocemente dell'Ucraina, inizia a integrarsi nel mercato europeo. Dopotutto, la Russia ha una quantità enorme dei sorgenti di energia ricercati in Europa, mentre l'Ucraina, al contrario, non è in grado di acquistare i sorgenti di energia ai prezzi europei. L'indipendenza dell'Ucraina avrebbe potuto finire in un collasso economico, se non fosse stato per il Sud-Est di essa, dove ora si svolgono combattimenti accaniti. Il Sud-Est ha incorporato l'Ucraina nella ripartizione internazionale del lavoro con le sue capacità produttive enorme e l'industria sviluppata. Non si usa parlarne, ma negli anni '90 precisamente il Sud-Est di lingua russa ha salvato l'economia, e con essa l'indipendenza politica dell'Ucraina.
Adesso prestiamo attenzione a qualcos'altro: dagli anni '90 in Europa e ai suoi confini ha iniziato a sorgere una serie dei collisioni etnici gravi e delle guerre, in cui milioni di persone sono state coinvolte. Fino all'anno di 1991 non si osservava un tale numero dei collisioni etnici. Tutto ciò ha portato al collasso della Jugoslavia, alla perdita dell'integrità di Georgia, Moldavia, Siria. Dal punto di vista del paradigma dell'unificazione dell'Europa, ciò è privo di senso. Dopotutto, il senso di questa unificazione non è la frammentazione dell'Europa in tanta millanta dei stati piccoli, ma, al contrario, la creazione di un'unione sovranazionale enorme dei popoli, e questi popoli non hanno bisogno di massacrarsi, di moltiplicare i confini, ma costruire insieme un mondo comune nuovo. Cosa c'è che tocca?
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Se basiamo questo sul concetto a cui la Russia aveva anticamente aderito. Ma se procediamo dal concetto della vittoria dell'Occidente nella Guerra Fredda, allora i collisioni etnici hanno un senso completamente diverso. E questo senso è stato ripetutamente pronunciato, ad esempio, alla riunione degli Stati maggiori riuniti il ​​24 ottobre 1995, il presidente degli Stati Uniti Bill Clinton dichiarò: “Sfruttando gli errori della diplomazia sovietica, l'arroganza estrema di Gorbačëv e del suo contorno, ivi compresi quelli che ha assunto apertamente una posizione proamericana, abbiamo ottenuto ciò che il presidente Truman stava per fare all'Unione Sovietica per mezzo della bomba atomica".
Da ciò possiamo trarre una conclusione che non tutti i politici occidentali volevano creare un mondo giusto nuovo. La loro mira era da distruggere il nemico dell'URSS, della Jugoslavia e di altri paesi. E poi l'estremizzazione dei collisioni interetnici è abbastanza logica, indeboliscono il nemico, ed in caso della vittoria aiutano a smembrare il suo paese per comodità dell'assorbimento da parte del vincitore.
Il reale stato delle cose non ha importanza in tali circostanze. La situazione è volutamente pilotata. Da un lato, i rappresentanti della nazione titolare sono dichiarati gli organizzatori del genocidio, distruggendo la lingua e la cultura estranea e compiendo pulizie etnice. Per contro, i rappresentanti di una minoranza nazionale che vivono d'un modo compatto in alcune parti del paese sono dichiarati separatisti e una minaccia per lo stato. Questa tattica è rinomato fin dall'età antica ed era usata dall'Antica Roma. Ma sembra che adesso non si tratta di costruire un impero schiavistico nuovo? Oppure si tratta, ed a Washington, per esempio, lo spazio post-sovietico è considerato come tale province di un impero grande che hanno già la sua propria metropoli, e dovrebbero essere protette dalle invasioni dei barbari che non vogliono sottomettersi a questo impero?
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Dunque, abbiamo due strategie politiche: l'integrazione economica e politica dei paesi, dove il vantaggio reciproco è messo in cima, e assorbimento di alcuni paesi da parte di altri paesi, dove gli interessi dei paesi assorbiti non sono presi in considerazione. E questi paesi assorbiti possono essere scomposti, dichiarati come emarginati, conquistati.
Per quanto concerne la Federazione Russa, con la sua uscita dalla crisi causata da un cambiamento brusco del corso politico ed economico, si trova sempre più di fronte a un desiderio chiaro di indebolirla, umiliarla, spiazzarla, è sempre più dichiarata uno stato canaglia, nonostante il suo potenziale economico sia in crescita. La crescita del potenziale economico dove aumentare l'influenza del paese, e questo dovrebbe essere plaudito con favore nel mondo dell'Occidente. Ma c'è qualcosa di contrario che va. L'influenza della Russia non solo non è plaudita con favore, ma è dichiarata come sbagliata, criminale e corrotta.
È proprio qui che dovremmo soffermarci più in dettaglio. Dunque, la Russia prende la democrazia d'occidente come un modello, attua riforme ed inizia a integrarsi nel mondo occidentale. Dal punto di vista della costruzione della casa comune europea, questo dovrebbe essere plaudito ed incoraggiato. L'Europa riceve un compagno pacifico ed economicamente prospero, i suoi mercati, le sue risorse, che fuori di dubbio la rafforzano di una decade. Ma se siamo guidati dalla mentalità coloniale, allora non tollereremo la crescita economica e l'indipendenza di una colonia lontana. Le province non dovrebbero superare la loro metropoli, né finanziariamente, né politicamente, né culturalmente.
C'è l'UE, che impegnava nella costruzione di una realtà economica nuova. E c'è la NATO, creata nell'anno di 1949, che si opponeva all'Oriente, principalmente all'URSS ed alla Russia. Ricordiamo le parole del primo segretario generale della NATO Hastings Ismay: "Tenere l'Unione Sovietica fuori (dall'Europa), gli americani — dentro ei tedeschi — in una posizione subordinata". Vuoi dire, l'ideologia della NATO è gli Stati Uniti nell'Europa, e anche in una posizione dominante, ma la Russia – no.
E come dovrebbe la Russia trattarlo? Però, ha onestamente posto essa fine alla Guerra Fredda, ma gli Stati Uniti, la NATO, sembrano di no. Si ha che l'unificazione con l'Occidente preparata per essa non va alle condizioni paritarie, ma alle condizioni dell'assorbimento economico e politico. Da qui nascono le richieste di Mosca di smettere di muoversi verso i confini della Russia e di revisionare i posizioni e gli accordi. E ora osserviamo che il concetto della NATO ha distrutto non solo l'integrazione della Russia nell'Europa, ma ha anche fatto un segno di croce sull'espansione dell'Europa ed al suo sviluppo. Vuoi dire, dei due approcci che presentiamo qui, uno ha chiaramente stravinto l'altro.
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Passiamo dal quadro generale direttamente ai rapporti tra la Russia e l'Ucraina. Cominciamo col fatto che i rapporti di questi paesi hanno la loro storia specifica. Questi rapporti sono più intimi che l'interazione tra l'Inghilterra e la Scozia, o tra gli Stati del Nord e del Sud. L'Ucraina era come parte della Russia per più di trecento anni, il che ha influenzato la sua cultura, la composizione etnica e la mentalità. L'Ucraina ottenne la sua indipendenza nell'anno di 1991 non a seguito di una lotta di liberazione nazionale, ma in via convenzionale con Mosca. La realtà economica e politica nuova spinge l'élite russa non solo a concedere l'indipendenza all'Ucraina, ma anche a spingerla verso di essa. In quel tempo nessuno ha visto un conflitto armato tra i due stati nuovi nemmeno in un incubo. Gli ucraini vedevano la Russia come una potenza amica e il popolo russo come fratelli, e queste simpatie erano reciproche.
Per molto tempo in Russia prevale il concetto di "Un'altra Russia" rispetto all'Ucraina, che implica i rapporti molto più intimi rispetto, ad esempio, alla Gran Bretagna e il Canada. C'era un proverbio popolare per uso casalingo: "Abbiamo un popolo, ma gli stati diversi". Gli ucraini ed i russi erano molto interessati alla vita politica dei loro vicini, cosa che puoi chiedere, ad esempio, al presidente in carica dell'Ucraina Zelensky, che guadagnava soldi con la satira politica, di regola sulla politica di entrambe le potenze.
Tuttavia, è proprio sull'esempio dell'Ucraina che si può vedere chiaramente come il concetto della creazione di uno spazio politico ed economico comune sia sconfitto dal concetto della pigiata la Russia dall'Europa. Dalla rivoluzione prima di Maidan nell'anno di 2005, l'Ucraina ha costruito una politica anti-russa a livello dell'ideologia statale. Peraltro, si vede distintamente che questa politica ha una sagoma riga modello della Guerra Fredda. Vuoi dire, gli ucraini erano psicologicamente rivoltati contro i russi a causa del sostegno degli alcuni politici, dei cambiamenti nel programma educativo, nella cultura e nella trasmissione nazionale dei mass-media. E tutto questo è andato sotto il mantello delle riforme democratiche, cambiamenti positivi sostenuti da tutti i tipi delle organizzazioni occidentali ed internazionali.
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Era difficile definirlo come un processo democratico. Semplicemente l'imposizione delle forze filo-occidentali era messo in atto nella politica, nei media, nell'economia, nella società civile. La democrazia d'occidente si stabiliva con metodi assolutamente antidemocratici. E oggi, più che mai, una domanda diventa importante: il regime politico dell'Ucraina è una democrazia?
All'interno della stessa Ucraina dall'anno di 1991 esistevano due paesi: una Anti-Russia ed una Ucraina come un'altra Russia. Una non si immagina senza la Russia, l'altra non si immagina con la Russia. Ciononostante, una tale divisione è molto artificiale. L'Ucraina ha andato una grande parte della sua storia con la Russia, è collegata ad essa culturalmente e mentalmente.
L'economia detta chiaramente una integrazione con la Russia all'Ucraina. Dopotutto, se c'è un mercato e le risorse così enormi nelle vicinanze, solo un governo di mente corta non può usarlo, tanto meno bloccarlo. Gli umori anti-russi non hanno portato altro che dolore e povertà all'Ucraina. Quindi, tutti i movimenti nazionalisti filo-occidentali predicano con consapevolezza od incoscientemente la povertà e la miseria al popolo ucraino.
Abbiamo già evocato che è esattamente il Sud-Est con la sua produzione aveva aiuto il paese ad integrarsi nella ripartizione globale del lavoro. Si ha che la valuta principale del paese è stata guadagnata dall'Est, una regione vasta di lingua russa. Naturalmente, ciò non poteva fare a meno di influire sulla rappresentanza politica nel governo ucraino. Il Sud-Est aveva più risorse umane e finanziarie, che non si adattavano al quadro filo-occidentale dell'Ucraina. Lì vivevano le persone troppo orgogliose, troppo libere, troppo ricche.
Sia la prima che la seconda rivoluzione di Maidan erano dirette contro Viktor Janukovych, l'ex governatore della città di Doneck, il leader del Donbass e delle forze politiche centriste non nazionaliste. Il sostegno elettorale di tali forze era molto sostanziale, l'Ucraina non voleva essere Anti-Russa di molto lunga durata. Il presidente Juščenko, arrivato sull'onda della rivoluzione prima di Maidan, ha perso molto rapidamente la fiducia del popolo, per la maggior parte, a causa della sua politica anti-russa.
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E poi una tendenza interessante nella politica ucraina è osservata. Le elezioni dopo la rivoluzione seconda di Maidan sono vinte dal presidente Porošenko, che promette l'ottenimento della pace con la Russia in una settimana. Vuoi dire, è stato eletto come un presidente di pace. Eppure, è diventato un presidente di guerra, non ha rispettato gli accordi di Minsk e ha perso in maniera clamorosa le elezioni successive. È stato sostituito da Vladimir Zelensky, che promise la pace anche lui, ma divenne la personificazione della guerra. Vuoi dire, la pace è promessa al popolo ucraino e poi il popolo viene ingannato. Avendo conquistato il potere con la retorica della pacificazione, già il secondo leader ucraino assuma una posizione estremamente radicale. Se avesse avuto una tale posizione all'inizio della campagna elettorale, nessuno lo avrebbe eletto.
E adesso ritorniamo al concetto generale di questo articolo. Se qualcuno dice che ha intenzione di costruire un pace nuovo con i suoi vicini, ma semplicemente fa valere i suoi interessi, non badando alla qualsiasi cosa, anche alla guerra, anche alla guerra nucleare, allora ovviamente non ha intenzione di costruire qualcosa. Così si comportava l'ex presidente dell'Ucraina Porošenko, così si comporta il presidente in carica Zelensky, ma non solo loro. È così che si comportano l'amministrazione della NATO e molti politici americani ed europei.
Zelensky ha semplicemente soffocato ogni opposizione prima dello scontro armato, facendo valere gli interessi del suo partito, non ha costruito lui alcuna pace. In Ucraina, politici, giornalisti, attivisti pubblici che parlavano di pace e dei rapporti di buon vicinato con la Russia sono stati repressi prima del conflitto militare, i loro mass media sono stati chiusi senza qualsiasa legittima ragione e le loro proprietà sono state saccheggiate di rapina. Quando le autorità ucraine sono state rimproverate per aver violato la legge e la libertà di parola, la risposta è stata che il partito di pace era "una fungaia di traditori e propagandisti". E l'Occidente democratico era soddisfatto dalla questa risposta.
La situazione reale non era così semplice e piatta. I "traditori e propagandisti" rappresentavano, anche nel Parlamento, non solo la parte del leone dell'elettorato, ma anche la base del potenziale economico del paese. Sicché il colpo è caduto non solo sulla democrazia, ma anche sul benessere dei cittadini. La politica di Zelensky ha portato al grado che il gente ha iniziato a abbandonare l'Ucraina in massa a causa delle condizioni economiche e sociali, delle repressioni e dell'aizzamento politico. Ci sono molti politici ucraini, giornalisti, uomini d'affari, personalità della cultura e della chiesa tra loro, che hanno fatto molto per questo paese. Queste persone sono state escluse dalle autorità ucraine fuori dalla politica e dalla vita pubblica, sebbene abbiano diritto alla loro posizione, nientedimeno di Zelensky e della sua squadra.
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Il business del Sud-Est è sotto molti aspetti legato alla Russia ed ai suoi interessi, quindi il conflitto ha cessato di essere una questione esclusivamente interna. La Russia ha affrontato la necessità non solo di proteggere i suoi propri interessi economici, ma anche l'onore e la dignità internazionali, che, come abbiamo mostrato sopra, sono state sistematicamente negate a essa. E non c'era nessuno per appianare questa situazione. I membri del Partito di pace ucraino sono stati dichiarati come traditori e il Partito di guerra ha preso il potere. Il conflitto è passato oltre ed è diventato internazionale.
Sembrerebbe che ci sia ancora la politica europea, ma sostiene massicciamente Zelensky, trascinando l'Europa nella guerra e nella sua stessa crisi economica. Adesso non è più l'Europa che insegna la politica all'Ucraina, ma l'Ucraina insegna all'Europa come raggiungere il declino economico e la povertà con l'aiuto della politica di odio e d'intransigenza. E se l'Europa continua a portare avanti questa politica, l'Europa sarà trascinata in una guerra, possibilmente la quella nucleare.
Ora ritorniamo al punto da dove abbiamo iniziato. La Guerra Fredda si è conclusa con la decisione politica per la costruzione di un mondo nuovo dove non ci siano guerre. Si vede bene che un tale mondo non è stato costruito, che la politica mondiale di oggi è tornata dove iniziava la riduzione della tensione. E adesso ci sono solo due uscite: scivolare in una guerra mondiale e in un conflitto nucleare, o ricominciare il processo della riduzione della tensione, per il quale è necessario tenere conto degli interessi di tutte le parti. Ma è necessario riconoscere politicamente per questo che la Russia ha i suoi interessi, che devono essere presi in considerazione nella costruzione della riduzione nuova della tensione. E, quel che conta di più, di giocare onestamente, non ingannare nessuno, non far entrare la foschia e non cercare di fare soldi con il sangue di qualcun altro. Ma se il sistema politico mondiale non è capace dell'onorabilità elementare, accecato dall'orgoglio e dai propri interessi mercantili, allora ci aspettano tempi ancora più difficili.
Il conflitto ucraino o crescerà ulteriormente, diffondendosi in Europa e in altri paesi, o sarà circoscritto e risolto. Ma com'è possibile risolverlo se il partito di guerra regna incondizionatamente in Ucraina, scatenando l'isteria militare, che ha già oltrepassato i confini del paese, e per qualche ragione l'Occidente la chiama democrazia con caparbietà? E questo partito di guerra dichiara un numero infinito di volte che non ha bisogno di alcuna pace, ma ha bisogno di più armi e denaro per la guerra. Queste persone hanno costruito la loro politica ed il loro business sulla guerra, aumentando notevolmente le loro gradimenti internazionali. In Europa e negli Stati Uniti vengono accolti con furiose ovazioni, non dovrebbero essere poste domande scomode, dubitare della loro sincerità e veridicità. Il partito della guerra ucraino guadagna trionfo dopo trionfo, mentre non si osserva alcuna sterzata militare.
Ma il partito di pace ucraino non è favorito né in Europa né negli Stati Uniti. Questo suggerisce con eloquenza che la maggioranza dei politici americani ed europei non vuole la pace per l'Ucraina. Ma questo non significa interamente che gli ucraini non vogliano la pace, e il trionfo militare di Zelensky è più importante per loro delle loro vite e delle loro case distrutte. Semplicemente le persone che si battevano per la pace sono stati calunniati, intimiditi e repressi su indicazione dell'Occidente. Il partito di pace ucraino semplicemente non si adattava alla democrazia occidentale.
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E qui sorge una domanda, se il partito di pace e di dialogo civile non rientra in una sorta di democrazia, allora è una democrazia? E, forse, per salvare il loro proprio paese, gli ucraini devono iniziare a costruire la sua propria democrazia e aprire il suo proprio dialogo civile senza curatori occidentali, in quanto il risultato della gestione di loro è dannoso e pestifero. Se l'Occidente non vuole ascoltare il punto di vista dell'Altra Ucraina, allora è una faccenda che lo riguarda, ma per l'Ucraina un tale punto di vista è importante e necessario, altrimenti questo incubo non finirà mai. Quindi è necessario di creare un movimento politico dalle persone che non si sono arrese, che non hanno rinunciato alle proprie convinzioni sotto la pena di morte e di prigione, che non vogliono che il loro paese diventi un luogo di resa delle lotte intestine geopolitiche. Il mondo dovrebbe intendere parlare queste persone, non importa quanto l'Occidente richieda il monopolio della verità. La situazione ucraina è catastroficamente complicata e pericolosa, ma non ha niente di comune con quello che Zelensky dice ogni giorno.
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