Il conflitto del Tigrè potrebbe essere "uno dei più letali degli ultimi tempi"

© AP PhotoIl conflitto in Etiopia
Il conflitto in Etiopia - Sputnik Italia, 1920, 15.01.2023
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L'ex-presidente nigeriano Obasanjo, ora inviato dell'Unione Africana per il Corno d'Africa sottolinea: quello che interessa la regione del Tigrè rischia di essere tra i peggiori della più recente storia dell'umanità intera.
"Il conflitto nel Tigrè, nel nord dell'Etiopia, potrebbe aver portato a circa 600mila vittime", stima Olusegun Obasanjo, ex-presidente nigeriano dal 1976 al 1979 e dal 1999 al 2007, ora inviato dell'Unione Africana per la regione del Corno d'Africa.

"Il bilancio delle vittime è stato di circa 600.000", riferisce Obasanjo, in un'intervista al Financial Times.

Tim Vanden Bempt, che fa parte un gruppo di ricerca che indaga sulle atrocità a danno dei civili nel Tigrè presso l'Università di Gand, ha affermato che la stima di 600.000 di Obasanjo "potrebbe essere più o meno corretta", dato che la regione è rimasta bloccata per lunghi periodi, rendendo estremamente difficile quantificare esattamente l'entità dei danni dovuti al conflitto, in termini di morti:
"Sulla base dei rapporti sul campo, il numero di morti tra i soli civili potrebbe essere compreso tra 300.000 e 400.000 (...) questo per atrocità, fame e mancanza di assistenza sanitaria", ha detto Vanden Bempt.
Obasanjo ha poi ricordato che i funzionari etiopi, durante la firma dell'accordo di cessate il fuoco a Pretoria all'inizio dello scorso novembre, hanno affermato di aver fermato "mille morti al giorno".

Se questa stima fosse vera, sottolinea l'ex-presidente nigeriano, sarebbe "uno dei conflitti peggiori degli ultimi tempi".

Il conflitto nel nord dell'Etiopia è scoppiato nel novembre 2020.
Le autorità del Paese hanno accusato il Tigrayan People's Liberation Front (PTLF), che ha dominato la vita politica nazionale per quasi tre decenni, di aver attaccato una base militare e avviato un'operazione nella provincia del Tigrè.
Nel giugno 2021, i ribelli del Tigrè hanno sequestrato la città di Mekele, centro amministrativo della regione, dopodiché il governo ha dichiarato un cessate il fuoco. Tuttavia, i ribelli hanno annunciato una nuova offensiva, hanno preso il controllo di una parte della regione e hanno proseguito "sconfinando" nella regione di Amhara.
Un nuovo armistizio per ragioni umanitarie e senza scadenza fissa è stato raggiunto solo nel marzo 2022, proclamato dalle autorità etiopi per portare gli aiuti nel Tigrè, con i ribelli che hanno accettato di rispettare il cessate il fuoco. Ma in agosto, dopo un intervallo di cinque mesi, le ostilità sono riprese.
Il 2 novembre 2022, le parti in conflitto hanno siglato un accordo di cessazione delle ostilità a Pretoria e hanno concordato dieci giorni dopo una tabella di marcia per il disarmo che prevedeva prima la separazione delle forze in 4 aree assegnate a tale scopo e poi la consegna di armi pesanti, in parallelo al ritiro delle truppe straniere.
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