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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Familiari di prigionieri russi in Ucraina denunciano casi di tentata estorsione

© Sputnik . Valery Melnikov / Accedi all'archivio mediaDonbass-Ucraina, scambio di prigionieri
Donbass-Ucraina, scambio di prigionieri - Sputnik Italia, 1920, 15.01.2023
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Il commissario russo per i diritti umani denuncia presunti casi di estorsione contro parenti di soldati russi fatti prigionieri dalle forze armate ucraine.
Il difensore civico russo ha precedentemente esortato "il commissario per i diritti umani del parlamento ucraino, il comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, il comitato europeo per la prevenzione della tortura, l'alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e il comitato internazionale della Croce Rossa" a chiedere che la parte ucraina smetta di usare tortura contro i prigionieri.
Il commissario russo per i diritti umani Tatyana Moskalkova ha denunciato i presunti casi di estorsione.

“Ho ricevuto questo filmato agghiacciante il 14 gennaio dai parenti dei militari russi catturati Vladislav Kovalenko e Piotr Krikunov. Utilizzando account sconosciuti, anonimi disumani mostrano alle madri scene dei loro figli torturati e minacciano di ucciderli se non ricevono un riscatto. Ancora maggiori prove per il futuro tribunale per questi nazisti!” ha scritto la Moskalkova via Telegram.

Il funzionario russo ha accompagnato il suo post con riprese video che presumibilmente mostrano la prova di tale estorsione in atto.
Come si legge nel messaggio, il difensore civico ha affermato che i familiari dei soldati russi avevano riferito di casi in cui erano state inviate loro orribili scene di violenza usate contro i prigionieri. Tali materiali sarebbero stati accompagnati da minacce che i prigionieri sarebbero stati uccisi a meno che i loro parenti non avessero pagato una somma di riscatto.
Tatyana Moskalkova ha aggiunto, sottolineando che tali casi erano la prova che il "fascismo" non è una pagina orribile della storia, ma che è "qui e ora, tra noi":
"Esorto il Commissario per i diritti umani del parlamento ucraino, il Comitato delle Nazioni Unite contro la tortura, il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, l'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e il Comitato internazionale della Croce Rossa a chiedere che la parte ucraina rispetti immediatamente la Convenzione di Ginevra del 1949, che proibisce la tortura, la violenza e gli atti che degradano la dignità umana."
La Moskalkova ha concluso affermando che stava lavorando a un appello al capo del comitato investigativo russo Alexander Bastrykin sui casi segnalati, e ha espresso la fiducia che i soldati catturati vengano rilasciati con successo, come è avvenuto in precedenza, grazie agli sforzi congiunti del Ministero della Difesa Russo e del Servizio di sicurezza federale russo.
Intanto domenica 8 gennaio, a seguito di uno scambio di prigionieri, sono stati rilasciati 50 soldati russi, ha riferito il ministero della Difesa.
Lo scambio di prigionieri è stato il primo del 2023. Il precedente scambio di questo tipo, secondo il Ministero, è avvenuto il 31 dicembre 2022, quando 82 militari russi sono tornati dalla prigionia ucraina.
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