Muore a Roma il cardinale Pell, accusato di pedofilia in Australia ma assolto

© AP Photo / Rick RycroftIl cardinale australiano George Pell
Il cardinale australiano George Pell - Sputnik Italia, 1920, 11.01.2023
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Il prelato, ex responsabile delle finanze del Vaticano, il cardinale australiano George Pell, accusato di pedofilia in patria ma poi assolto, è morto a Roma all'età di 82 anni.
A quanto si apprende, la causa della morte del cardinale sono state le complicazioni dovute a un intervento chirurgico all'anca.
Il cardinale ha preso parte ai funerali del Papa emerito Benedetto XVI, che si sono svolti in Vaticano lo scorso 5 gennaio.
George Pell è nato l'8 giugno 1941 nella città australiana di Ballarat. Ha fatto una carriera ecclesiastica di successo nella sua terra natale: nel 1996 è stato nominato arcivescovo di Melbourne, nel 2001 - arcivescovo di Sydney.
Al conclave del 2013, quando fu eletto papa il cardinale Jorge Mario Bergoglio, che prese il nome di Francesco, Pell era considerato uno dei più probabili candidati al soglio apostolico. Nel febbraio 2014 il pontefice lo ha nominato Prefetto della Segreteria per gli affari economici, affidandogli una massiccia riforma dell'intero sistema finanziario della Santa Sede.
Uno scandalo di alto profilo attorno al cardinale Pell è scoppiato nel giugno 2017, quando la polizia australiana ha annunciato gravi accuse contro di lui per abusi sessuali su minori durante i suoi anni di servizio in patria. Papa Francesco ha concesso al prefetto un permesso a tempo indeterminato per recarsi in Australia, dove avrebbe dovuto comparire davanti a un tribunale di Melbourne.
Nel dicembre 2018, una giuria ha ritenuto il cardinale colpevole di aver aggredito sessualmente due cantanti del coro della chiesa di 13 anni nel 1996, quando era arcivescovo di Melbourne. Per ordine del tribunale, Pell è stato arrestato. Nell'agosto 2019 la Corte d'appello dello stato australiano di Victoria ha confermato la decisione del tribunale di primo grado, che ha condannato Pell a sei anni di reclusione, ma gli avvocati del cardinale hanno presentato ricorso alla High Court of Australia.
In Vaticano sono state introdotte "misure cautelari" contro Pell su indicazione di papa Francesco. Fino alla decisione finale del tribunale, al presule è stato vietato il servizio religioso, così come qualsiasi contatto con i minori. Nel febbraio 2019 la Santa Sede ha annunciato che la Congregazione per la Dottrina della Fede (già Santa Inquisizione) si sarebbe occupata del caso del cardinale Pell “nei modi e nei termini stabiliti dalle norme canoniche”.
Nell'aprile 2020, l'Alta corte australiana ha accolto l'appello di Pell con decisione unanime, scagionandolo da tutte le accuse di abuso sessuale su minori. Indicando le contraddizioni nelle testimonianze, il tribunale ha osservato che in questo caso c'erano dubbi sul fatto stesso della commissione del reato e, di conseguenza, la colpevolezza del prelato non è stata provata in modo indiscutibile. La sentenza del tribunale di primo grado è stata annullata, il cardinale è stato rilasciato e la Santa Sede ha espresso soddisfazione per questa decisione.
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