Discorso di fine anno di Mattarella: grandi difficoltà ma siamo “una democrazia matura”

© Francesco Ammendola / Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della RepubblicaIntervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in videoconferenza, alla sessione di apertura della 42° edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli.
Intervento del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in videoconferenza, alla sessione di apertura della 42° edizione del   Meeting per l’amicizia fra i popoli. 
 - Sputnik Italia, 1920, 01.01.2023
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Per la prima volta nel suo secondo mandato e per l’ottava volta in totale, il Capo di Stato ha rivolto gli auguri di Capodanno agli italiani.
Un discorso che parte descrivendo un anno intenso e difficile, che ha visto le elezioni anticipate in estate dare un risultato “chiaro” portando alla guida del governo "per la prima volta, una donna”, una “novità di grande significato sociale e culturale, che era da tempo matura nel nostro Paese, oggi divenuta realtà".
Dopo il riconoscimento per la Meloni, al quale la stessa Presidente del Consiglio ha risposto a stretto giro con un messaggio di ringraziamento per l’incoraggiamento ricevuto, Mattarella è poi passato a sottolineare come tutte le forze politiche in ballo oggi in Parlamento siano chiamate alla responsabilità, dal momento che ognuna di queste ha oramai avuto modo di governare, almeno una volta, sotto i suoi mandati, e quindi ora tutti conoscono cosa voglia dire avere responsabilità di un certo tipo.
"Si sono alternate al governo pressoché tutte le forze politiche presenti in Parlamento, in diverse coalizioni parlamentari. Quanto avvenuto le ha poste, tutte, in tempi diversi, di fronte alla necessità di misurarsi con le difficoltà del governare. La concretezza della realtà ha così convocato ciascuno alla responsabilità", ha detto il Presidente, intendendo che ora, tale esperienza, dovrebbe aver fatto maturare in tutti una “comune visione del nostro sistema democratico”.
Concetto rinforzato nel passaggio successivo: "la nostra democrazia si è dimostrata dunque, ancora una volta, una democrazia matura, compiuta, anche per questa esperienza, da tutti acquisita, di rappresentare e governare un grande Paese".
Un lungo passaggio è stato poi dedicato dal Presidente alla guerra in Ucraina, descritta come un'aggressione "folle" ma che ha visto una risposta di sostegno forte da parte dell'Italia e dell'Europa.
“La speranza, lo sforzo, è che "il 2023 sia l'anno della fine delle ostilità", ha detto Mattarella, sottolineando tuttavia che la pace non dovrà essere a tutti i costi, ma che le responsabilità dovranno ricadere “sull'aggressore non sull'aggredito".
Il discorso è poi proseguito con accenni alle manifestazioni nel mondo per i diritti, al covid, una pandemia "non ancora sconfitta definitivamente", alla necessità di rafforzare, piuttosto che indebolire, il servizio sanitario nazionale, all’inflazione, alla carenza di lavoro.
Il Presidente prende anche di petto le polemiche politico-culturali che si sono avute ultimamente su riforma fiscale ed evasione per esprimere il suo punto in proposito:
"La Repubblica è nel senso civico di chi paga le imposte perché questo serve a far funzionare l'Italia e quindi al bene comune".
Guardando al di là della crisi, Mattarella individua anche aspetti positivi nel quadro economico del Paese – c’è più fiducia, egli sostiene, e i dati dimostrano che c’è una ripresa, con imprese che ripartono, esportazioni che aumentano e il settore turistico che fa da traino dopo il picco pandemico.
“Dunque ci sono ragioni concrete che nutrono la nostra speranza ma è necessario uno sguardo d'orizzonte, una visione del futuro", ha concluso in proposito. A proposito di “visione del futuro”, Mattarella introduce poi il discorso della ricerca scientifica, della tecnologia, della transizione ecologica e quella digitale, affermando che “pensare di rigettare il cambiamento, di rinunciare alla modernità non è soltanto un errore: è anche un'illusione”.
Investire su scuola, università, e ricerca scientifica, gli altri grandi cardini dello sviluppo per il futuro, con un accenno alla grande possibilità rappresentata dal Pnrr, descritta come un'occasione che non possiamo permetterci di perdere.
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