La linea Giorgia Meloni alla sua prima conferenza stampa di fine anno

© Foto : Francesco Ammendola / QuirinaleLa delegazione del GRUPPO PARLAMENTARE “FRATELLI D’ITALIA” DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, in occasione delle consultazioni
La delegazione del GRUPPO PARLAMENTARE “FRATELLI D’ITALIA” DEL SENATO DELLA REPUBBLICA E DELLA CAMERA DEI DEPUTATI, in occasione delle consultazioni - Sputnik Italia, 1920, 30.12.2022
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Ecco il riassunto di alcuni temi principali.
La giornata di ieri è stata politicamente segnata dalla tradizionale conferenza stampa di fine anno del primo ministro, la prima di Giorgia Meloni. Occasione per fare il punto sul lavoro fatto, anche se il governo è in carica.
Ecco a voi il riassunto di alcuni temi principali:
Presidenzialismo: È una "priorità". Perché una riforma delle istituzioni "che dia stabilità e governi" come specchio delle indicazioni popolari "può solo fare bene all’Italia". La premier ribadisce di voler fare una "legge ampiamente condivisa e per questo siamo partiti dal semipresidenzialismo alla francese ma di modelli ce ne sono diversi e si possono anche inventare. Ma bisogna capire la volontà".
Covid: La situazione è "abbastanza sotto controllo", ha spiegato, anche se il test obbligatorio per chi viene alla Cina è una decisione che sarebbe più efficace se presa a livello europeo. Meloni ha confermato il no a lockdown e green pass: "Preferiamo lavorare sulla responsabilità che sulla coercizione. Il caso cinese dimostra l’inefficacia della privazione della libertà". Quanto ai vaccini, resta piuttosto fredda e li consiglia "soprattutto ad anziani e fragili".
Legalità: Rivendica l’ergastolo ostativo, "uno degli strumenti più efficaci nella lotta alla criminalità organizzata". Sulle intercettazioni, spiega che sono uno strumento efficace ma "vanno limitati gli abusi".
Reddito di cittadinanza: "Il lavoro lo creano le aziende, lo Stato non può abbattere la povertà per decreto", dice, ricordando "la misura della decontribuzione totale per chi assume a tempo indeterminato".
Riarmo: Rivendica la necessità di aumentare le spese militari: "Siamo stati gli unici a dirlo, anche dall’opposizione". Ma dà una stoccata ironica a Giuseppe Conte, che ora è super pacifista: "Voglio ringraziare il coraggioso impulso di Conte, che aumentò di tre miliardi le spese militari".
Pace: "L’Italia è pronta" a "farsi garante di un eventuale accordo di pace. È la ragione per la quale penso di recarmi a Kiev prima della fine di febbraio. Perché credo che il 24 di febbraio" ad un anno dall’inizio del conflitto in Ucraina "si possa fare una iniziativa.
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