Il Cremlino non ha informazioni sul nuovo "piano di pace" di Zelensky

© Sputnik . Natalia Seliverstova / Accedi all'archivio mediaCremlino di Mosca
Cremlino di Mosca - Sputnik Italia, 1920, 23.12.2022
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Mosca non ha alcuna informazione sul nuovo piano di pace del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ha detto venerdì il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
"No, non ne siamo a conoscenza. Abbiamo sentito dichiarazioni del presidente Zelensky su vari passi, riguardano anche un piano di pace. Ma tutto quello che ha detto il presidente Zelensky finora è stato detto senza tener conto della realtà attuale (...) che non può essere ignorato", ha riferito il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ai giornalisti.
Allo stesso tempo, il portavoce ha osservato che non sono previsti contatti preliminari in merito a un possibile incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo statunitense Joe Biden.
Giovedì, la stampa statunitense ha riferito, citando diplomatici ucraini ed europei, che l'amministrazione di Zelensky stava mettendo a punto la "formula di pace" in 10 punti inizialmente menzionata al vertice del G20 a Bali, e che probabilmente la presenterà a fine febbraio, un anno dopo l'inizio dell'Operazione militare speciale russa.

Divieto di acquisto di gas Gazprom

Peskov ha anche fatto osservare che le restrizioni per Gazprom sull'acquisto di gas da joint venture con società europee non sono una risposta all'introduzione di un prezzo massimo del petrolio , ma alle azioni di paesi ostili.
"No, questa è una decisione che non è correlata a questa innovazione europea (il prezzo massimo del gas). Questa è, infatti, una risposta alle azioni di un certo numero di paesi ostili", ha detto Peskov.
All'inizio della giornata, il presidente russo Vladimir Putin ha emesso un decreto, secondo il quale viene fatto divieto a Gazprom l'acquisto di gas da joint venture con OMV e Wintershall, con cui la società produce gas nei giacimenti di Urengoy e Yuzhno-Russkoye, se l'ammontare degli obblighi supererà il limite fissato dal governo.
L'UE, insieme a Gran Bretagna e Stati Uniti, ha sanzionato la Russia dopo che Mosca ha lanciato la sua operazione speciale in Ucraina a febbraio. A dicembre, l'UE ha anche aderito alla decisione del G7 di fissare un prezzo massimo per il petrolio russo a 60 dollari al barile.
Finora, le sanzioni hanno interrotto le catene di approvvigionamento globali e aggravato i problemi sui mercati internazionali dei carburanti, portando a una crisi energetica e all'aumento dell'inflazione in Europa.
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