Intelligence iraniana: USA e alleati dietro ai disordini nel Paese

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Iran, persone nella piazza di Ray, a sud di Teheran - Sputnik Italia, 1920, 31.10.2022
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Il ministero dell'Intelligence e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran, insieme ad altre autorità del Paese, hanno concluso che la "morte tragica" di Mahsa Amini è stata sfruttata da interessi stranieri ostili.
I servizi d'intelligence dell'Iran parlano del ruolo delle agenzie di spionaggio straniere nell'orchestrazione dei disordini nel Paese, riporta l'agenzia iraniana Tasnim News.
"Le prove dell'intelligence mostrano che la CIA ha elaborato un piano esteso, con la collaborazione di servizi di spionaggio alleati e di delegati reazionari, prima dell'inizio dei disordini, per provocare il caos nazionale, con l'obiettivo di commettere crimini contro la grande nazione iraniana e l'integrità nazionale del Paese, e con lo scopo di preparare il terreno per aumentare le pressioni straniere", hanno fatto notare il ministero dell'Intelligence iraniano e il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC).
Secondo le organizzazioni sopracitate, dopo aver monitorato gli eventi dell'ultimo anno, sono stati ottenuti documenti durante le proteste che hanno confermato che USA, Regno Unito, Israele e Arabia Saudita hanno coordinato la campagna, approfittando per lo scopo della "morte tragica" di Mahsa Amini. Questi Paesi hanno condotto una guerra d'informazione mondiale contro Teheran, usando canali televisivi e reti sociali e tramite conferenze sui diritti umani.
Inoltre, si ritiene che nelle fasi di preparazione questi Paesi abbiano allenato alla guerra ibrida in campo specializzato alcuni individui, affermano sempre i servizi d'intelligence
Sabato, in un discorso, Hossein Salami, maggior generale iraniano, ha anche condannato USA, Israele e Arabia Saudita per aver organizzato i tumilti, "dopo i fallimenti in Yemen, Iraq, Libano e Siria", scrive Tasnim News.
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Salami ha anche avvisato l'Arabia Saudita e i mezzi di comunicazione da questa patrocinati di "fare attenzione", perché la Repubblica islamica "risponderà".
Le agitazioni in Iran sono iniziate il 16 settembre, dopo la morte della 22enne Mahsa Amini, che ha perso la vita per aver usato l'hijab "in maniera impropria", reato punibile con il carcere. Secondo alcune relazioni, la ragazza è morta dopo che alcuni poliziotti l'hanno colpita alla testa, sebbene, secondo il legislatore Mohammad Saleh, l'autopsia non abbia rivelato segni di violenza.
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