Gli USA stanno perdendo lo status di superpotenza, costretti a ricorrere pressioni - esperti

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Ambasciata Usa a Mosca - Sputnik Italia, 1920, 24.10.2022
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Gli Stati Uniti stanno perdendo il loro status di superpotenza e sono costretti a ricorrere a misure di forte pressione diretta. Lo afferma il nuovo rapporto annuale del club di discussione internazionale Valdai "Il mondo senza superpoteri", pubblicato lunedì.
"Gli Stati Uniti stanno perdendo lo status di superpotenza, poiché ora possono estendere le proprie capacità solo alle controparti più vicine, e solo in caso se sono integrate nella cerchia più ristretta di beneficiari privilegiati. Nei confronti degli altri l'Occidente è costretto a ricorrere a misure di forte pressione diretta: minacce di sanzioni o applicazione di esse. Esempi di questo tipo si verificano non solo nella politica e nell'economia, ma anche, ad esempio, nella lotta ai cambiamenti climatici, nonché nella cultura, dove il progressismo occidentale cerca di dettare le condizioni ai rappresentanti di altre comunità culturali ed etiche", afferma il rapporto.
Come sottolineato nel documento, la particolarità del momento è che il dominio della superpotenza degli Stati Uniti e dei suoi alleati non funziona più, ma l'intera infrastruttura mondiale che lo serviva è rimasta.
"Di conseguenza, una potente macchina creata per la "corretta" (nell'interesse dell'egemone) distribuzione dei beni e (alla fine) l'assistenza allo sviluppo si è trasformata in un meccanismo per punire concorrenti per il potere mondiale o semplicemente insoddisfatti. L'abuso porta ad un veloce logoramento del sistema e blocca anche le prospettive per la sua trasformazione in qualcosa che corrisponde a tempi nuovi", si legge nel rapporto.
Una semplice sostituzione dell'"operatore", come è successo nei secoli precedenti, ad esempio gli Stati Uniti al posto della Gran Bretagna, non aiuterà ora, affermano gli analisti.
Secondo gli autori del rapporto, ipoteticamente, la Cina potrebbe diventare il prossimo "pilota", ma ci sono una serie di ostacoli a questo.
"In primo luogo, l'attuale leader non intende categoricamente cedere il suo posto a Pechino, e l'intero sistema sotto il suo controllo, in primo luogo finanziario ed economico, sarà volto a contrastare questo", afferma il rapporto.
"In secondo luogo, la Repubblica Popolare Cinese, a quanto pare, non è affatto pronta e non si assumerà l'onere e i rischi. Il terzo punto, ed il più importante, la struttura della politica mondiale è cambiata in modo tale che gli stati significativi semplicemente non accetteranno il dominio di nessuno".
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Tuttavia, gli autori del rapporto sono convinti che la necessità di una ristrutturazione internazionale sia estremamente urgente, in quanto che sia il mondo nel suo insieme che Paesi specifici devono affrontare un gran numero di sfide, comprese quelle esistenziali.
"I processi oggettivi stanno portando all'emergere di un sistema mondiale molto più basato sugli spazi regionali. Il "raggruppamento" di Paesi che formano una comunità spaziale, l'ottimizzazione delle catene produttive e logistiche sono diventati un modo per superare i problemi che sono sorte a causa della pandemia. La crisi causata dalla guerra economica dell'Occidente contro la Russia, ha anche rilevato il valore dell'interazione che sia protetta al massimo dalle interferenze esterne", hanno spiegato gli esperti.
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