“Frainteso”: Borrell corre ai ripari per la sua metafora della UE giardino e resto del mondo giungla

© AP Photo / Virginia MayoL'alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’UE Josep Borrell
L'alto rappresentante per la politica estera e sicurezza dell’UE Josep Borrell  - Sputnik Italia, 1920, 19.10.2022
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Intervenendo all'inaugurazione dell'Accademia Diplomatica Europea a Bruges il 13 ottobre, Borrell si era addentrato in una scivolosa e per niente diplomatica metafora affermato che l'Europa è un "giardino" e il resto del mondo una "giungla" che può invadere questo giardino se i "giardinieri" non se ne prendono cura.
Questa affermazione ha suscitato critiche da parte della comunità europea e internazionale. Successivamente il capo della politica estera dell'UE ha affermato che la sua controversa metafora era stata estrapolata dal contesto e interpretata erroneamente.
"Alcuni hanno interpretato erroneamente la metafora come 'eurocentrismo coloniale'. Mi dispiace se alcuni si sono sentiti offesi. Credo e l'ho detto, ad esempio agli ambasciatori dell'UE la scorsa settimana, che spesso siamo troppo eurocentrici e dobbiamo essere umili e conoscere meglio il resto del mondo, compreso il Sud del pianeta", ha detto Borrell in una dichiarazione, pubblicata martedì sera.
Allo stesso tempo, il funzionario ha ribadito che secondo lui il mondo moderno assomiglia sempre di più a una "giungla", poiché la "legge del più forte sta erodendo le norme internazionali concordate".
"Affrontiamo un mondo di politiche di potere con l'armamento dell'interdipendenza e più esempi di paesi che usano la forza, l'intimidazione e il ricatto per ottenere ciò che vogliono. La crescita di questo mondo senza legge e disordine è ciò che intendevo quando parlavo della 'giungla'. Il mio riferimento alla "giungla" non ha connotazioni razziste, culturali o geografiche. In effetti, e sfortunatamente, la "giungla" è ovunque, anche oggi in Ucraina", si legge nella dichiarazione.
Borrell ha specificato che il progetto di integrazione europea inizialmente si basava su un rifiuto della politica di potere e "la legge della giungla".
"Ci siamo riusciti soppiantando i calcoli del potere con le procedure legali. Per questo ho parlato del 'giardino europeo': il nostro primato, grazie alla nostra Unione, di cementare la pace e la cooperazione tra le parti precedentemente in guerra, con un impegno condiviso a sostenere regole e leggi", ha aggiunto.
Ad un certo punto nella sua dichiarazione, Borrell ha ammesso che "né l'Europa né l'Occidente sono perfetti e che alcuni paesi dell'Occidente hanno a volte violato la legalità internazionale". Tuttavia, il funzionario ha poi fatto appello ancora una volta all'immagine dei "giardinieri" che vogliono costruire un ordine pacifico e legale e li ha invitati a "unirsi e lavorare insieme per respingere" la giungla".
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