Esitazioni su tetto al prezzo del gas non implica una scissione nella coalizione anti-russa dell'UE

© AP Photo / Cornе Sparidaens / ANPImpianto di trattamento del gas nei Paesi Bassi
Impianto di trattamento del gas nei Paesi Bassi - Sputnik Italia, 1920, 18.10.2022
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Non c'è una scissione politica nella possibile decisione dell'UE di non introdurre un tetto immediato al prezzo del gas, perché la questione energetica è "acuta e dolorosa" per qualsiasi governo, ha affermato il direttore per la ricerca presso la Fondazione per lo Sviluppo e il Sostegno del Valdai International Discussion Club, Fyodor Lukyanov.
Bloomberg aveva riferito che l'UE si sarebbe astenuta dall'imporre immediatamente il tetto al prezzo del gas a causa di disaccordi politici e preoccupazioni sulla sicurezza degli approvvigionamenti.
"Non c'è bisogno di parlare di una scissione complessiva per questo motivo, poiché la questione energetica è la più acuta e dolorosa per qualsiasi governo. I Paesi che dipendono completamente o in larga misura dalle forniture russe non vogliono aggravare la situazione, siccome la decisione viene presa al livello dell’UE, ma dovranno affrontare i propri elettori separatamente", ha affermato Lukyanov, aggiungendo che questi Paesi rallenteranno tali decisioni se ritengono che ciò aggraverà la loro situazione.
"Le istituzioni dell'UE - la Commissione, il Consiglio e così via - generalmente comprendono che questo è estremamente rischioso per alcuni governi, e non eserciteranno pressioni eccessive, ad esempio, su paesi come l'Ungheria, ma in generale non solo su essa", ha aggiunto l'esperto. Ma questo non significa che l'Unione europea cambierà la sua posizione in generale, almeno non nel prossimo futuro, ha sottolineato.
"Il problema dei Paesi occidentali è che hanno esaurito il potenziale pratico di misure, la cui adozione non colpisce in maniera ancora più dura loro stessi, e hanno già raggiunto misure estremamente dolorose, e quindi tutto sta fermo, non c'è consenso", ha aggiunto Lukyanov, specificando che la situazione con il gas ne è uno degli esempi.
Nel prossimo anno o due, l'Europa non ha alternative alle risorse energetiche russe, quindi "devono schivare", ha concluso l'esperto.
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