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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Crisi ucraina e rischio catastrofe nucleare: negli USA la paura accende il dibattito

© Sputnik . Stringer / Accedi all'archivio mediaVladimir Zelensky
Vladimir Zelensky - Sputnik Italia, 1920, 12.10.2022
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Non tutti i media americani sembrano in visibilio per Zelensky e si dichiarano ottimisti per la nazione sostenuta dall’Occidente. Il rischio nucleare inizia a creare dei dubbi e alcuni analisti prendono già le distanze mettendo in guardia sul pericolo che le richieste ucraine possano trascinare tutti vero il baratro.
David Brooks, commentatore politico conservatore, venerdì scorso 7 ottobre, ha scritto un lungo editoriale sul ‘The New York Times’ dal titolo “Il trionfo dell’ideale ucraino” (The Triumph of the Ukrainian Idea), nel quale veniva esaltato il ruolo di Zelenky e della resistenza ucraina, basata sull’ideale nazionalista e liberale. A stretto giro, Josh Hammer, altro importante commentatore americano, ha risposto sull’altrettanto prestigioso Newsweek con una visione del tutto differente della situazione.
“La guerra in Ucraina non è solo un evento militare, è un evento intellettuale”, ha scritto il primo sul NYT. “Gli ucraini stanno vincendo non solo per la superiorità delle loro truppe. Stanno vincendo perché stanno combattendo per un'idea superiore, un'idea che ispira gli ucraini a combattere così ostinatamente, un'idea che ispira le persone in tutto l'Occidente a sostenere l'Ucraina e ad appoggiarla fino in fondo. Quell'idea è in realtà due idee messe insieme. Il primo è il liberalismo, che promuove la democrazia, la dignità individuale, un ordine internazionale basato sulle regole.
La seconda idea è il nazionalismo. Volodymyr Zelensky è un nazionalista. Sta combattendo non solo per la democrazia, ma anche per l'Ucraina: la cultura ucraina, la terra ucraina, il popolo e la lingua ucraini. Il simbolo di questa guerra è la bandiera ucraina, un simbolo nazionalista”.
A questa visione, ha risposto lo stesso giorno il secondo sul Newsweek, confermando il concetto di ‘nazionalismo’ ma prendendo decisamente le distanze da quello di ‘liberismo’.
“Ovviamente Zelensky sta combattendo per il nazionalismo, come ogni ucraino. Ma il liberalismo? Davvero? Dov’è il liberismo?”, chiede con una domanda retorica Hammer che passa poi a ricordare come il presidente ucraino si sia dimostrato sì molto nazionalista, ma finora affatto liberale.
In Ucraina sono stati banditi 11 partiti politici, nel 2021, un anno prima dello scoppio della guerra, Zelensky ha bandito i media filo-russi, ha approvato leggi che limitano l'istruzione scolastica in lingua russa, per rafforzare l'identità ucraina.
Ha limitato l'istruzione anche in altre lingue (uno dei motivi per cui l’Ungheria non è tanto ben disposta nei suoi confronti vista la quantità di ungheresi etnici che vivono in Ucraina occidentale).
Zelensky ha inoltre rafforzato il battaglione Azov neonazista ucraino, così come gli ammiratori di Stepan Bandera, il nazionalista ucraino dell'era della seconda guerra mondiale, fascista, antisemita e collaboratore nazista.
Per altro le rivelazioni di Pandora Papers hanno mostrato come Zelensky, nonostante avesse condotto una campagna su una piattaforma di lotta alla corruzione, in realtà avesse una fortuna nascosta in conti bancari all'estero.
Quindi, si chiede Hammer, nazionalista sì, ma “davvero vogliamo celebrarlo come un liberale?”.
Il pezzo dell’editorialista del Newsweek chiude con una riflessione sul dove possa portare questo tipo di retorica che l’intero Occidente sta adottando: “Quell'uomo ama il suo paese, e questa è una cosa ammirevole. Ma noi americani che amiamo il nostro paese non dovremmo lasciare che quel patriota ucraino ci porti per il naso sull'orlo di una guerra nucleare”.
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