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La situazione in Ucraina
La Russia ha lanciato un'operazione speciale in Ucraina il 24 febbraio dopo che le Repubbliche del Donbass hanno chiesto aiuto a causa dei continui attacchi delle forze di Kiev.

Riunione della Nato: gli Stati Uniti e Europa a corto di armamenti da fornire all'Ucraina

© Sputnik . Alexey Vitvitsky / Accedi all'archivio mediaIl segretario generale della NATO Jens Stoltenberg
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg - Sputnik Italia, 1920, 28.09.2022
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Dalla riunione speciale dei direttori degli armamenti dell’Alleanza sul tema delle scorte di armamenti dei Paesi membri emerge un dato: la NATO con gli Stati Uniti stanno esaurendo le munizioni fornite all'Ucraina.
Il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg ha tenuto una riunione speciale dei direttori degli armamenti dell’Alleanza per discutere dei modi per rifornire le scorte di armi dei Paesi membri fornite in sostegno dell'Ucraina.
In tempo di pace gli Stati Uniti producono 30mila colpi di artiglieria per gli obici da 155 millimetri all'anno, la tipologia attualmente utilizzata sui campi di battaglia dell'Ucraina.
I soldati dell'esercito ucraino però, utilizzano un tale volume di colpi in appena 2 settimane.
Il dato in questione riferito da Dave Des Roches, professore associato e membro militare senior presso la National Defense University degli Stati Uniti che si dichiara preoccupato, come traspare dalle sue stesse parole riportate dalla CNBC:
“Sono molto preoccupato. A meno che non avremo una nuova produzione, che richiede mesi per essere aumentata, non avremo la capacità di rifornire gli ucraini”.
Anche dall'Europa vi sono segnali che le scorte stanno finendo, come si evince dalle dichiarazioni di Josep Borrell, Alto rappresentante dell’UE per gli Affari esteri e la politica di sicurezza, rilasciate alla stampa all’inizio di questo mese:
“Le scorte militari della maggior parte degli Stati membri sono state, non direi esaurite, ma esaurite in proporzione elevata, perché abbiamo fornito molta capacità agli ucraini”.
Gli esperti analisti militari sottolineano che le nazioni occidentali hanno ridotto negli ultimi anni la produzione di armi dato il periodo di pace in corso fino all'apertura della crisi in atto in Ucraina, con l'intento di ridurre le spese e procedere con produzioni "ad hoc" in caso di necessità.
Alcune delle armi che stanno finendo oggi come sottolineano gli stessi non vengono più prodotte, e per la loro produzione sono necessarie manodopera specializzata ed esperienza altamenta qualificata in materia, elementi non sempre facilmente reperibili.
Stoltenberg ha affermato durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite che i membri della NATO devono reinvestire nel settore degli armamenti:
“Ora stiamo lavorando con l’industria per aumentare la produzione di armi e munizioni”, ha detto Stoltenberg al New York Times.
Lo stesso ha aggiunto che i Paesi devono "incoraggiare i produttori di armi ad espandere la loro capacità a lungo termine inserendo più ordini di armi".
Ma aumentare la produzione di difesa non è un’impresa facile o veloce.
Gli Stati Uniti hanno in pratica finito gli obici da 155 mm da fornire all’Ucraina: l'unica soluzione al momento sarebbe attingere alle scorte riservate all'addestramento, cosa non molto gradita al Pentagono.
Sul tema ha espresso preoccupazione anche Mark Cancian, ex colonnello del Corpo dei Marines degli Stati Uniti e consigliere senior del Center per studi strategici e internazionali, che riferisce che "potrebbero essere necessari da uno a quattro anni prima che gli Stati Uniti aumentino in modo significativo la produzione complessiva di armi".
Oltre ai già citati obici, le armi che richiede l'Ucraina e che ora sono classificate dagli Stati Uniti con la dicitura di "scorte limitate" includono lanciatori HIMARS, missili Javelin, missili Stinger, l’obice M777 e le munizioni da 155 mm.
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