Niger, proteste contro la presenza delle truppe francesi

© AP Photo / Jerome DelayIl confine del Niger
Il confine del Niger - Sputnik Italia, 1920, 19.09.2022
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Il 18 settembre, i nigerini hanno riempito le strade della capitale del Paese, Niamey, per protestare contro le truppe francesi dispiegate nel loro paese. Secondo quanto riferito, i manifestanti hanno marciato da piazza Toumo all'Assemblea nazionale.
Negli ultimi anni, la presenza francese è diventata sempre più impopolare tra gli africani.
Da 10 anni, le truppe francesi sono state dislocate in Mali per l'attuazione della cosiddetta Operazione Barkhane, che ha come obiettivo, secondo i funzionari francesi, la lotta al terrorismo nel Sahel. Ad agosto le truppe francesi hanno lasciato il Paese, concludendo il processo di ritiro iniziato nel dicembre 2021.
La fine dell'operazione in Mali è stata accompagnata dall'accusa del Mali alla Francia di sostenere i terroristi all'interno del Paese africano. Il 15 agosto, il ministro degli Esteri maliano Abdoulaye Diop, in una lettera al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha affermato che i francesi avevano ripetutamente invaso lo spazio aereo del Mali, utilizzando droni, aerei cargo Casa C-295 e Airbus A400M, aerei d'attacco Mirage 2000 ed elicotteri da trasporto Chinook.
"Il governo del Mali ha diverse prove del fatto che queste flagranti violazioni dello spazio aereo maliano sono state utilizzate dalla Francia per raccogliere informazioni a beneficio dei gruppi terroristici che operano nel Sahel e per sganciarvi armi e munizioni", si legge nella lettera.
Negli ultimi mesi, nel Sahel si sono svolte diverse manifestazioni antifrancesi. Il 14 maggio 2022, i giovani nativi del Mali hanno manifestato a sostegno dell'esercito del loro paese, i cui leader avrebbero adottato una strategia che contraddiceva gli interessi francesi. Il giorno successivo, gli studenti in Ciad hanno protestato contro la presenza delle truppe francesi nel paese, accusando i francesi di aver rubato le sue risorse naturali. Nel novembre 2021 i manifestanti in Burkina Faso e Niger hanno bloccato e preso a sassate un grande convoglio di rifornimenti militari francesi in viaggio dalla Costa d'Avorio al Mali.
Dopo aver ritirato gli ultimi soldati dal Mali, il ministro delle Forze armate francese Sebastien Lecornu ha affermato che, nonostante il ritiro delle forze, la presenza della Francia nel Sahel e "la cooperazione rafforzata con i paesi dell'area, ad esempio il Niger" continuerà.
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Ad aprile, i parlamentari nigerini hanno votato a stragrande maggioranza a favore di un testo che autorizza lo spiegamento di forze straniere sul territorio, in particolare francesi, per "combattere i terroristi". Hassoumi Massoudou, ministro degli Affari Esteri del Niger, ha affermato che il suo Paese desidera "un aumento dell'intervento dei nostri partner", perché "con la partenza delle forze francesi dal nord del Mali, ci aspettiamo una maggiore pressione dei terroristi sul nostro Paese".
Le Ong nigerine, però, descrivono la presenza dei soldati stranieri come "forze di occupazione" e "una minaccia alla sovranità del Paese" e le accusano di un "sostegno attivo" ai "jihadisti che diffondono il terrorismo dal Mali", riferisce l'Afp.
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