Cina accusa la Repubblica Ceca di aver violato la sua sovranità

© AP Photo / Ng Han GuanUna scultura al ministero degli Esteri cinese
Una scultura al ministero degli Esteri cinese - Sputnik Italia, 1920, 18.09.2022
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La visita della delegazione ceca a Taiwan viola la sovranità della Cina, afferma Pechino in un comunicato pubblicato sul sito dell'ambasciata cinese a Praga.
"Questa mossa è stata un ignominioso supporto alle forze separatiste che sostengono l'”indipendenza di Taiwan”, una grave violazione della sovranità statale, dell'integrità territoriale della Cina e delle norme di base delle relazioni internazionali e degli obblighi politici bilaterali", si legge nella nota.
La missione diplomatica ha sottolineato che Pechino aveva già espresso una “protesta seria" a Praga.
Una delegazione di 14 membri guidata dal senatore ed ex presidente dell'Accademia delle scienze ceca Jiri Drahos arriverà a Taiwan il 18 settembre. Si prevede che Drahos incontri il capo dell'amministrazione dell'isola, Tsai Ing-wen. La visita durerà sei giorni.
Alla vigilia del viaggio, il capo della delegazione ceca ha affermato in un'intervista alla Central News Agency (CNA) che la tensione in Taiwan fa temere i circoli politici europei che l'isola si trasformi in una "seconda Ucraina". Drahos ha aggiunto che i paesi europei, probabilmente, non forniranno armi a Taipei ma sono pronti ad approfondire i legami in settori come la cultura, la scienza e altre aree del soft power.
La portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning, a sua volta, ha ricordato che Pechino si oppone a qualsiasi forma di contatto ufficiale con Taiwan dall'esterno. Ha esortato Praga a rispettare il principio di “una sola Cina" e non inviare "segnali sbagliati" alle forze separatiste o minare le basi politiche per lo sviluppo delle relazioni bilaterali.
La situazione su Taiwan si è inasprita dopo la visita sull'isola della presidente della Camera dei Rappresentanti statunitense Nancy Pelosi ad agosto.
In risposta, Pechino ha lanciato grandi esercitazioni militari al largo delle coste dell'isola, ha imposto sanzioni a due fondazioni taiwanesi, alla stessa Pelosi e ai suoi parenti, e ha adottato altre misure. Il ministero cinese degli Affari esteri ha attribuito a quest'ultima la responsabilità di tutte le conseguenze negative su Washington e Taipei.
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