"Con tutte le prove a sostegno": il Mali presenterà denuncia contro la Francia all'ONU

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Bamako, la capitale di Mali - Sputnik Italia, 1920, 12.09.2022
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Il Mali, che accusa la Francia di fornire armi e intelligence a gruppi terroristici, sostiene di avere ulteriori prove a sostegno della tesi, e promette di presentarle al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per "mostrare al mondo il comportamento di uno Stato membro".
il primo ministro ad interim del Mali, il colonnello Abdoulaye Maïga, lancia pesanti accuse in direzione della Francia.
A metà agosto, il Mali aveva già chiesto al Consiglio di sicurezza dell'ONU di adoperarsi affinché “la Repubblica francese cessasse immediatamente i suoi atti di aggressione” nei confronti del Paese, minacciando che, "in caso di persistenza", il Paese si sarebbe addirittura riservato il diritto di "usare l'autodifesa". In particolare, aveva accusato le autorità francesi di "violazioni intempestive" dello spazio aereo del Mali, oltre ad aver "fornito informazioni e armi a gruppi terroristici".
Ora lo stesso parla di presentare prove a conferma di una tale accusa, prove che verranno presentate al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.

"Abbiamo ancora più prove, che verranno presentate dopo questa sessione speciale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite; che la comunità internazionale e il mondo scoprano come si comporta uno Stato membro del Consiglio di sicurezza", afferma Maïga.

Il colonnello ha ricordato che il Mali aveva già "presentato una denuncia con tutte le prove a sostegno" al Consiglio. A metà agosto, il ministro degli Esteri maliano Abdoulaye Diop ha convocato una riunione d'urgenza del Consiglio di sicurezza sulla situazione nel suo Paese e su "violazioni ripetute e frequenti dello spazio aereo maliano", nonché sulla raccolta e la consegna da parte della Francia di informazioni, armi e munizioni a gruppi terroristici.
Abdoulaye Maïga, tuttavia, aveva chiarito che in Mali si faceva una grossa differenza tra "le attuali autorità francesi" e il popolo francese, per il quale i maliani hanno enorme rispetto.
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Dalla Francia, tramite la propria ambasciata presente in loco, sono state immediatamente respinte con vigore tutte le accuse.
"Ovviamente la Francia non ha mai sostenuto, direttamente o indirettamente, questi gruppi terroristici, che rimangono i suoi nemici designati in tutto il Pianeta", ha riassunto l'ambasciata.
L'ambasciata ha affermato che sono morti 53 soldati francesi la cui "missione era combattere i gruppi terroristici e, così facendo, migliorare la sicurezza dei maliani".
I rapporti del Mali con Parigi si sono progressivamente deteriorati dopo i tumulti politici locali del 2020. Il 15 agosto, dopo 9 anni di presenza, gli ultimi soldati della missione francese si sono ritirati dal Paese.
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