Kosovo, Macron e Scholz esortano Belgrado a prendere "decisioni difficili"

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Polizia Kosovo - Sputnik Italia, 1920, 04.09.2022
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Con una missiva indirizzata al presidente serbo Vučić, i due leader francese e tedesco, Macron e Scholz, chiedono di prendere "decisioni importanti", nel quadro delle trattative per la stabilizzazione del territori di Kosovo e Metochìa.
Il presidente francese Emmanuel Macron e il cancelliere tedesco Olaf Scholz hanno inviato una lettera congiunta al presidente serbo Aleksandar Vučić chiedendo a Belgrado di prendere "decisioni difficili" sulla questione del Kosovo e Metochìa.
La lettera è stata pubblicata domenica dal servizio stampa del presidente della Serbia.

"La piena normalizzazione delle relazioni tra Kosovo e Serbia è essenziale per i Balcani occidentali. Ci rivolgiamo a Lei come leader del Suo Paese per esortarLa a mostrare la massima determinazione e disponibilità a prendere decisioni difficili che porteranno alla promozione del dialogo tra Kosovo e la Serbia sotto gli auspici dell'UE. Le recenti tensioni hanno dimostrato che sono urgenti passi avanti costruttivi, sia a livello pratico che politico", hanno scritto i leader europei.



Macron e Scholz hanno indicato nella lettera di aver nominato consigliere del cancelliere tedesco Jens Plötner e consigliere del presidente francese Emmanuel Bonn, per assistere e sostenere il rappresentante speciale dell'UE per i Balcani occidentali, Miroslav Lajčák.
"Invitiamo i nostri consulenti, insieme a Miroslav Lajčák, a visitare il Kosovo e la Serbia per esplorare le possibilità di portare avanti il ​​processo [negoziato]", sottolinea la lettera.


Il primo settembre in Serbia è entrato in vigore un nuovo regime per l'attraversamento della linea amministrativa tra la provincia autonoma del Kosovo e Metochìa e la Serbia centrale. Dalla mezzanotte (del 1 settembre), i kosovari possono entrare nella Serbia centrale con i documenti del non riconosciuto Kosovo, e i serbi con documenti serbi possono entrare nel territorio del Kosovo e della Metochìa.
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Secondo il portale Kosovo Online, a tutti i valichi amministrativi sono stati installati avvisi che spiegano che la possibilità di recarsi nella Serbia centrale sulla base di documenti del Kosovo "non significa riconoscimento dell'indipendenza del Kosovo" da parte di Belgrado e non costituisce un rifiuto da parte delle autorità serbe per conformarsi alla 'risoluzione 1244 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite'.

Il primo settembre è iniziato anche il processo di sostituzione delle targhe automobilistiche, che in precedenza aveva causato malcontento tra i serbi in Kosovo e Metochìa.

Il 27 agosto, Aleksandar Vučić ha annunciato le concessioni di Belgrado sulla questione delle targhe e il raggiungimento di un accordo sui documenti personali in Kosovo. Vučić ha sottolineato che gli accordi sarebbero stati ritenuti validi solo nel caso di garanzie fornite dall'UE.
A seguito, lo stesso giorno, il capo della diplomazia europea, Josep Borrell, ha affermato che l'UE aveva ricevuto garanzie da Pristina per la libera circolazione dei serbi tra il Kosovo e la Serbia centrale.
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