Il business occidentale ha perso più di 71 miliardi di dollari dopo aver lasciato la Russia

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Le aziende europee, americane e giapponesi che non hanno continuato a lavorare in Russia dopo il 24 febbraio hanno anunciato le loro perdite, il business occidentale ha già perso più di 70 miliardi di dollari.
Le società del settore dei combustibili e dell'energia hanno subito le perdite maggiori (solo BP ha cancellato perdite per 25,5 miliardi di dollari dopo la rottura con Rosneft).
L’Enel italiana ha quasi venduto Enel Russia, ammettendo di aver perso 527 milioni di euro. Tuttavia, il decreto del Presidente della Russia del 5 agosto ha congelato anche questo accordo. Al momento esso può essere chiuso solo con il permesso del capo dello Stato.
La società energetica tedesca RWE ha interrotto l'importazione di carbone dalla Russia e ha quindi stimato una perdita di 748 milioni di euro.
Uno dei maggiori produttori di elettrodomestici, Whirlpool americana, che sta vendendo le sue attività russe alla società turca Arcelik, ha perso 346 milioni di dollari.
I sistemi di pagamento internazionali Mastercard e Visa, che già a marzo avevano annunciato la sospensione delle operazioni in Russia, hanno registrato finora una perdita rispettivamente di 37 milioni di dollari e 60 milioni di dollari.
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